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L'innovazione tecnologica in sanità ha raggiunto oltre 550mila persone in Italia, con un focus particolare sul Mezzogiorno. Il Fascicolo Sanitario Elettronico è ora per il 90% digitale.

Innovazione al servizio della sanità pubblica

L'impegno per integrare la tecnologia nella sanità ha portato a risultati concreti. Le Regioni e i territori hanno collaborato per rendere scalabili le migliori esperienze innovative a livello nazionale. Questo sforzo ha permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati dal Pnrr.

Un traguardo significativo è l'assistenza fornita a più di 550mila persone. Parallelamente, il 90% dei documenti presenti nel Fascicolo Sanitario Elettronico è stato digitalizzato. Questi dati emergono dalle dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessio Butti.

Butti ha partecipato alla giornata conclusiva di Med Salute, un evento dedicato all'economia e alla salute nel Mezzogiorno. L'iniziativa, promossa da Fiaso e Regione Calabria, ha riunito rappresentanti delle otto Regioni meridionali, istituzioni, aziende sanitarie e professionisti del settore.

La tecnologia non è una soluzione magica

Nonostante i progressi, Butti ha sottolineato che la tecnologia da sola non risolve tutti i problemi sanitari. L'introduzione di nuovi strumenti in ospedale non garantisce automaticamente un miglioramento dei servizi. È fondamentale un approccio olistico che includa la revisione dei processi operativi.

Un aspetto cruciale è l'investimento nella formazione continua del personale medico e infermieristico. L'obiettivo è fare in modo che l'innovazione tecnologica liberi tempo prezioso per i professionisti. Questo tempo recuperato deve essere reinvestito nella cura diretta dei pazienti.

Nel Mezzogiorno, in particolare, la tecnologia può giocare un ruolo chiave. Può aiutare a superare le sfide legate alle distanze geografiche e alle criticità territoriali. L'innovazione può quindi contribuire a un miglioramento tangibile dei servizi sanitari offerti ai cittadini.

Governare la trasformazione digitale

La trasformazione tecnologica nel settore sanitario deve essere guidata dalle direzioni strategiche delle istituzioni. Butti ha chiarito che questo processo di cambiamento non può essere demandato ai fornitori di tecnologia. Le decisioni e la gestione devono rimanere in mano alle strutture sanitarie e alle autorità competenti.

È essenziale che le aziende sanitarie e le Regioni mantengano il controllo sul percorso di digitalizzazione. Questo assicura che le soluzioni tecnologiche siano allineate alle reali esigenze del sistema sanitario e dei pazienti. La collaborazione tra pubblico e privato è importante, ma la direzione deve essere pubblica.

L'impegno continua per un'assistenza sanitaria più efficiente e accessibile. L'innovazione tecnologica è uno strumento potente, ma deve essere impiegata con saggezza e visione strategica. La salute dei cittadini resta la priorità assoluta in questo percorso di modernizzazione.