Nuove sentenze a Roma modificano le normative sugli odori dei ristoranti, favorendo l'uso di carboni attivi rispetto alle sole canne fumarie. L'avvocato Andrea Ippoliti guida la battaglia legale.
La battaglia legale contro le vecchie norme
Un avvocato romano, Andrea Ippoliti, ha innescato una serie di pronunciamenti giudiziari. Questi stanno ridisegnando le disposizioni comunali relative agli odori emanati dalle attività di ristorazione. L'avvocato ha recentemente ottenuto un altro successo legale contro l'amministrazione capitolina. Negli ultimi anni, Ippoliti si è specializzato nella difesa di esercizi commerciali. Particolare attenzione è rivolta alle strutture che preparano cibi.
Uno dei suoi principali successi riguarda i sistemi di filtraggio a carboni attivi. Questi rappresentano un'alternativa alle tradizionali canne fumarie. L'obiettivo è mitigare i cattivi odori provenienti dalle cucine dei ristoranti. La questione è diventata un vero e proprio contenzioso, noto come la “guerra degli odori” nella Capitale.
Il regolamento capitolino e i carboni attivi
Il fulcro della disputa è l'articolo 64 bis del regolamento comunale. Questo articolo indicava la canna fumaria come unico sistema valido per l'estrazione dei fumi di cottura. Altri metodi, come i filtri a carboni attivi, venivano considerati meno efficaci o addirittura rischiosi. L'avvocato Ippoliti ha ricordato la prima sentenza del Consiglio di Stato del 2018. Questa pronuncia stabilì che il Comune di Roma sbagliava nel considerare vietati o pericolosi gli impianti a carboni attivi. La Corte riconobbe la validità di una ricostruzione normativa. Alcune leggi risalivano addirittura agli anni Trenta. Esse imponevano una verifica caso per caso.
In molte cause precedenti, furono disposte consulenze tecniche d'ufficio. Queste analisi, condotte nei singoli locali, confermarono che gli impianti a carboni attivi erano, nel peggiore dei casi, equivalenti alle canne fumarie. Spesso, risultavano addirittura superiori in termini di efficacia. Queste perizie tecniche hanno fornito una solida base per le successive battaglie legali.
Nuove normative e critiche
Nel 2019, Roma Capitale introdusse un nuovo regolamento. Ippoliti lo ha criticato per essere contraddittorio e suscettibile di diverse interpretazioni. Il nuovo testo permetteva l'uso dei carboni attivi solo nel centro storico. Era consentito solo se gli enti competenti avessero negato l'installazione di canne fumarie. Al di fuori del centro storico, tali impianti erano completamente vietati. Anche queste restrizioni sono state contestate con successo dall'avvocato. Le prime sentenze hanno giudicato errate entrambe le prescrizioni. La giustizia ha quindi aperto la strada a un approccio più flessibile.
Nel 2026, Ippoliti ha ottenuto un'ulteriore vittoria. Questa volta ha assistito il proprietario di una friggitoria situata nel centro di Roma. Le sentenze ottenute hanno portato alla disapplicazione e poi all'annullamento da parte del TAR. La disposizione che imponeva limiti e prescrizioni stringenti per l'uso dei carboni attivi è stata invalidata. L'avvocato ha sottolineato la mancanza di un'adeguata motivazione tecnica e scientifica a sostegno di tali limitazioni.
I ricorsi degli esercenti romani
Nel corso degli anni, numerosi esercenti si sono rivolti all'avvocato Ippoliti. La sua specializzazione nel diritto commerciale, maturata in circa 20 anni di attività a Roma e in altre città italiane, lo rende un punto di riferimento. Affronta quotidianamente questioni relative a diverse attività commerciali, dagli alberghi ai ristoranti, fino ai laboratori artigianali. La sua esperienza è fondamentale per navigare le complesse normative che regolano questi settori.
La sua attività legale ha permesso a molti imprenditori di continuare a operare, rispettando le normative ma senza subire restrizioni eccessive e ingiustificate. La sua determinazione ha portato a un cambiamento concreto nelle regole che governano le emissioni odorigene delle attività di ristorazione nella Capitale.
Decorso urbano e problematiche di categoria
È innegabile che Roma, specialmente nelle sue aree centrali, affronti problematiche legate al decoro urbano. Andrea Alemanni, presidente della commissione Attività produttive di Roma, aveva espresso critiche verso alcune attività commerciali. In particolare, aveva puntato il dito contro minimarket e altre realtà che, a suo dire, abbassavano la qualità commerciale della città. Questo dibattito si intreccia con la questione degli odori.
Ippoliti si è sempre dichiarato contrario alle generalizzazioni. Sottolinea che le colpe di pochi non dovrebbero ricadere sull'intera categoria. Le problematiche di decoro, quando sussistono e sono motivate, devono essere risolte nei confronti di chi le genera. Non si può penalizzare un intero settore. In questo contesto, l'Associazione Roma Più Bella emerge come un attore significativo. Il suo nome riflette l'intento di valorizzare il decoro e di rappresentare le problematiche dei ristoratori. È l'unica associazione di categoria che contatta regolarmente Ippoliti. Ritiene che l'approccio migliore sia quello tecnico, affidandosi a professionisti specializzati.
Adeguamento normativo e prospettive future
Lo stesso Andrea Alemanni aveva dichiarato a RomaToday che il Comune stava adeguando le norme alla luce delle sentenze. Tuttavia, Ippoliti ribatte che l'annullamento da parte della Giustizia Amministrativa rende tali disposizioni inesistenti. Le vecchie norme, quindi, non hanno più valore legale. La domanda sorge spontanea: questo cambiamento normativo potrebbe avere ripercussioni negative sulla città? L'avvocato esclude questa possibilità.
Spiega che i sistemi a carboni attivi sono considerati impianti di gran lunga superiori alle canne fumarie. Non è lo strumento in sé a essere problematico, ma il suo utilizzo. L'amministrazione comunale potrà e dovrà controllare i singoli esercenti. Dovrà verificare l'efficienza e il corretto uso degli impianti, proprio come farebbe con le canne fumarie. La differenza sostanziale è che non si potranno più imporre a priori restrizioni, prescrizioni o vincoli generici. Questi devono essere basati su solide fondamenta scientifiche e tecniche. La Giustizia Amministrativa sostiene questo principio da anni. Se la legge incentiva l'uso di questi impianti, limitarne l'applicazione appare illogico.
La battaglia legale guidata dall'avvocato Andrea Ippoliti ha quindi aperto una nuova era per gli esercenti romani. Le sentenze hanno ristabilito un principio di proporzionalità e scientificità nella regolamentazione delle emissioni odorigene. Questo porterà a una gestione più equa e tecnicamente fondata delle normative. La città di Roma beneficia di un ambiente più salubre, senza penalizzare ingiustamente le attività commerciali. L'attenzione si sposta ora sul controllo dell'effettivo corretto utilizzo degli impianti, garantendo così sia il decoro urbano che la sostenibilità delle imprese.