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Il Comitato Misto Paritetico della Sardegna solleva allarme contro la proposta di legge Chiesa. Si teme la perdita di controllo regionale sull'ambiente nei poligoni militari e si chiedono chiarimenti su nuovi progetti.

Servitù militari: richiesta di confronto politico urgente

Il Comitato Misto Paritetico per le Servitù Militari della Sardegna (Co.Mi.Pa.) ha inoltrato una richiesta formale. Si chiede un incontro immediato con il presidente del Consiglio regionale. L'obiettivo è riaprire un dialogo cruciale. La questione delle servitù militari non può più attendere. Il Comitato sottolinea i gravi pericoli. L'approvazione della proposta di legge Chiesa è al centro delle preoccupazioni. Tale provvedimento potrebbe compromettere la capacità della regione. La regione non potrebbe più vigilare e normare l'ambiente. Questo riguarda le aree militari e i poligoni. Le aree asservite alle forze armate sarebbero escluse.

Proposta di legge Chiesa: critiche e timori

La proposta di modifica mira all'articolo 15. Si tratta del decreto legislativo 66 del 2010. Questo testo è noto come Codice dell'ordinamento militare. La deputata Paola Maria Chiesa di Fdi è l'autrice della riforma. I membri regionali del Co.Mi.Pa. esprimono forte contrarietà. La riforma rischierebbe di annullare progressi significativi. Si tornerebbe indietro di oltre vent'anni. Questo contrasta con gli accordi presi. Accordi tra la Regione e il Governo sono stati sottoscritti. Essi riguardano il riequilibrio della presenza militare. Il riequilibrio è sia qualitativo che quantitativo. La proposta attuale minaccia questo equilibrio.

Impatto ambientale e aree dismesse

Un ulteriore motivo di allarme riguarda l'assimilazione. Si ipotizza di equiparare i siti militari. Anche le aree di addestramento permanente verrebbero incluse. Verrebbero assimilate ai siti industriali dismessi. Questo si baserebbe sul decreto legislativo 152 del 2006. Il Comitato teme conseguenze irreversibili. Porzioni significative del territorio sardo potrebbero essere compromesse. Attualmente, circa trentamila ettari sono in uso alla Difesa. Il Co.Mi.Pa. denuncia anche un altro aspetto. Viene segnalato il mancato coinvolgimento dei comandi militari. Questo avviene su questioni di competenza del Comitato. Un esempio concreto riguarda nuovi progetti. Si tratta di test razzo-missilistici. L'area interessata è quella Nike del Poligono di Quirra.

Nuovi progetti e mancanza di coinvolgimento

Tra le questioni sollevate, emerge un presunto piano. Si parla della realizzazione di una base di lancio. Questa base sarebbe destinata a vettori suborbitali. Il progetto è identificato come MR10. Tale progetto implicherebbe l'uso di grandi quantità di propellenti. Si menzionano ossigeno liquido e metano. Il Comitato sottolinea un punto fondamentale. Non è stato formalmente coinvolto nella discussione. Questo avviene nonostante le norme sulle servitù militari. Si richiede massima chiarezza. È necessario definire la natura delle attività. Si chiede se siano di tipo civile, scientifico o a uso duale. Vanno valutati gli impatti ambientali. Questi includono i volumi di traffico e le emissioni inquinanti. Anche la compatibilità con i calendari di sgombero è importante. Infine, si valuta la coesistenza con le attività civili nell'area.