La Cgil Calabria solleva preoccupazioni sul futuro della sanità regionale dopo l'uscita dal commissariamento. Il sindacato chiede un piano per colmare il deficit di 118 milioni di euro e migliorare i servizi, altrimenti la fine del commissariamento rischia di essere inefficace.
Sanità calabrese: deficit strutturale da affrontare
L'uscita dal commissariamento della sanità in Calabria non è sufficiente. La Cgil locale chiede di capire quali azioni verranno intraprese per affrontare il deficit strutturale. Questo problema è stato quantificato in circa 118 milioni di euro all'inizio del 2026. La Corte dei conti ha certificato questa cifra. Senza un reale rientro dal debito, la fine del commissariamento rischia di essere un passo vano. Il sindacato auspica un rilancio della rete ospedaliera. Si chiede anche un potenziamento della sanità territoriale. L'integrazione socio-sanitaria è un altro punto cruciale. La Cgil Calabria sottolinea l'importanza di queste misure.
Pnrr e sanità territoriale: un'occasione persa?
La scadenza imminente del Pnrr rappresenta un'occasione importante. La Cgil teme che la Calabria possa perdere questa opportunità. Si parla in particolare della realizzazione delle case della comunità. Questi presidi territoriali sono fondamentali. La loro mancata realizzazione segnerebbe una grave perdita. La nota del sindacato evidenzia questa preoccupazione. La sanità territoriale è vista come un pilastro. Il suo potenziamento è essenziale per i cittadini. La perdita di fondi Pnrr aggraverebbe la situazione. La Cgil Calabria monitora attentamente questi sviluppi.
Diciassette anni di commissariamento: risultati deludenti
L'attività di commissariamento è durata ben 17 anni. Secondo la Cgil Calabria, questo lungo periodo non ha portato miglioramenti. Non ci sono state risposte concrete per i cittadini. L'esercizio del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, non è migliorato. Il sindacato non contesta la fine del commissariamento in sé. Contestano però l'assenza di risultati tangibili. Né i conti della sanità né i servizi sono migliorati. I cittadini calabresi continuano a subire le conseguenze. Le liste d'attesa rimangono lunghe. Molti sono costretti a curarsi fuori regione. Chi può permetterselo si rivolge al privato. Questo sottrae risorse alle famiglie. Alcuni rinunciano alle cure per motivi economici. La Cgil Calabria denuncia questa situazione.
Diritto alla salute: la battaglia continua
La Cgil Calabria conferma le denunce precedenti. Le condizioni della sanità calabrese sono gravi. Il sindacato si impegna a continuare la lotta. L'obiettivo è rivendicare il diritto alla salute per tutti. La battaglia per un sistema sanitario efficiente prosegue. La Cgil chiede un impegno concreto dalle istituzioni. La salute dei cittadini calabresi deve essere una priorità. Il sindacato non intende abbassare la guardia. La difesa del diritto alla salute è un impegno costante. La nota si conclude con un appello all'azione. La Cgil Calabria ribadisce la sua posizione. La situazione attuale richiede interventi urgenti.