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Il ddl Valditara è stato rinviato al Senato a seguito di una protesta organizzata da numerose associazioni. L'iniziativa 'Consenso negato' ha visto la partecipazione di diverse realtà civili, scolastiche, politiche e sindacali. L'obiettivo è impedire l'approvazione definitiva della legge.

Protesta al Senato porta al rinvio del voto

La seduta per l'approvazione del ddl Valditara è stata rinviata. Questo avvenimento è coinciso con la protesta 'Consenso negato'. L'iniziativa ha visto la partecipazione di molteplici attori della società civile. Erano presenti anche rappresentanti della scuola e del mondo politico. Anche i sindacati hanno preso parte alla mobilitazione.

Le associazioni promotrici definiscono il rinvio un primo successo. Il loro obiettivo primario resta però quello di bloccare la calendarizzazione. Vogliono impedire l'approvazione di quella che definiscono una «legge vergogna». La notizia è stata diffusa dalle organizzazioni che hanno promosso il presidio.

Ampia adesione all'iniziativa 'Consenso negato'

Numerose sigle hanno aderito alla mobilitazione. Tra queste figurano partiti politici come il Pd, AvS e Europa Verde. Erano presenti anche i Radicali. Sul fronte sindacale, la Cgil ha mostrato il suo sostegno. La Rete studenti medi e l'Unione degli Studenti hanno portato la voce dei giovani.

Hanno partecipato anche importanti realtà del terzo settore e associazioni culturali. Tra queste la Casa Internazionale delle Donne e Lucha y Siesta. Non sono mancate organizzazioni come ActionAid e la Fondazione Una Nessuna Centomila. Il Coordinamento Genitori Democratici e Agedo erano presenti. Anche il Circolo Mario Mieli e Famiglie Arcobaleno hanno aderito.

Altre associazioni che hanno sostenuto la protesta includono Rete Genitori Rainbow e Ygrò. Presenti anche Gaynet, Libellula, Di'Gay Project e TGenus. Hanno partecipato anche Cest, Agapanto e Genderlens. Non sono mancate Plus Roma, SCOSSE APS e Arcigay Roma. La Cooperativa Be Free e Crea del Mezzogiorno erano tra i firmatari. Anche Spazio Libero APS, Sud Est Donne e Assist hanno aderito. Infine, One Billion Rising e D.i.Re Donne in rete contro la violenza hanno completato il quadro delle adesioni.

Critiche al ddl Valditara: un passo indietro per l'educazione

Le associazioni spiegano le ragioni della loro opposizione. Il ddl Valditara, a loro dire, ostacola ulteriormente l'educazione sessuo-affettiva. Criticano anche l'educazione alle differenze nelle scuole italiane. La legge, infatti, sottoporrebbe ogni iniziativa al «consenso» dei genitori. Questo avviene in un contesto nazionale già carente su questi temi.

Considerano la proposta legislativa un vero e proprio passo indietro. Aumenterebbe le disuguaglianze esistenti. Ostacolerebbe gli sforzi di prevenzione contro la violenza di genere e il bullismo. Inoltre, limiterebbe la libertà di insegnamento dei docenti. Queste critiche evidenziano le preoccupazioni riguardo all'impatto della legge sul sistema educativo.

Domande e Risposte

Cosa prevede il ddl Valditara? Il ddl Valditara, secondo le associazioni critiche, ostacola l'educazione sessuo-affettiva e alle differenze nelle scuole. Impone il consenso dei genitori per ogni iniziativa, rappresentando un passo indietro nella prevenzione di violenza e bullismo.

Quali associazioni hanno protestato al Senato? Numerose associazioni hanno protestato al Senato con l'iniziativa 'Consenso negato'. Tra queste figurano partiti politici (Pd, AvS, Europa Verde, Radicali), sindacati (Cgil), organizzazioni studentesche (Rete studenti medi, Unione degli Studenti) e molte realtà del terzo settore e associazioni LGBTQ+.