Affollamento orbitale: il boom dei satelliti
La Terra è sempre più circondata da satelliti. Il 17 marzo scorso, la costellazione Starlink ha superato i 10.000 dispositivi in orbita, un traguardo che solleva serie preoccupazioni riguardo all'impatto ambientale e alla sostenibilità delle attività spaziali. L'astrofisica Patrizia Caraveo, presidente della Società italiana di astrofisica, ha evidenziato questa crescente congestione durante un recente intervento.
Caraveo ha descritto una vera e propria «crescita esplosiva» del numero di satelliti, passati da circa 100-150 all'anno fino al 2015 a cifre esponenzialmente maggiori. Gli Stati Uniti guidano questa corsa con circa 3.700 satelliti, ma il fenomeno è globale. Solo nel 2025 sono stati lanciati 4.510 nuovi satelliti, con un aumento netto di 2.500 unità. A metà marzo 2026, il totale dei satelliti attivi ha raggiunto quota 14.915.
L'impatto ecologico dei lanci e dei rientri
Dietro questa impennata, ha sottolineato Caraveo, c'è il ruolo dominante di attori commerciali come Elon Musk e SpaceX. Ma l'affollamento non riguarda solo i satelliti operativi: oltre 32.000 oggetti catalogati, inclusi detriti, orbitano attorno al nostro pianeta, creando «veri e propri ingorghi orbitali». Il 2025 è stato un anno record per i lanci, con 330 missioni, la maggior parte delle quali attribuibili a SpaceX.
Il vero problema, secondo l'astrofisica, non è l'impatto sull'astronomia, ma quello ecologico. I lanci dei razzi, che utilizzano propellenti come il kerosene o combustibili solidi, rilasciano sostanze inquinanti nell'atmosfera. Il pulviscolo e composti come zolfo e cloro danneggiano lo strato di ozono, un pericolo che preoccupa la comunità scientifica. I gas rilasciati possono persistere per decenni, contribuendo anche al riscaldamento globale.
Anche il rientro dei satelliti dismessi in atmosfera genera problemi. Sebbene vengano distrutti, i metalli si trasformano in ossidi di azoto che reagiscono con l'ozono, aggravandone la distruzione. Tra ottobre 2024 e ottobre 2025, sono stati deorbitati oltre 2.100 oggetti, tra cui numerosi satelliti e stadi di razzi. Un esempio concreto è il rientro di un motore di un Falcon 9 vicino a Varsavia, che ha rilasciato circa 30 kg di litio, una quantità enormemente superiore a quella depositata dalle meteoriti.
Detriti spaziali e il futuro delle missioni
A volte, frammenti di veicoli spaziali sopravvivono al rientro e raggiungono il suolo, come accaduto con parti della capsula Dragon o Starship. Questi eventi non solo rappresentano un rischio fisico, ma possono causare la chiusura temporanea dello spazio aereo per evitare interferenze con voli civili, come avvenuto il 16 gennaio 2025. L'osservazione astronomica, inoltre, soffre sia dell'inquinamento luminoso generato dai satelliti sia della crescente difficoltà nell'ottenere immagini pulite del cielo.
In questo contesto, l'astrofisica Caraveo ha anche discusso del programma Artemis della NASA, che segna il ritorno dell'umanità verso la Luna e, in prospettiva, Marte. La missione Artemis II, prevista per il 2 aprile, rappresenta un passo cruciale per testare i sistemi della capsula Orion. Una novità significativa di questa missione è la composizione dell'equipaggio, che includerà per la prima volta una donna, un uomo di colore e un astronauta non statunitense, riflettendo una maggiore diversità e un'aspirazione a rappresentare il mondo nell'esplorazione spaziale.