A Roma è imminente la scadenza per l'adeguamento dei dehors al nuovo regolamento. I gestori di locali devono presentare domanda per evitare la decadenza delle concessioni. Le nuove regole modificano il calcolo dell'occupazione di suolo pubblico e introducono zone differenziate.
Nuovo regolamento dehors a Roma: scadenza imminente
La Capitale si prepara a un cambiamento significativo. Il nuovo quadro normativo sull'occupazione di suolo pubblico sta per diventare pienamente operativo. La data cruciale è il giorno successivo a lunedì, 31 marzo. Entro tale termine, tutti i titolari di attività commerciali dovranno aver inoltrato la documentazione necessaria. La mancata presentazione della richiesta comporta il rischio concreto di perdere la propria concessione.
Queste nuove disposizioni sono state introdotte per riordinare la presenza di strutture esterne. L'obiettivo è mettere fine alla crescita disordinata di tavoli e sedie. Questo fenomeno era diventato particolarmente evidente nelle aree centrali della città. La normativa mira a garantire maggiore decoro urbano. Si cerca anche di armonizzare l'uso dello spazio pubblico con le esigenze della cittadinanza e del patrimonio storico.
Cosa cambia per dehors e tavolini a Roma
Le norme sono entrate in vigore nell'aprile del 2025. Il Comune ha concesso un periodo di quasi un anno. Questo tempo è stato destinato ai gestori dei pubblici esercizi. Essi hanno potuto così prendere visione delle modifiche. Hanno avuto modo di riorganizzare il posizionamento di sedie, tavoli e pedane. Il nuovo regolamento nasce dalla necessità di superare le misure emergenziali. Queste erano state introdotte durante la pandemia da Covid-19.
La principale novità riguarda il calcolo dell'occupazione di suolo pubblico (OSP). Non si basa più sulla lunghezza della facciata dell'esercizio commerciale. Ora, il parametro di riferimento è la superficie interna del locale. Questo include anche gli spazi dedicati alle cucine e ai servizi igienici. Tale modifica mira a una distribuzione più equa dello spazio pubblico. Si cerca di evitare concentrazioni eccessive in determinate aree.
Zone e restrizioni per l'occupazione di suolo pubblico
La città è stata suddivisa in diverse zone. Ognuna presenta specifiche categorie e sottocategorie. Le aree designate come sito Unesco sono soggette a normative più stringenti. Queste zone comprendono il tessuto del Cam. Esso include i Fori Imperiali e i Colli Romani. L'area si estende fino al fiume Tevere, al Circo Massimo e alle Terme di Caracalla. La tutela del patrimonio storico e archeologico è prioritaria.
Sono state definite anche altre zone. Troviamo i tessuti T1, corrispondenti all'area di origine medievale. Seguono i tessuti T2, legati all'espansione rinascimentale. Infine, i tessuti T3 comprendono le aree ottocentesche e novecentesche. Queste si trovano all'interno delle mura aureliane. La superficie occupabile all'esterno viene calcolata in proporzione agli spazi interni. Questo criterio si applica a tutte le zone, con differenze basate sulle restrizioni specifiche.
Pedane nei siti Unesco e concessioni Covid
Nei siti Unesco, la possibilità di installare pedane rimane. Tuttavia, ciò è subordinato a un'istruttoria specifica. È necessario ottenere pareri favorevoli dalle soprintendenze. Anche la polizia locale deve esprimere il proprio consenso. Questo processo garantisce la tutela del patrimonio culturale. Assicura, inoltre, la coerenza con i principi del nuovo regolamento. L'obiettivo è preservare l'integrità delle aree di pregio storico.
La questione delle concessioni per dehors legate al Covid-19 è ancora aperta. Durante l'emergenza sanitaria, le procedure erano semplificate. Le attività potevano richiedere un'estensione dello spazio esterno. L'ampliamento poteva raggiungere il 50% nel centro storico (sito Unesco). Nel resto della città, si poteva arrivare al 70%. Era anche possibile occupare suolo pubblico fino a 25 metri dal locale. Queste misure emergenziali sono state superate dal nuovo regolamento.
Scontro politico sulle tempistiche del nuovo regolamento
Roma ha deciso di anticipare l'applicazione delle nuove regole. Non ha atteso la proroga delle misure emergenziali. Il governo nazionale aveva esteso tali misure fino al 30 giugno 2027. Questa scelta del Campidoglio ha generato un acceso dibattito politico. Le forze di centrodestra hanno criticato la decisione. Hanno sollecitato l'amministrazione capitolina ad allinearsi alle disposizioni governative.
Il dibattito evidenzia le diverse visioni sulla gestione dello spazio pubblico. Da un lato, la necessità di ripristinare regole certe e uniformi. Dall'altro, la richiesta di maggiore flessibilità per le attività commerciali. La scadenza imminente obbliga i gestori a una rapida presa d'atto. Le nuove norme mirano a un equilibrio tra vivacità economica e decoro urbano. La loro piena attuazione segnerà una nuova fase per la città.