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Due preziosi volumi ebraici del XVI e XVII secolo, rubati durante l'occupazione nazista, sono tornati alla Comunità Ebraica di Roma grazie all'intervento dei Carabinieri e delle autorità USA.

Recupero di antichi testi ebraici a Roma

Due antichi volumi, risalenti al XVI e XVII secolo, sono stati restituiti alla Comunità Ebraica di Roma. Questi testi erano stati sottratti durante e dopo l'occupazione nazista della capitale. Recentemente sono riapparsi sul mercato antiquario degli Stati Uniti. Il recupero è avvenuto grazie a un'operazione congiunta.

L'intervento è stato coordinato dalla Procura di Roma. Hanno collaborato attivamente i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Fondamentale è stata anche la cooperazione con le autorità statunitensi. Anche il ministero della Cultura ha giocato un ruolo chiave nell'operazione.

La cerimonia di restituzione si è svolta presso il Museo Ebraico di Roma. Questo evento segna una vittoria per la memoria storica. I volumi rappresentano un tassello importante del patrimonio culturale. La loro assenza aveva creato un vuoto nella storia della comunità.

I volumi restituiti e il loro significato

I due testi recuperati sono di notevole importanza storica e religiosa. Il primo è il Peirush Megilath Esther. Si tratta di un commentario al Libro di Ester. L'autore è il rabbino Elisha Gallico. Il volume fu stampato a Venezia nell'anno 1583. Apparteneva alla biblioteca Talmud Torah della Comunità Ebraica di Roma.

Il secondo volume è il Nachalath Ya'akov. L'autore è Yaakov Hailpron. Questo testo fu edito a Padova nel 1622. Proveniva dal patrimonio del Collegio Rabbinico Italiano. Era custodito presso la Biblioteca Nazionale dell'Ebraismo Italiano "Tullia Zevi".

La restituzione di questi libri è un ritorno a casa. Rappresentano un frammento della storia della Comunità Ebraica di Roma. Sono testimoni vivi di una tradizione di studio. Questa tradizione ha accompagnato generazioni di ebrei romani. Ha attraversato periodi di persecuzione e momenti di rinascita.

Le dichiarazioni ufficiali sulla restituzione

Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha definito la restituzione una "vittoria della memoria". Ha sottolineato che quando un libro viene sottratto, si interrompe un legame con il passato. Il valore del recupero è quindi primariamente quello di una restituzione di memoria. Ha ringraziato tutti gli enti coinvolti nell'operazione.

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è stato elogiato per il suo impegno personale. Si è attivato negli Stati Uniti per facilitare il recupero. Questo ha permesso alle autorità competenti di agire. Il suo intervento è stato fondamentale per il successo dell'operazione.

Il questore di Roma, Roberto Massucci, ha definito la giornata "storica". Ha sottolineato l'importanza di insegnare alle nuove generazioni a ricordare. Ha evidenziato i valori di condivisione e attenzione alle persone. Questi valori fanno sempre la differenza. La vicinanza alla comunità e l'ascolto quotidiano sono la vera ricetta contro episodi che colpiscono sentimenti da tutelare.

Cultura come antidoto all'odio

La presidente dell'Ucei, Livia Ottolenghi, ha ribadito il ruolo della cultura nella prevenzione dell'odio. Ha commentato la recente condanna per insulti social rivolti a Liliana Segre. L'antisemitismo si combatte a 360 gradi. La cultura gioca un ruolo fondamentale in questa lotta. La restituzione dei volumi riafferma l'importanza del rispetto e della conoscenza.

Il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha parlato di "tempo del recupero". Ha citato il libro del Qohelet. Questi libri tornano finalmente nelle biblioteche che testimoniano una storia di studio e sofferenza. Si auspica che questo sia solo l'inizio di ulteriori restituzioni.

Di Segni ha inoltre evidenziato che i volumi recuperati non sono solo libri ebraici. Fanno parte integrante della cultura italiana. Sono scritti da rabbini italiani e stampati in Italia. Appartengono alla storia culturale del Paese. La storia italiana non può essere raccontata senza il contributo della presenza ebraica.