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Il libro "Roma, semplicemente Roma" di Mauro De Cesare intreccia la vita dell'autore con la storia della capitale, dal calcio di strada alla passione per la Curva Sud. Un racconto emozionante che celebra l'identità romana.

Un viaggio nella romanità autentica

Il volume "Roma, semplicemente Roma" offre un percorso narrativo intenso. L'autore, Mauro De Cesare, giornalista sportivo, svela la sua profonda connessione con la città eterna. La scrittura si snoda attraverso ricordi personali e la storia collettiva. Ogni pagina trasuda l'essenza della romanità, un legame indissolubile tra l'individuo e il suo territorio.

Il racconto inizia con un'immagine potente, quasi un grido di dolore. «Mamma, era maschio e me lo hai fatto morire». Queste parole segnano l'avvio di un'immersione nelle emozioni. La figura della levatrice assume un ruolo simbolico, donando una seconda opportunità. Si instaura una simbiosi profonda tra madre e figlio. La loro corsa è paragonata al solco tracciato da un aratro. Questo paragone evoca la preparazione meticolosa di un campo fertile, metafora di una vita da costruire.

Le radici dell'autore affondano in luoghi iconici. La Via Appia Antica e le Catacombe di San Sebastiano diventano scenari di memorie. La Seconda Guerra Mondiale segna un periodo difficile. La vita scorre in un borgo che ospita un avamposto tedesco. La figura del bisnonno, Pompeo, emerge con forza. Socialista, sfida coraggiosamente le S.S. tedesche. Questo episodio sottolinea il valore della resistenza e dell'impegno civile.

Dalle origini popolari al tifo passionale

Successivamente, la famiglia si trasferisce in un rione popolare e vivace: Tormarancia. Qui, l'atmosfera si arricchisce di suoni e tradizioni. Gli stornelli di Gabriella Ferri risuonano nell'aria. Gli amici diventano compagni di vita. Gli appuntamenti quotidiani sono scanditi con precisione. Il cannone del Gianicolo, che a mezzogiorno segna l'ora, è un punto di riferimento costante. Questo dettaglio evoca la cadenza regolare della vita romana.

Il calcio di strada diventa un elemento centrale dell'infanzia. Le partite sono interminabili, cariche di passione. La spuma dal vinaio, acquistata con poche lire, rappresenta un piccolo piacere. I palloni di cuoio, pesanti e con le stringhe che feriscono, sono ricordi tangibili. Tra gli amici d'infanzia spicca Agostino di Bartolomei, figura leggendaria del calcio romano. La sua presenza arricchisce ulteriormente il tessuto narrativo.

La prima volta all'Olimpico segna un momento cruciale. Accompagnato dalla madre, Mariolina, Mauro vive l'emozione della Roma. La prima bandiera sventolata, le lacrime di gioia. Questi ricordi sono indelebili. Decenni trascorsi respirando l'aria della Curva Sud consolidano un legame viscerale con la squadra. Il sogno di molti, quello di entrare al Corriere dello Sport-Stadio, si realizza per De Cesare.

La carriera giornalistica e la vita privata

Come cronista, ha seguito da vicino le vicende di Roma e Lazio. Ha raccontato e vissuto due scudetti della Roma. Queste imprese sportive sono state celebrate nelle piazzette e nei vicoli storici dei Sette Colli. La narrazione si arricchisce di dettagli che riportano il lettore nel cuore pulsante della città.

La vita privata di De Cesare è segnata dalla gioia. Vibra per la nascita dei figli, Jacopo e Alessandro. Successivamente, arriva Angela, adottata quando aveva 7 anni. La sua dolcezza rappresenta un dono prezioso. L'adozione sottolinea un amore che va oltre i legami di sangue, un gesto di profonda umanità.

Il prepensionamento non segna una fine, ma un nuovo inizio. Si trasforma nel palcoscenico di un'avventura entusiasmante. Dalla pelle al cuore, il libro esplora le sfumature dell'esistenza. È un inno alla vita, all'amore e alla passione. Un tributo alla città di Roma, capace di ispirare storie uniche.

Contesto storico e culturale romano

Il libro di Mauro De Cesare si inserisce in un filone di racconti che celebrano l'identità romana. La città, con la sua storia millenaria, offre uno sfondo inesauribile per narrazioni che intrecciano pubblico e privato. Dalle vestigia dell'antica Roma alle dinamiche della vita contemporanea, la capitale italiana continua a ispirare artisti e scrittori.

La scelta di ambientare parte del racconto nella Via Appia Antica e nelle Catacombe di San Sebastiano non è casuale. Questi luoghi evocano un passato glorioso e, al contempo, un presente vissuto intensamente. La Seconda Guerra Mondiale è un capitolo doloroso ma fondamentale per comprendere la resilienza dei romani. La presenza tedesca e la figura del bisnonno socialista evidenziano le tensioni e le scelte morali dell'epoca.

Il rione di Tormarancia rappresenta un microcosmo della vita popolare romana. Qui, le tradizioni si mescolano alla quotidianità. Gli stornelli di Gabriella Ferri sono un simbolo della cultura popolare romana, un patrimonio immateriale che De Cesare recupera con affetto. La puntualità scandita dal cannone del Gianicolo è un dettaglio che sottolinea il legame con le tradizioni e i ritmi della città.

Il calcio di strada, con i suoi palloni pesanti e le partite interminabili, è un elemento universale dell'infanzia, ma a Roma assume contorni particolari. L'amicizia con Agostino di Bartolomei, capitano della Roma degli anni '80, aggiunge un livello di profondità sportiva e umana. La sua figura, tragicamente scomparsa, è ricordata con grande affetto.

L'esperienza della Curva Sud è centrale per molti tifosi romani. De Cesare la descrive come un luogo di appartenenza, di passione collettiva. Il suo sogno di diventare giornalista sportivo e di lavorare al Corriere dello Sport-Stadio si realizza, permettendogli di vivere da vicino le emozioni del calcio.

Il racconto dei due scudetti della Roma è un momento clou. Questi trionfi sportivi sono stati vissuti intensamente dalla città. Le celebrazioni nei vicoli e nelle piazze sono parte integrante della memoria collettiva. La narrazione di questi eventi non è solo cronaca sportiva, ma un affresco della vita romana.

L'adozione di Angela rappresenta un altro aspetto fondamentale del libro. Sottolinea la capacità dell'amore di superare ogni barriera. La dolcezza della figlia adottiva è un tema ricorrente, che arricchisce la dimensione umana della storia. Il prepensionamento, visto non come una fine ma come un nuovo inizio, dimostra la vitalità e la voglia di mettersi in gioco dell'autore.

Il libro "Roma, semplicemente Roma" è un'opera che celebra la vita in tutte le sue sfaccettature. È un omaggio alla capitale, un racconto di passioni, legami familiari e un amore incondizionato per la propria città. La scrittura di De Cesare, ricca di sentimento e autenticità, cattura il lettore e lo trasporta nel cuore pulsante di Roma.