Il Parco archeologico di Sibari subisce ritardi nella riapertura a causa di allagamenti e problemi di approvvigionamento legati alla crisi internazionale. Il direttore Demma illustra le criticità e le soluzioni adottate.
Riapertura imminente per il Parco del Cavallo
Il Parco del Cavallo a Sibari riaprirà le porte al pubblico entro la prossima settimana. Questa è la rassicurazione fornita dal direttore Filippo Demma. La notizia giunge dopo un periodo di chiusura forzata dovuto a recenti allagamenti. La riapertura rappresenta un passo importante per la fruizione del patrimonio storico.
Le operazioni di ripristino procedono, ma alcune aree necessitano ancora di interventi specifici. La situazione è monitorata costantemente per garantire la sicurezza dei visitatori e la conservazione dei reperti. Il direttore Demma ha espresso ottimismo riguardo alla ripresa delle normali attività.
Crisi internazionale ostacola il drenaggio a Casabianca
L'area di Casabianca, tuttavia, presenta sfide più complesse. Qui, il ripristino è legato all'arrivo di un nuovo impianto di drenaggio, il wellpoint. Questo sistema è fondamentale per mantenere sotto controllo il livello delle acque sotterranee. La sua fornitura è stata significativamente rallentata dalla crisi internazionale in corso. La situazione è critica poiché l'area è già stata svuotata un mese fa.
L'impianto wellpoint originale è stato distrutto dall'alluvione. Senza di esso, il sito si è nuovamente allagato. La piana di Sibari si trova infatti al di sotto del livello del mare. Questo rende il drenaggio un'operazione continua e vitale. La dipendenza da forniture internazionali aggrava il problema.
Fondi disponibili, ma la logistica è il vero ostacolo
Il direttore Demma ha voluto chiarire che la questione non riguarda la disponibilità economica. Il Ministero ha prontamente stanziato circa mezzo milione di euro. Questi fondi sono stati impiegati per incaricare un ingegnere idraulico. Il professionista sta revisionando l'impianto e ordinando le pompe necessarie. Il problema risiede nella catena di approvvigionamento.
L'industria pesante, da cui dipendono le forniture, sta subendo ritardi significativi. La causa principale è il contesto bellico internazionale. Questo impatto sulla logistica globale crea un effetto domino. Le tempistiche di consegna dei materiali essenziali sono quindi imprevedibili. La situazione richiede pazienza e strategie alternative.
Soluzioni temporanee e attesa per le forniture
In attesa dell'impianto wellpoint, sono state adottate misure provvisorie. Sono state installate pompe a gasolio per gestire il livello dell'acqua. Tuttavia, anche queste soluzioni temporanee hanno incontrato ostacoli. L'impresa di manutenzione ha segnalato difficoltà nel garantire la fornitura di gasolio. Questo è necessario per il funzionamento continuo delle pompe (24 ore su 24). Anche in questo caso, i problemi sono legati alla situazione internazionale.
Di fronte a queste difficoltà, la ditta di manutenzione ha reperito pompe a immersione elettroalimentate. Queste sono state installate la settimana scorsa. L'area è ora in fase di svuotamento. Una volta installato il nuovo impianto wellpoint, previsto per la fine del mese, inizieranno le operazioni di rimozione del fango. Questo fango si è accumulato a seguito di tre allagamenti consecutivi in due mesi. Il direttore Demma ha concluso affermando che si sta facendo il possibile. La ripartenza dipenderà dalla logistica internazionale.