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Avvocati penalisti di Roma denunciano condizioni carcerarie inaccettabili a Regina Coeli, paragonando la vita dei detenuti a quella dei cani in modo sfavorevole. Si segnalano criticità sanitarie e sovraffollamento, con un'astensione degli avvocati prevista.

Critiche severe alle carceri romane

La situazione nelle carceri italiane, e in particolare a Roma, è stata definita «inaccettabile». Il presidente della Camera Penale di Roma, Giuseppe Belcastro, ha affermato che il suo cane vive in condizioni nettamente superiori a quelle di un detenuto. L'animale riceve cibo quando lo desidera, cure mediche e libertà di movimento. Questa comparazione evidenzia la gravità della condizione dei reclusi.

Belcastro ha sottolineato come questa problematica tocchi la stabilità dello Stato di diritto. Il rispetto dei principi costituzionali e la qualità della democrazia sono messe in discussione. Per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni, gli avvocati penalisti hanno indetto un'astensione dalle udienze. L'iniziativa si svolgerà dal 23 al 29 settembre.

Una delegazione dell'Osservatorio carceri della Camera Penale ha recentemente visitato il carcere di Regina Coeli. L'ispezione ha confermato le gravi criticità già note. I risultati della visita hanno rafforzato la posizione degli avvocati riguardo la necessità di un intervento urgente.

Condizioni igienico-sanitarie allarmanti

L'avvocato Maria Brucale ha descritto le condizioni all'interno del penitenziario come «disumane». Ha evidenziato la mancanza di frigoriferi per i detenuti. I servizi igienici sono situati in prossimità delle cucine, creando un grave rischio sanitario. Durante l'estate, con temperature estreme, il reparto psichiatrico presentava finestre sigillate con plexiglass. Le temperature interne erano insostenibili.

Le persone recluse in queste circostanze dormono in celle definite «pulite». Devono richiedere acqua attraverso le feritoie agli agenti di polizia penitenziaria. Ogni aspetto della vita quotidiana diventa fonte di profonda sofferenza. La dignità umana sembra essere completamente ignorata.

La carenza di strutture basilari aggrava ulteriormente la situazione. La mancanza di spazi adeguati e di servizi essenziali rende la vita in carcere un'esperienza traumatica. L'ambiente contribuisce al deterioramento psicofisico dei detenuti.

Suicidi e problemi sanitari nelle carceri

I penalisti hanno reso noto un dato allarmante: dall'inizio dell'anno si sono registrati 46 suicidi nelle carceri italiane. Questo numero sottolinea la disperazione e il disagio estremo vissuto dai detenuti. Le condizioni di detenzione sembrano spingere alcuni individui all'estremo gesto.

Giuseppe Belcastro ha riferito di aver effettuato ispezioni e di essersi recato al ministero. La risposta ricevuta riguardo la situazione a Roma è stata la riduzione dell'organico del tribunale di sorveglianza di 8 unità. Questa decisione appare controproducente rispetto alle necessità emerse.

Nel carcere di Rebibbia, si combatte contro la scabbia e la presenza di topi. L'avvocato Francesco Bianchi ha esteso la preoccupazione per la salute dei detenuti anche al settore minorile e ai Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR). Ha criticato l'impossibilità di accedere ai CPR per verificare le condizioni degli ospiti.

Per discutere di questi temi, si terrà un convegno a Firenze. L'evento, intitolato «Lo stato generale dell'esecuzione penale. Analisi di un disastro», è previsto per sabato. L'incontro mira a fare il punto sulla situazione critica del sistema carcerario.