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A Roma è emerso un acceso dibattito sul trasporto disabili. Le associazioni denunciano l'introvabilità dei taxi, mentre il Comune afferma che il servizio è migliorato.

Criticità trasporto disabili a Roma: le associazioni

Le associazioni che rappresentano le persone con disabilità hanno sollevato serie preoccupazioni. Il problema principale riguarda la difficoltà nel reperire taxi dedicati. Questo servizio è fondamentale per garantire autonomia e mobilità. Molti utenti segnalano lunghe attese e impossibilità di prenotazione.

La situazione è particolarmente critica per chi risiede nelle aree periferiche di Roma. Le distanze da coprire per raggiungere centri di cura o luoghi di socializzazione sono considerevoli. Il budget messo a disposizione per le singole corse risulta spesso insufficiente. Ciò limita il numero di spostamenti possibili ogni mese.

Un altro punto dolente riguarda la prenotazione dei taxi. A differenza di altri servizi di trasporto, i taxi non offrono una garanzia di prenotazione anticipata. Le chiamate programmate vengono considerate solo dei promemoria. Non vi è certezza che il mezzo arriverà all'orario stabilito.

Si sono verificate situazioni in cui, dichiarando il "servizio sociale", i taxi non si sono presentati. Al contrario, per lo stesso tragitto richiesto privatamente, la disponibilità è stata immediata. Questo comportamento ha generato frustrazione e sfiducia tra gli utenti.

Inoltre, vi è una carenza di veicoli attrezzati con pedane per il trasporto di carrozzine. Questo aspetto è cruciale per molti utenti. La mancanza di questi mezzi rende il servizio inutilizzabile per una parte significativa della popolazione disabile.

Il vecchio servizio collettivo garantiva la presenza dello stesso conducente. Questo creava un rapporto di fiducia e familiarità. Il nuovo sistema, invece, non offre questa continuità. Ciò può essere fonte di disagio, specialmente per persone con disabilità cognitive che necessitano di un ambiente stabile e prevedibile.

Il Comune di Roma difende il servizio di trasporto

Nonostante le critiche, il Comune di Roma ha difeso con forza il nuovo sistema di trasporto disabili. Il presidente della commissione Mobilità, Giovanni Zannola, ha presentato dati che indicano un miglioramento complessivo. Ha sottolineato che «niente è perfetto ma i numeri parlano chiaro».

I dati presentati mostrano un aumento significativo degli utenti iscritti al servizio. Si è passati da circa 1.900 utenti nel 2023 a oltre 2.960 previsti per il triennio 2026-2028. Solo nel mese di marzo 2026, gli utenti attivi sono stati 2.187.

Anche il volume delle corse è aumentato considerevolmente. Si è passati dalle 19.000 corse di marzo 2025 a una proiezione di circa 30.000 corse per marzo 2026. Questo rappresenta un incremento di circa 11.000 corse.

Il Comune ha spiegato che il trasporto collettivo aveva un costo medio di 50 euro a corsa. Il nuovo trasporto individuale ha invece un costo medio di circa 30 euro. Questo ha permesso un risparmio di circa due milioni di euro.

Il fondo destinato al servizio è cresciuto. È passato da 6 milioni a oltre 8 milioni di euro. Secondo i dati ufficiali, l'87,9% degli utenti si dichiara pienamente soddisfatto. Solo il 3,5% ha espresso critiche esplicite.

Zannola ha giustificato il passaggio dal trasporto collettivo a quello individuale. Ha affermato che i pulmini venivano spesso utilizzati in modo "improprio". Molti di questi mezzi, pensati per più utenti, venivano impiegati per trasportare una sola persona. La scelta di puntare sul trasporto individuale mira a ottimizzare le risorse.

Proposte per migliorare il servizio di trasporto disabili

Durante l'audizione, sono emerse diverse proposte concrete per migliorare il servizio. Una delle idee più discusse è l'introduzione di una carta prepagata. Questa soluzione permetterebbe agli utenti di pagare i taxi come normali clienti.

L'obiettivo è eliminare la necessità di dichiararsi come "servizio sociale". Si spera così di evitare discriminazioni e garantire un accesso più equo al servizio. La carta prepagata renderebbe le prenotazioni più semplici e dirette.

È stata avanzata anche la richiesta di abolire la tariffa fissa. Si propone di passare al tassametro. Questo renderebbe tutte le corse, comprese quelle verso le periferie, più remunerative per i tassisti. L'intento è incentivare la disponibilità dei mezzi su tutto il territorio romano.

Su sollecitazione della presidente delle Politiche sociali, Nella Converti, è stato chiesto di adeguare i massimali economici. Questi dovrebbero essere calibrati in base alle distanze chilometriche reali. Particolare attenzione è stata posta alle esigenze di chi risiede fuori dal Grande Raccordo Anulare (Gra).

Sofia Donato, del direttivo consulta città disabilità Roma, ha definito la scelta di abbandonare il trasporto collettivo come "illegittima dal punto di vista formale". Questo solleva interrogativi sulla correttezza delle procedure adottate dal Comune.

L'audizione ha evidenziato un divario tra la percezione del servizio da parte delle associazioni e quella del Comune. Le criticità sollevate dagli utenti, specialmente quelli delle periferie, necessitano di risposte concrete. Le proposte avanzate mirano a rendere il trasporto disabili a Roma più efficiente, equo e accessibile.

La discussione ha toccato anche aspetti normativi e di gestione. La transizione da un modello collettivo a uno individuale ha generato nuove sfide. La collaborazione tra amministrazione e rappresentanti delle associazioni è fondamentale per trovare soluzioni condivise. L'obiettivo è garantire il diritto alla mobilità per tutti i cittadini romani con disabilità.

La complessità del sistema di trasporto a Roma richiede un monitoraggio costante. Le segnalazioni degli utenti devono essere prese in seria considerazione. Le istituzioni devono lavorare per superare le barriere esistenti. La piena inclusione sociale passa anche attraverso un servizio di trasporto pubblico efficiente e accessibile.

Il dibattito sull'efficacia del servizio di trasporto disabili a Roma continua. Le prossime decisioni in merito saranno cruciali per il futuro della mobilità assistita nella Capitale. La trasparenza e l'ascolto delle esigenze degli utenti rimangono prioritarie.

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