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Attenzione alle nuove truffe su Telegram. Influencer fasulle promettono guadagni facili con criptovalute, ma nascondono una rete organizzata di frodi. Scopri come funzionano e come proteggerti.

Nuova truffa su Telegram: guadagni facili con crypto

Nuove truffe crypto circolano su Telegram. Presunte influencer promettono denaro veloce. Utilizzano testimonianze costruite ad arte. Dietro questi canali si nasconde una rete organizzata. Sfrutta psicologia e identità rubate. Il sistema svuota i conti delle vittime. Può esporle a rischi legali.

Tutto inizia con un messaggio semplice. Chiede se vuoi guadagnare migliaia di euro. I canali Telegram hanno migliaia di iscritti. Accolgono nuovi utenti con slogan motivazionali. Promettono indipendenza finanziaria. Le cifre sono sempre le stesse. Investimenti minimi tra 80 e 200 euro. Ritorni fino a migliaia di euro in poche ore. Il modello viola qualsiasi logica finanziaria.

Come le truffe costruiscono credibilità e fiducia

A rafforzare la credibilità intervengono diversi elementi. Usano foto di donne attraenti. Queste immagini sono rubate da profili reali. Ci sono video-testimonianze costruite. Vengono mostrati screenshot di conversazioni false. Si fanno riferimenti religiosi o personali. Lo scopo è creare empatia.

Il tutto è un mix sapiente. Combina marketing aggressivo e ingegneria sociale. Include riciclaggio di denaro. Sfrutta l’immaginario digitale. Una semplice ricerca inversa delle immagini svela l’inganno. Le foto appartengono a influencer o modelle. Sono persone totalmente estranee ai fatti.

Le presunte trader non hanno presenza verificabile. Cambiano identità e contenuti nel tempo. Riutilizzano materiali da social media. Usano piattaforme di raccolta fondi e forum. L’obiettivo è costruire fiducia visiva immediata. Il cuore della truffa è la costruzione del consenso.

Meccanismi psicologici e inganno sui canali Telegram

Nei canali compaiono continuamente screenshot di guadagni. Ci sono chat entusiaste. Vengono mostrati video di clienti soddisfatti. Molti contenuti sono palesemente falsi. Altri sono palesemente recitati. Altri ancora usano immagini reali. Queste sono estrapolate da contesti drammatici. Ad esempio bambini malati o famiglie in difficoltà.

Questo sfrutta un principio ben noto. Quando vediamo altri ottenere benefici, ci fidiamo. Siamo più inclini a imitare. Ciò accade a causa dell’effetto FOMO. È la paura di essere tagliati fuori dai benefici. Il Corriere della Sera ha contattato le sedicenti influencer. Hanno appurato che il tono cambia in privato.

Le finte trader chiedono nome ed età. Guidano la conversazione con domande. Introducono urgenza con frasi come “restano solo due posti”. Mantengono pause strategiche. Aumentano tensione e attesa. Le “offerte limitate” risultano identiche per settimane. Questo è segno evidente di un copione. Si sfrutta il principio di scarsità. Le opportunità sembrano più preziose se limitate.

Il passaggio chiave: il pagamento e il rischio di money muling

Il passaggio chiave è il pagamento. Le vittime vengono invitate a fare bonifici. I conti sono intestati a terzi. Devono inviare screenshot della transazione. Poi attendono il “ritorno” promesso. Qui entra in gioco un elemento più grave: il money muling.

Il denaro inviato viene trasferito. Passa tra conti di altre vittime. Serve a simulare guadagni iniziali. Alimenta un circuito di riciclaggio. Chi riceve i primi soldi può essere indotto a reinvestire. Quando ciò accade, i contatti spariscono. Il rischio legale è concreto. Chi partecipa, anche inconsapevolmente, può essere coinvolto in indagini per riciclaggio.

Molti utenti arrivano a questi canali. Lo fanno tramite inserzioni sponsorizzate. Queste partono da profili social compromessi. I più accorti riconoscono i segnali di una truffa. Questi includono rendimenti irrealistici e immediati. C’è la richiesta di pagamento anticipato. Le identità non sono verificabili. Si nota pressione psicologica e urgenza. Le testimonianze sono sospette o incoerenti. Viene fatto un uso improprio di loghi finanziari.

Basterebbe uno solo di questi elementi per sospettare una frode. La fonte di queste informazioni è quifinanza. Il Corriere della Sera ha inoltre indagato sul modus operandi.