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Vandalizzata una sede del Partito della Rifondazione Comunista a Roma con simboli neofascisti e la scritta 'remigrazione'. L'atto è avvenuto durante una lezione di italiano per migranti. Le autorità sono state allertate per individuare i responsabili.

Vandalismo politico a Centocelle

La sede del Partito della Rifondazione Comunista (PRC) nel quartiere Centocelle, a Roma, è stata oggetto di un atto vandalico. Ignoti hanno tracciato sul cancello dell'edificio una croce celtica e la scritta «remigrazione». L'episodio è avvenuto nella serata di ieri, 27 ottobre 2026. La scoperta è avvenuta al termine di una lezione di italiano destinata ai migranti, organizzata dal partito.

Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea del PRC e membro della Direzione nazionale, ha denunciato l'accaduto. Ha sottolineato la gravità dell'intimidazione, definendola la «seconda intimidazione fascista in pochi giorni» contro la stessa sede. La vernice utilizzata e i simboli impiegati sembrano identici a quelli di un precedente attacco.

«Stessa vernice, stessi simboli, stessa parola d'ordine del precedente attacco: tutto indica la stessa mano», ha dichiarato Barbera. L'atto è avvenuto mentre il circolo era regolarmente aperto e frequentato. Le luci erano accese e l'attività era ben visibile dall'esterno. Questo aspetto non è sfuggito al segretario del partito.

Simbolismo e contesto dell'attacco

Barbera ha evidenziato come la scelta della scritta «remigrazione» sia particolarmente significativa. Essa è apparsa davanti a una sede che ospita una scuola di italiano per migranti. «Non crediamo sia casuale che venga ripetuta proprio la scritta 'remigrazione' davanti a una sede in cui organizziamo una scuola di italiano per migranti», ha affermato. Il partito ritiene di essere preso di mira proprio per le sue attività di solidarietà e integrazione sociale.

La reiterazione dell'intimidazione, con modalità identiche e a distanza di pochissimi giorni, rende la situazione «allarmante». Barbera ha espresso preoccupazione, sottolineando l'urgenza di non attendere un'aggressione fisica prima di prendere sul serio queste minacce. La scelta dei simboli, come la croce celtica, è spesso associata a movimenti di estrema destra e neofascisti.

Questi simboli evocano ideologie nazionaliste radicali e, in alcuni contesti, suprematiste. La scritta «remigrazione» suggerisce un desiderio di espulsione o di ritorno forzato di persone straniere. L'accostamento di questi elementi mira chiaramente a creare un clima di paura e ostilità.

Richiesta di intervento alle autorità

Di fronte a questo scenario, il Partito della Rifondazione Comunista ha inoltrato una richiesta alle autorità competenti. L'obiettivo è quello di ottenere un rapido intervento per individuare i responsabili dell'atto vandalico. Si chiede inoltre di accertare eventuali collegamenti con gruppi neofascisti. È stata sollecitata anche una maggiore vigilanza sulla sede del partito e sulle attività che vi si svolgono.

La sede di Centocelle, situata in via delle Acacie, è un punto di riferimento per le attività politiche e sociali del PRC nella zona est di Roma. Le lezioni di italiano per migranti rappresentano un esempio concreto dell'impegno del partito nell'ambito dell'accoglienza e dell'integrazione. L'attacco mira a colpire proprio queste iniziative.

La cronaca di Roma ha già registrato episodi simili in passato, legati a tensioni sociali e politiche. La presenza di simboli neofascisti e messaggi d'odio è un campanello d'allarme per la tenuta del tessuto sociale e democratico. Le istituzioni sono chiamate a dare una risposta ferma e decisa.

La risposta del partito: «Non ci faremo intimidire»

Nonostante l'intimidazione, il Partito della Rifondazione Comunista non intende fermarsi. Giovanni Barbera ha assicurato che il circolo di Centocelle continuerà a rimanere aperto. Le attività previste, inclusa la scuola di italiano per migranti, proseguiranno regolarmente. «Non ci faremo intimidire», ha dichiarato con fermezza il segretario romano del partito.

Questa determinazione mira a dimostrare che la paura non prevarrà sull'impegno sociale e politico. La solidarietà verso i migranti e il sostegno ai percorsi di integrazione rimangono priorità per il PRC. L'episodio di vandalismo viene interpretato come un tentativo di minare queste attività e di creare divisioni nella comunità.

La zona di Centocelle, come altri quartieri della periferia romana, è teatro di dinamiche sociali complesse. La presenza di diverse comunità e le sfide legate all'integrazione richiedono un'attenzione particolare. Attacchi come questo rischiano di esacerbare tensioni e di alimentare un clima di sospetto.

La solidarietà espressa da altre forze politiche e associazioni del territorio sarà fondamentale per rafforzare la risposta collettiva a questi atti. La condanna unanime del vandalismo e il sostegno alle attività del PRC possono contribuire a isolare i responsabili e a contrastare le ideologie d'odio.

Le autorità locali e nazionali sono chiamate a vigilare attentamente sulla situazione. È importante che vengano prese misure concrete per garantire la sicurezza degli spazi politici e sociali impegnati nell'integrazione. La democrazia si basa anche sulla libertà di espressione e di associazione, valori che devono essere difesi da ogni forma di minaccia.

La vicenda di Centocelle si inserisce in un contesto più ampio di dibattito sull'immigrazione e sull'integrazione in Italia. Episodi di intolleranza e violenza simbolica sono purtroppo ricorrenti. La risposta delle istituzioni e della società civile è cruciale per contrastare queste derive e promuovere una cultura di accoglienza e rispetto reciproco.

Il Partito della Rifondazione Comunista, attraverso la voce del suo segretario romano, ha lanciato un appello alla responsabilità e all'azione. La difesa degli spazi democratici e delle attività di solidarietà è un compito che riguarda tutti. La resilienza dimostrata dal PRC di Centocelle è un segnale importante in questo senso.