La Sardegna affronta un significativo ritardo nella transizione verso le energie rinnovabili. Legambiente segnala che, con l'attuale ritmo, l'isola raggiungerà gli obiettivi prefissati solo tra 25 anni, a causa di ostacoli normativi.
Ritardo nella transizione energetica sarda
L'isola sarda mostra un considerevole ritardo nel passaggio alle fonti energetiche rinnovabili. L'obiettivo intermedio appare ancora lontano. L'attuale andatura suggerisce che il traguardo dei 6,2 GW aggiuntivi, assegnati all'isola dal Decreto Aree Idonee, potrebbe essere raggiunto solo tra venticinque anni. Questo scenario preoccupante emerge da un recente report di Legambiente intitolato "Italia Rinnovabile".
L'associazione ambientalista individua la causa principale in una legge regionale, la numero 20. Tale normativa ostacolerebbe, di fatto, l'installazione di impianti su scala industriale nel territorio. Questo blocco riguarda anche gli impianti agrivoltaici. Questi ultimi, proposti dagli agricoltori locali, potrebbero offrire un sostegno concreto all'agricoltura isolana. Inoltre, rappresenterebbero un aiuto fondamentale per affrontare i cambiamenti climatici in corso.
Il report evidenzia anche un potenziale impatto positivo sull'occupazione. Si stima la creazione di quasi 13.000 nuovi posti di lavoro in Sardegna. Questi derivano dai progetti attualmente in fase avanzata di approvazione, secondo dati elaborati da Svimez. Nonostante questo potenziale, gli ostacoli normativi sembrano frenare lo sviluppo.
Situazione attuale delle rinnovabili in Sardegna
La Sardegna detiene circa il 4,8% della capacità rinnovabile nazionale. Si posiziona così al decimo posto tra le regioni italiane. La precede la Campania con 4.729,7 MW e la segue la Calabria con 3.361,6 MW. A marzo 2026, la potenza totale installata sull'isola ha raggiunto i 3.994,6 MW.
La ripartizione di questa potenza vede l'eolico con 1.267,2 MW. Il fotovoltaico conta 2.057 MW. L'idroelettrico si attesta a 537,1 MW. Le bioenergie contribuiscono con 133,2 MW. La capacità di accumulo attuale si ferma a 163,4 MW.
Storicamente, la Sardegna vanta una significativa presenza di impianti eolici. Attualmente, rientra tra le sei regioni italiane che concentrano il 91,2% della capacità eolica nazionale. Per quanto riguarda il fotovoltaico, l'isola si trova al di sotto delle regioni leader. Questo avviene nonostante disponga di un irraggiamento solare tra i più elevati in Italia.
Appello per un cambio di rotta regionale
Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente Sardegna, sottolinea un paradosso. «La Sardegna è stata la prima ad aver approvato la legge sulle Aree idonee», afferma. Tuttavia, aggiunge, «ha utilizzato lo strumento normativo per escludere il 99% del territorio regionale dalla possibilità di realizzare impianti di scala industriale».
Legambiente sollecita un deciso cambio di strategia da parte della Regione. «Vorremmo vedere coraggio e assunzione di responsabilità nell'esaminare i progetti nel merito», dichiara Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna. La richiesta è di rigettare i progetti inadeguati e approvare rapidamente quelli ben strutturati. «Da questa sostanziale rinuncia a decidere sulle rinnovabili trae vigore la Sardegna fossile», prosegue Battaglia. Si riferisce all'uso di metano e carbone per la produzione energetica. Questo scenario, avverte, persisterà fino al 2038, con costi elevati sia economici che ambientali.