L'Italia aumenta i posti negli asili nido, ma la crescita è più lenta rispetto ad altri Paesi europei. Persistono forti divari sociali e territoriali nell'accesso ai servizi per l'infanzia.
Accesso ai nidi: un quadro complesso in Italia
L'offerta di posti negli asili nido in Italia sta crescendo. Tuttavia, questo incremento risulta più contenuto se confrontato con nazioni come Francia, Spagna e Inghilterra. La ricerca evidenzia significative disparità. Queste differenze si manifestano sia a livello sociale che territoriale.
Il divario tra bambini provenienti da famiglie abbienti e quelli di famiglie meno fortunate si è ampliato. In vent'anni, la differenza è più che raddoppiata. Si è passati dal 7,5% di vent'anni fa, quando solo 25 bambini su 100 frequentavano l'asilo, al 19% attuale. Oggi, 35 bambini su 100 accedono a questi servizi.
Ricerca Fondazione Agnelli: analisi comparativa dei servizi
Questi dati provengono da uno studio approfondito. La ricerca ha analizzato i servizi educativi per la fascia d'età 0-6 anni. Sono stati presi in esame Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna. L'iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Agnelli. Il coordinamento è stato affidato a Francesca Bastagli ed Emmanuele Pavolini.
L'Italia si posiziona come il Paese con la minore disponibilità di posti negli asili. Si contano circa 32 posti ogni 100 bambini sotto i 3 anni. Le liste d'attesa risultano essere molto lunghe. La Germania presenta una situazione simile all'Italia per numero di posti. Tuttavia, i bambini tedeschi iniziano l'asilo dopo il primo anno di vita. Questo è favorito da congedi parentali ben retribuiti.
Obiettivi UE e sfide per l'Italia
La partecipazione ai servizi per l'infanzia in Italia è ancora lontana dall'obiettivo europeo. L'Unione Europea punta al 45% di copertura entro il 2030. Attualmente, la percentuale si attesta al 35,5%. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) mira ad aumentare i posti disponibili. Si spera anche di ridurre le disparità tra Nord e Sud del Paese.
La ricerca sottolinea però un limite del PNRR. Nonostante gli sforzi, non riuscirà a colmare i divari nei piccoli comuni. L'accesso ai servizi rimane una criticità in queste aree. La Fondazione Agnelli evidenzia la necessità di interventi mirati.
Proposte per migliorare equità e qualità dei servizi
«Le priorità sono ampliare l'accesso, soprattutto per i bambini svantaggiati, e migliorare la qualità dei servizi», ha dichiarato Francesca Bastagli. Anche Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, ha ribadito l'importanza di politiche strategiche. Servono interventi su accesso, costi e qualità. L'espansione dell'offerta è necessaria ma non sufficiente.
Tra le proposte avanzate dalla Fondazione Agnelli vi è l'istituzione del diritto al posto nei nidi. Si auspica l'adozione di criteri più equi per l'assegnazione. La riduzione delle rette è un altro punto fondamentale. È necessario rafforzare i sistemi di valutazione della qualità. Infine, si sottolinea l'importanza di investimenti sul personale educativo.
Il PNRR, secondo la Fondazione, potrà contribuire ad aumentare i posti. Potrà anche ridurre le differenze territoriali. Tuttavia, da solo non sarà in grado di garantire una maggiore equità complessiva. Sono necessarie azioni complementari e una visione strategica a lungo termine.