Condividi

Le associazioni di categoria sarde chiedono un intervento regionale urgente per affrontare l'aumento dei costi del trasporto merci, causato dall'ETS e dal caro carburanti. Si teme una perdita di competitività per le imprese isolane.

Aumento costi trasporto merci in Sardegna

Le principali associazioni di categoria della Sardegna hanno lanciato un appello. Sollecitano un intervento della Regione. L'obiettivo è trovare una soluzione all'incremento dei costi. Le imprese sostengono spese maggiori per il trasporto delle merci. Questo riguarda l'intero sistema produttivo isolano.

Le associazioni rappresentano diversi settori. Includono industria, artigianato, agricoltura e commercio. La loro richiesta è unanime. Vogliono mitigare l'impatto economico negativo. L'aggravio dei costi minaccia la sostenibilità delle attività.

Impatto ETS e caro carburanti sul settore

L'aumento dei costi è dovuto a due fattori principali. Il primo è l'ETS (Emission Trading System). Il secondo è l'incremento del prezzo del gasolio per autotrasporto. Questo rincaro è circa del 25%. È legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Questi aumenti si aggiungono a una situazione già difficile. Il sistema produttivo regionale soffre di disparità strutturali. La causa principale è l'insularità. Le merci in entrata e uscita dalla Sardegna vedono un aumento dei costi superiore al 40%. Gran parte di questo è attribuibile all'ETS.

I trasportatori e i committenti cercano di assorbire parte degli aumenti. Lo fanno per non gravare eccessivamente sui consumatori finali. Tuttavia, la situazione sta diventando insostenibile. La responsabilità sociale delle imprese è messa a dura prova.

Rischio competitività e richiesta di intervento

Il rischio concreto è una perdita di competitività irreversibile. Questo riguarda tutte le imprese sarde. I settori coinvolti sono molteplici. Le associazioni hanno inviato una lettera congiunta. La missiva è indirizzata alla presidenza della Regione. Include anche gli assessorati competenti.

Nella lettera si segnala la necessità di un intervento immediato. Il fenomeno rischia di assumere dimensioni pericolose. Minaccia la tenuta del sistema produttivo. Ha implicazioni anche per i consumatori finali. La situazione richiede azioni rapide e decise.

Costi ETS e traffico merci

Le rotte Olbia-Livorno e Porto Torres-Genova sono state analizzate. Hanno registrato un aggravio annuo di oltre 50 milioni di euro nel 2025. Per l'anno in corso, si stima un aumento fino a 70 milioni di euro. Questo è dovuto principalmente all'ETS.

Questi dati si riferiscono solo a due rotte. Rappresentano circa la metà del traffico complessivo. Si stima che i costi annuali per la Sardegna, solo per l'ETS, superino i 150 milioni di euro. Questa è una condizione di assoluta disparità rispetto ad altre regioni europee.

Proposte delle associazioni di categoria

Le associazioni regionali avanzano proposte concrete. Chiedono l'adozione di uno strumento compensativo. Questo dovrebbe essere regionale, straordinario e temporaneo. L'obiettivo è mitigare l'impatto dei maggiori costi di trasporto.

Inoltre, sollecitano il Governo nazionale. Chiedono adeguati ristori per i trasporti merci. Devono essere previsti anche per le imprese in contesti insulari. Si chiede anche di attivarsi in sede europea. L'obiettivo è promuovere una revisione urgente della normativa ETS. Questa dovrebbe considerare le specificità della Sardegna.

È stata ribadita la necessità di un fondo regionale. Questo fondo dovrebbe compensare i maggiori costi del trasporto marittimo. Si chiede una copertura fino al 75% dell'extracosto documentato. La proposta è valida almeno per il biennio 2026-2027.