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Una mostra eccezionale porta a Roma i celebri ritratti del Fayum, offrendo uno sguardo unico sull'antichità. Oltre 110 opere, tra cui tavole e maschere funerarie, sono esposte all'Ara Pacis.

Volti dall'antico Egitto in mostra

Gli sguardi intensi dei nostri antenati rivivono a Roma. Una nuova esposizione all'Ara Pacis presenta i famosi volti del Fayum. Queste opere offrono uno scorcio vivido sulle vite di oltre duemila anni fa. Sono spesso maschere funerarie, dipinte con straordinaria nitidezza. La mostra si inaugura il 5 novembre.

L'esposizione include più di 110 opere. Si potranno ammirare tavole dipinte, sudari, maschere funerarie. Sono presenti anche marmi, calchi in gesso e antiche oreficerie. Un tesoro di inestimabile valore artistico e storico.

Un patrimonio artistico raro e prezioso

Questi particolari ritratti del Fayum sono estremamente rari. In tutto il mondo ne esistono meno di mille esemplari. La mostra romana ne raccoglie circa cinquanta. Un numero significativo per un evento di questo tipo.

L'Egitto ha concesso per la prima volta la quasi totalità delle tavole Fayum conservate nei suoi musei. Molte di queste opere non erano mai uscite dai confini egiziani prima d'ora. Tra i pezzi più importanti spicca il cosiddetto Tondo dei Due Fratelli.

Questo capolavoro della pittura antica è stato recentemente restaurato in Egitto. Il lavoro di recupero è stato effettuato da studiosi italiani. La sua presenza a Roma è un evento di grande rilievo culturale.

Opere da musei internazionali e scoperte recenti

L'esposizione non si limita alle opere egiziane. Altri preziosi reperti provengono dal Louvre di Parigi. Tra questi figurano alcuni rarissimi sudari dipinti su lino. La loro fragilità li rende ancora più eccezionali.

Dal Getty Museum arriva il celebre ritratto di Isidora. Altre opere provengono dal Metropolitan Museum of Art di New York. Un volto giovanile, mai esposto prima, è stato appena recuperato.

Questa nuova scoperta è emersa dagli scavi di una missione archeologica italiana. L'università del Salento ha guidato gli scavi in Egitto. La sua presentazione al pubblico è una novità assoluta.

La tecnica encausto e la conservazione nel tempo

Le pitture del Fayum sono realizzate con la tecnica dell'encausto. Questa antica metodologia mescola i pigmenti con la cera d'api. La cera non si ossida, conferendo ai dipinti una lucentezza simile a quella dei colori a olio.

Questa tecnica garantisce un'ottima resistenza nel tempo. La sua diffusione nel Mediterraneo orientale era notevole. Tuttavia, è soprattutto grazie alle condizioni climatiche dell'Egitto che queste opere sono giunte fino a noi.

Il clima secco ha preservato i colori e i dettagli. Queste testimonianze sono arrivate vivide ai giorni nostri. Sono considerate un'eredità di un'arte tra le più sublimi dell'antichità. Molte altre opere simili sono andate perdute nel corso dei secoli.

Il sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce, ha sottolineato l'importanza della mostra. Ha evidenziato come le collezioni romane abbiano contribuito con ritratti coevi. Questi sono però scolpiti nel marmo, offrendo un interessante confronto.