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Il festival "Ex Astris, Scientia" giunge alla settima edizione a Roma, celebrando la meraviglia del cosmo e il messaggio di unità di Jurij Gagarin. Eventi gratuiti fino al 20 settembre 2026.

Il festival "Ex Astris, Scientia" torna a Roma

La settima edizione del festival "EX ASTRIS, SCIENTIA - La Galassia Umana" riempie nuovamente la capitale. L'evento, ideato e diretto da Yuri Napoli, mira a riconnettere l'umanità con la volta celeste. Trasforma scoperte scientifiche in narrazione poetica e teatro. L'iniziativa si svolge a Roma fino al 20 settembre 2026. È promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura. Il progetto ha vinto l'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Collabora con Zètema Progetto Cultura. La partnership scientifica è con l'Accademia delle Stelle di Paolo Colona.

Il ricco programma offre eventi interamente gratuiti. Si svolgono tra l'Auditorium delle Fornaci e il Teatro Ghione. La prima fase del festival si tiene all'Auditorium delle Fornaci. Presenta lo spettacolo "La Colazione di Jurij Gagarin - Il Primo Uomo nello Spazio". Lo spettacolo è scritto e diretto da Yuri Napoli. Matteo Caranfa interpreta il cosmonauta. Sara Colafranceschi veste i panni della moglie Valentina Gorjačeva.

Gagarin, il messaggio di pace e unità

Il progetto centrale di questa settima edizione celebra i 65 anni dall'impresa di Jurij Gagarin. Fu il primo uomo a viaggiare nello spazio. Yuri Napoli ha incentrato lo spettacolo su una frase chiave dell'autobiografia di Gagarin. Il cosmonauta, vedendo la Terra dallo spazio, scrisse: "la Terra da quassù è bellissima, non ci sono confini né barriere".

Napoli sottolinea come Gagarin, pur immerso nella propaganda comunista durante la Guerra Fredda, abbia avuto una riflessione profonda. "Che senso ha dividersi o competere tra noi?" si chiedeva. "Non sarebbe meglio perseguire insieme una pace duratura?". In un'epoca in cui lo spazio è nuovamente terreno di competizione geopolitica, portare questo messaggio è fondamentale. Ricordare che gli esseri umani non sempre incarnano la rigidità della politica globale è essenziale.

Riscoprire il legame con il cielo

L'iniziativa nasce anche dalla necessità di ripristinare un legame culturale e scientifico. La società moderna rischia di smarrire questo rapporto. "Oggi l'astronomia sta compiendo conquiste enormi", afferma Napoli. "Eppure viene spesso relegata ai margini delle notizie come fosse una semplice curiosità".

Invece, l'astronomia è la colonna portante del progresso tecnologico. Inoltre, abbiamo perso il nostro rapporto naturale con il cielo stellato. Solo un secolo fa, le stelle erano guida, calendario e mappa. Oggi le osserviamo solo distrattamente. Il festival cerca di ripristinare questa preziosa relazione. L'obiettivo è avvicinare anche le nuove generazioni a questa meraviglia.

Il programma prosegue con musica e stelle

Il secondo weekend della rassegna si sposta al Teatro Ghione. Gli spettacoli sono in programma il 19 settembre alle 21:00 e il 20 settembre alle 18:00. In scena "Sotto lo stesso Cielo - La Galassia Umana". Yuri Napoli sarà accompagnato da un'orchestra diretta dal Maestro Lorenzo Porzio.

Questo concerto-spettacolo trae ispirazione dal racconto di storie intorno al fuoco. È l'origine stessa del teatro e della genetica umana. Il viaggio inizia con l'uomo che guarda il cielo. Si conclude capovolgendo la prospettiva: sono le stelle a osservare l'umanità. In un periodo di sfiducia diffusa, l'obiettivo più ambizioso di Napoli è far uscire ogni spettatore dal teatro sentendosi "un po' più felice di essere al mondo".

Il programma del festival include anche sessioni notturne di osservazione del cielo. Saranno guidate scientificamente dall'Accademia delle Stelle. L'ingresso a tutti gli eventi è gratuito. È necessaria la prenotazione sul sito ufficiale dell'organizzazione: www.idsculture.com.