Al Romaeuropa Festival, Maki Namekawa e Thomas Enhco presentano una nuova interpretazione di "The Köln Concert" di Keith Jarrett. L'evento celebra il leggendario disco di improvvisazione jazz.
Un'icona del jazz rivive sul palco
Il 2 novembre, il Romaeuropa Festival ospita una rilettura di "The Köln Concert". Questo capolavoro di improvvisazione di Keith Jarrett viene presentato nella versione di Maki Namekawa e Thomas Enhco.
I due pianisti si esibiranno alle 21 nella sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica. La performance reinterpreta lo storico concerto tenuto da Jarrett a Colonia nel 1975.
Quel disco divenne il più venduto dell'etichetta Ecm. È considerato una pietra miliare del genere jazzistico.
La genesi di un'opera leggendaria
L'evento è organizzato con il sostegno dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Poste Italiane. Riporta l'attenzione sull'incredibile performance del pianista di Allentown.
Jarrett, reduce da un concerto a Losanna il giorno precedente, si trovò di fronte a un pianoforte non conforme alle sue richieste. Inoltre, lo strumento presentava seri problemi tecnici.
Inizialmente, il musicista rifiutò di esibirsi. Tuttavia, fu convinto a salire sul palco. Le prime cinque note eseguite, Sol, Re, Do, Sol, La, riecheggiavano ironicamente il segnale sonoro dell'Opera di Colonia.
Quel semplice motivo diede vita a un flusso musicale di straordinaria ricchezza. La performance includeva momenti di grande lirismo, slanci ritmici e improvvise tensioni espressive.
L'eredità di un album cult
Registrato dal vivo, "The Köln Concert" è diventato un'opera di culto. Attrae generazioni di appassionati di pianoforte, jazz e improvvisazione.
È tuttora l'album per pianoforte solo più venduto nella storia del jazz. Nato senza una partitura scritta, è stato studiato e reinterpretato come un classico.
Due pianisti, due approcci
La pianista giapponese Maki Namekawa è nota per la sua interpretazione di "Ritual" di Jarrett. È profondamente legata alla musica contemporanea.
Namekawa affronta la prima e l'ultima parte del concerto. La sua esecuzione è fedele alla trascrizione della registrazione originale, nota per nota.
Thomas Enhco, pianista e compositore francese, naviga con disinvoltura tra jazz, classica e improvvisazione. Si dedica alla sezione centrale del concerto.
Enhco elabora una nuova improvvisazione. Si ispira alle strutture melodiche e armoniche concepite originariamente da Jarrett.