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Le comunità straniere di Roma hanno inviato una diffida ufficiale al Sindaco Gualtieri. Chiedono l'indizione delle elezioni per i consiglieri aggiunti, figure assenti dal 2013. Le associazioni denunciano la violazione dello statuto capitolino e minacciano ricorso al TAR.

Mancata elezione consiglieri aggiunti a Roma

Le comunità straniere residenti a Roma hanno formalmente intimato al Sindaco Roberto Gualtieri di procedere con l'elezione dei consiglieri aggiunti. Questa figura istituzionale, prevista dallo statuto di Roma Capitale, manca dall'aula consiliare dal lontano 2013. L'assenza di questi rappresentanti è stata oggetto di un incontro tra diverse associazioni, tenutosi in una parrocchia del Pigneto.

Il ruolo del consigliere aggiunto, pur non avendo diritto di voto, è fondamentale. Esso permette di portare le istanze delle comunità straniere all'attenzione delle istituzioni locali. Tale figura venne introdotta nel 2004 da Walter Veltroni e fu mantenuta anche dall'amministrazione Alemanno. Successivamente, con i sindaci Marino, Raggi e ora Gualtieri, la sua elezione è stata trascurata.

Promesse non mantenute e mozioni ignorate

Nonostante gli impegni presi, la situazione non è cambiata. Nel 2022, una mozione approvata dalla maggioranza di centrosinistra, su iniziativa dell'allora deputato Paolo Ciani, impegnava il Sindaco Gualtieri a indire le elezioni. Anche la presidente dell'aula, Svetlana Celli, aveva annunciato a febbraio 2022 che le consultazioni si sarebbero tenute a breve. Tuttavia, a distanza di tempo, nulla è stato fatto.

Questa inerzia ha spinto diverse associazioni a intraprendere azioni concrete. Tra queste spicca MuRo27, l'associazione dei musulmani di Roma. L'organizzazione mira a eleggere un proprio rappresentante in aula Giulio Cesare alle prossime elezioni amministrative. La diffida è stata sottoscritta anche dallo Sportello Migranti e dall'associazione Dhuumcatu, una realtà storica con 34 anni di attività. Quest'ultima rappresenta circa 8mila iscritti, principalmente provenienti da India, Bangladesh e Pakistan.

Violazione di convenzioni e minaccia di ricorso

Le associazioni firmatarie sottolineano come il mancato coinvolgimento dei migranti nei processi democratici locali costituisca una violazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica. Tale accordo è in vigore dal 1997.

Viene evidenziato che a Roma circa il 13% della popolazione residente è immigrata. In alcuni municipi, come il I, V e VI, questa percentuale raggiunge il 20%. Di fronte a una presenza così significativa, le associazioni giudicano «oltremodo insostenibile» il continuo disattendere la previsione statutaria sull'elezione del consigliere aggiunto.

Le organizzazioni hanno già predisposto un ricorso al TAR. Questo sarà presentato qualora il Sindaco Gualtieri non dovesse dare segnali concreti in merito all'organizzazione delle elezioni. La richiesta è chiara: rispettare lo statuto e garantire la rappresentanza delle comunità straniere.