Autotrasportatori siciliani in sciopero bloccano i porti dell'isola per cinque giorni. La protesta, con un'adesione stimata al 90%, mira a ottenere risposte concrete dal governo nazionale riguardo ai costi operativi elevati e alle tasse ecologiche.
Blocco delle merci nei porti siciliani
Le merci sono ferme nei porti siciliani dalla notte scorsa. Il Comitato trasportatori siciliani ha avviato uno sciopero. Secondo il segretario Salvatore Bella, l'adesione raggiunge il 90%. L'attività di carico e scarico merci è completamente paralizzata. La protesta durerà cinque giorni. Non è collegata alla mobilitazione nazionale di Unitras. Bella ha spiegato che i trasportatori siciliani hanno esigenze specifiche. Le condizioni operative sono più difficili e costose rispetto al resto d'Italia.
Aumento dei costi e tasse ecologiche
Un problema rilevante è la tassa ecogreen imposta dall'Europa. Da due anni, i trasportatori pagano circa 400 euro in più per viaggiare sulle navi. Le compagnie di navigazione hanno scaricato i loro costi sui trasportatori. Questo ha fatto lievitare le spese operative. A ciò si aggiunge l'incremento del costo del carburante. Questo mix di fattori sta mettendo in ginocchio il settore dei trasporti. La situazione è particolarmente critica per la Sicilia.
Richiesta di risposte al governo nazionale
Salvatore Bella ha confermato la disponibilità a un confronto con la Regione Siciliana. Ha apprezzato la loro apertura. Tuttavia, la soluzione definitiva può arrivare solo dal governo nazionale. Sono già avvenuti incontri con il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi. Si attendono ora risposte concrete da parte loro. La protesta mira a ottenere impegni scritti. L'obiettivo è garantire un futuro sostenibile per il settore.
Modalità della protesta e obiettivi
La protesta rimarrà circoscritta ai porti. Non ci saranno blocchi o presidi stradali. Lo ha confermato Bella. L'obiettivo principale è interrompere il rifornimento alla grande distribuzione alimentare. Questo finché non si otterranno garanzie scritte dal governo. Non sono previste manifestazioni agli imbarcaderi di Messina e Villa San Giovanni. La strategia mira a esercitare pressione economica senza creare disagi alla circolazione generale.