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A San Marco La Catola, gli ospiti di una struttura psichiatrica producono sapone artigianale con ingredienti locali. L'iniziativa mira all'integrazione e alla valorizzazione dei prodotti del territorio.

Sapone naturale dai Monti Dauni

Una nuova attività artigianale è nata a San Marco La Catola. Gli ospiti di Casa Brecciolosa, una struttura dedicata a persone con fragilità psico-sociali e psichiatriche, hanno avviato la produzione di sapone. Questo prodotto si distingue per la sua naturalità. Utilizza ingredienti a chilometro zero.

La struttura si trova sui Monti Dauni, in provincia di Foggia. Qui, gli ospiti, che hanno concluso il percorso riabilitativo residenziale, vivono in modo permanente o temporaneo. L'impegno nella produzione di beni locali è una costante.

Dall'apicoltura al sapone artigianale

Da tempo, gli ospiti di Casa Brecciolosa sono impegnati nella creazione di olio d'oliva e miele. Questi prodotti sono commercializzati con il marchio 'Volio'. Recentemente, l'attività si è ampliata.

Attraverso il laboratorio di apicoltura, hanno imparato a gestire le api e a raccogliere il miele. Ora, hanno iniziato a trasformare i prodotti dell'alveare. Il risultato è un sapone naturale. L'esperienza coinvolge attivamente gli ospiti.

Flaviano Ieronimo, responsabile del laboratorio, segue ogni fase. «Il nostro sapone viene prodotto con l'olio di oliva 'Volìo', il miele e la cera d'api prodotta da noi», spiega. «È un'esperienza entusiasmante per gli ospiti. Stiamo anche pianificando la commercializzazione del sapone naturale».

Un prodotto unico e salutare

Antonio, uno degli ospiti, condivide la sua emozione. «È la prima volta che faccio un'esperienza del genere ed è bellissimo. Le saponette hanno un buon profumo, quello del miele», afferma con entusiasmo.

Il processo produttivo è meticoloso. Dopo la raccolta del miele, la cera degli opercoli viene recuperata. Viene poi raffinata tramite fusione e filtrazione. Questo passaggio è cruciale per la qualità del sapone.

La cera, insieme al miele e all'olio d'oliva, diventa un ingrediente principale. La saponificazione avviene a freddo. Si mescolano idrossido di sodio, olio d'oliva, cera e miele. Il composto viene poi versato in stampi decorati con api, fiori ed esagoni.

Le saponette vengono poi stagionate per un mese. Questo tempo è necessario per completare il processo di saponificazione. Il prodotto finale è un sapone neutro. Ha un pH basso, ideale per l'igiene di corpo e viso.

Verso il mercato con un packaging curato

La scelta di non aggiungere oli essenziali è deliberata. L'obiettivo è mantenere la massima naturalità del prodotto. «Vogliamo che il nostro prodotto sia il più naturale possibile», sottolinea Ieronimo.

Presto, gli ospiti si dedicheranno alla creazione del packaging. L'obiettivo è rendere il sapone attraente per il mercato. Questa iniziativa rappresenta un passo importante verso l'autonomia e l'integrazione sociale.

La produzione di sapone a San Marco La Catola dimostra come attività artigianali possano favorire il benessere e l'inclusione. La valorizzazione dei prodotti locali si unisce a un percorso di recupero e crescita personale.