Cronaca

Scoperta la "cabina di regia" genetica delle piante

14 marzo 2026, 15:01 2 min di lettura
Scoperta la "cabina di regia" genetica delle piante Immagine da Wikimedia Commons Roma
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Scoperta la "cabina di regia" genetica vegetale

Una scoperta scientifica rivoluzionaria svela i meccanismi che guidano l'evoluzione delle piante. Un team internazionale di ricercatori ha identificato una complessa rete di 2,3 milioni di interruttori genetici. Questi elementi regolano l'espressione del DNA e si sono mantenuti quasi invariati per oltre 300 milioni di anni in più di 280 specie vegetali.

Questa "cabina di regia" genetica rappresenta una risorsa inestimabile per l'agricoltura del futuro. La comprensione di questi meccanismi potrebbe permettere di ingegnerizzare le colture, rendendole più resistenti ai cambiamenti climatici, alla siccità e agli attacchi dei parassiti.

Conservazione genetica e agricoltura del futuro

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science dal consorzio Conservatory Project, è stato guidato da esperti dell'Università di Cambridge, dell'Università Ebraica di Gerusalemme e del Cold Spring Harbor Laboratory. La complessità dei genomi vegetali ha a lungo ostacolato l'analisi del DNA regolatore nel tempo.

«I genomi delle piante sono straordinariamente complessi», spiega Idan Efroni dell'Università Ebraica di Gerusalemme. «Questa complessità ha reso molto difficile tracciare il DNA regolatore a ritroso nel tempo. Quello che mostriamo qui è che programmi regolatori profondamente conservati esistono davvero e sono, di fatto, diffusi».

Elementi genetici antichi e funzionali

La ricerca evidenzia come queste antiche sequenze regolatorie siano concentrate vicino ai geni che controllano lo sviluppo delle piante. In particolare, si trovano vicino a fattori chiave per la trascrizione genica. L'alterazione di questi interruttori può causare gravi difetti nello sviluppo, confermando la loro importanza funzionale.

Un esempio significativo è l'interruttore genetico Wuschel, essenziale per il mantenimento delle cellule staminali. Gli elementi al suo interno sono antecedenti alla comparsa delle piante da fiore e sono conservati da 300 milioni di anni. Sebbene la loro posizione nel genoma sia cambiata nel corso del tempo, il loro ordine relativo è rimasto costante, mostrando una notevole stabilità e flessibilità.

Dinamismo e flessibilità del DNA

«Queste sequenze non sono reliquie congelate», afferma Kirk R. Amundson dell'Università del Massachusetts ad Amherst. «Possono muoversi, duplicarsi e diversificarsi, pur preservando la logica regolatoria necessaria per lo sviluppo».

Ulteriori analisi hanno rivelato che nuove sequenze regolatrici spesso emergono da quelle più antiche, modificandosi a seguito della duplicazione dei geni. Questo processo dinamico contribuisce alla continua evoluzione e adattamento delle specie vegetali.

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