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La maggioranza dei docenti italiani desidera una revisione dell'autonomia scolastica, ritenuta troppo incentrata sui dirigenti. Emergono anche richieste per un rinnovo contrattuale separato e più valorizzante.

Autonomia scolastica sotto esame dai docenti

Un ampio consenso tra gli insegnanti italiani indica la necessità di rivedere l'attuale sistema di autonomia scolastica. La maggioranza dei docenti, pari al 66%, esprime accordo con la posizione del sindacato Gilda. Questa riforma, secondo loro, ha concentrato un potere eccessivo nelle mani dei dirigenti scolastici.

La richiesta punta verso un modello di governance scolastica più partecipato. Si auspica un coinvolgimento maggiore degli organi collegiali nelle decisioni. La percentuale di docenti di ruolo favorevoli a questa revisione raggiunge il 71%. Anche tra i precari, il consenso è significativo, attestandosi al 54%.

Questi dati emergono da un sondaggio condotto da SWG per conto della Gilda degli Insegnanti. La presentazione è avvenuta a Paestum. Il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha sottolineato l'importanza di questi risultati. Essi rappresentano una spinta a proseguire la battaglia sindacale.

L'obiettivo dichiarato è difendere la scuola da derive considerate «aziendalistiche, burocratiche e competitive». La visione è quella di una scuola pubblica statale di qualità. Una scuola che deve rafforzare la didattica e sostenere il personale.

Riforma tecnici e rinnovo contrattuale: le altre istanze

Il sondaggio ha toccato anche altri temi cruciali per il mondo della scuola. La recente riforma degli Istituti Tecnici ha suscitato perplessità tra i docenti. Una percentuale considerevole di insegnanti non approva le modifiche apportate. Questo dissenso aumenta ulteriormente tra i docenti con maggiore esperienza.

In particolare, i docenti con oltre 30 anni di servizio mostrano una contrarietà più marcata. La loro lunga esperienza nella scuola sembra acuire la percezione di criticità nella riforma. Le loro voci si aggiungono a quelle di chi chiede un ripensamento delle politiche educative.

Un altro punto focale riguarda il rinnovo contrattuale. L'83% dei docenti intervistati ritiene fondamentale una distinzione professionale. Chiedono un contratto nazionale separato per il personale scolastico. Questo dovrebbe differenziarsi da quello degli altri dipendenti pubblici.

L'obiettivo è valorizzare le professionalità specifiche dei docenti e del personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario). La richiesta di un contratto dedicato è in linea con le rivendicazioni storiche della Gilda. Solo una piccola minoranza, il 9%, si dichiara contraria. L'8% non ha espresso un'opinione chiara.

Tra i favorevoli a un contratto separato, spiccano i docenti della scuola Primaria (86%). Seguono quelli della Secondaria di I grado (77%) e di II grado (83%). Questi dati evidenziano un desiderio diffuso di riconoscimento e valorizzazione.

La politica chiamata a confrontarsi con la realtà scolastica

Il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha ribadito la necessità di un confronto reale tra chi decide e chi vive la scuola quotidianamente. «Chi conosce la scuola, non aveva alcun dubbio sull'esito di questo sondaggio», ha affermato. Questo dovrebbe far riflettere chi prende decisioni senza un dialogo con gli operatori scolastici.

La Gilda degli Insegnanti continuerà la sua azione sindacale. L'obiettivo è sensibilizzare le istituzioni. Si vuole invertire la rotta per garantire una scuola pubblica statale di alta qualità. Una scuola che supporti docenti e personale ATA. Una scuola che tuteli i diritti di tutti: insegnanti e alunni.

Nel dibattito che ha seguito la presentazione del sondaggio, sono intervenuti importanti rappresentanti politici. Tra questi, Paola Frassinetti, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Istruzione e del Merito. Presenti anche Giorgia Latini, Vicepresidente della VII Commissione Cultura della Camera dei deputati e Responsabile nazionale del Dipartimento Cultura della Lega. Ha partecipato anche Rossano Sasso, componente della VII Commissione Cultura della Camera dei deputati.

La loro presenza testimonia l'attenzione verso le tematiche sollevate dal sindacato. Le richieste dei docenti rappresentano un segnale importante per il futuro dell'istruzione italiana.

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