Il governo centrale ha impugnato due leggi regionali della Sardegna, sollevando dubbi sulla loro conformità costituzionale. Le norme riguardano la stabilità finanziaria e la valorizzazione delle ferrovie turistiche.
Impugnate leggi su stabilità e ferrovie turistiche
L'esecutivo nazionale ha bloccato altre due normative approvate dal Consiglio regionale sardo. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri. La proposta è arrivata dal ministro Roberto Calderoli. Sono stati esaminati otto provvedimenti regionali in totale.
Le contestazioni riguardano la Legge di stabilità regionale 2026. Anche la legge sulla gestione delle ferrovie turistiche è stata impugnata. Quest'ultima disciplina la Fondazione «Trenino Verde storico della Sardegna». Entrambe le norme presentano disposizioni ritenute eccedenti. Si ipotizza un superamento delle competenze statutarie regionali. Potrebbero anche contrastare con la normativa statale vigente.
Dubbi sulla tutela della salute e Pnrr
La legge di stabilità regionale è sotto esame per alcuni aspetti. Questi riguardano la tutela della salute. Si teme una violazione degli articoli 32 e 117, terzo comma, della Costituzione. Un punto specifico riguarda le autorizzazioni provvisorie per le Case di comunità. L'assessorato regionale del Bilancio ha spiegato la scelta. È legata alle scadenze del Pnrr. Per questo motivo è stata inserita nella legge.
Competenze statali sull'ordinamento civile
La contestazione sulla legge del «Trenino Verde» è più complessa. Il nodo centrale è l'ordinamento civile. Alcune parti della normativa non sarebbero conformi. Si fa riferimento all'articolo 117, secondo comma, lettera l, della Costituzione. Questa norma riserva allo Stato la competenza esclusiva su tale materia. L'esecutivo valuta quindi un'invasione di campo da parte della Regione.
Ora si attendono le prossime mosse della Regione Sardegna. L'obiettivo è evitare un pronunciamento negativo della Corte Costituzionale. La palla passa ora all'ente regionale per fornire chiarimenti o modifiche.