Un recente censimento Istat ha rivelato la presenza di oltre 2.600 persone senza dimora a Roma, con quasi la metà costretta a vivere per strada. I dati evidenziano le difficoltà della Capitale nel fornire alloggio protetto.
Istat: censimento persone senza fissa dimora
L'Istituto Nazionale di Statistica, noto come Istat, ha recentemente diffuso i risultati di un'indagine approfondita. Questa rilevazione ha riguardato le persone che vivono senza un'abitazione stabile. L'indagine si è concentrata sulle quattordici aree metropolitane più grandi del paese. Ha visto la collaborazione della fio.PSD-ETS. Questa federazione riunisce diverse organizzazioni che si occupano di persone senza dimora. La fio.PSD-ETS ha gestito il reclutamento e la formazione degli operatori sul campo. Anche le amministrazioni comunali hanno fornito un supporto essenziale. Hanno aiutato a definire le zone da monitorare e a mappare le strutture di accoglienza notturna disponibili. La raccolta dati è avvenuta in una specifica notte, quella del 26 gennaio scorso. L'obiettivo era ottenere un quadro preciso della situazione in quel momento.
A livello nazionale, il censimento ha contato almeno 10.037 individui maggiorenni senza fissa dimora. Una percentuale significativa di queste persone, il 55,4%, ha trovato riparo temporaneo nelle strutture di accoglienza. Il restante 44,6% dei censiti, pari a 4.474 individui, è stato invece individuato mentre si trovava all'aperto. Dormivano in spazi pubblici o in rifugi improvvisati. È importante sottolineare che la rilevazione escludeva alcune categorie specifiche. Non sono stati inclusi i minori di diciotto anni. Sono stati esclusi anche coloro che vivevano in insediamenti organizzati o in edifici occupati. Infine, non sono state considerate le persone che, pur non avendo una casa propria, alloggiavano temporaneamente presso amici o parenti.
Roma: il dato più alto in Italia
Concentrando l'attenzione sulla Capitale, i numeri sono particolarmente significativi. Nella notte del 26 gennaio, l'Istat ha censito a Roma ben 2.621 persone senza dimora. Di queste, 1.299 sono state trovate mentre vivevano per strada. Questo dato pone Roma al primo posto in Italia per numero assoluto di persone senza fissa dimora. La città di Milano si posiziona al secondo posto, con 1.641 persone censite, di cui 601 in strada. Seguono Torino, con 1.036 individui, e Napoli, con 1.029. A titolo di confronto, Reggio Calabria ha registrato solo 31 persone senza dimora. Questi numeri evidenziano una concentrazione elevata di marginalità sociale nelle grandi aree urbane italiane.
Roma, la Capitale, accoglie circa un quarto del totale nazionale delle persone senza dimora conteggiate. Questa percentuale si attesta al 26,1%. Questo dato è superiore a quello di altre grandi città come Milano (16,4%), Torino (10,3%) e Napoli (10,3%). Tuttavia, l'analisi dei dati Istat rivela una difficoltà maggiore per Roma nel garantire un posto protetto a chi vive in strada. La percentuale di persone che dormono all'aperto a Roma è del 49,6%. Questo significa che 1.299 individui non hanno accesso a strutture di accoglienza. È importante ricordare che questo dato non include chi vive in accampamenti o in occupazioni abusive a scopo abitativo. La situazione romana presenta quindi una criticità particolare nel garantire un riparo.
Le difficoltà nell'accoglienza a Roma
Il numero di posti letto disponibili nelle strutture di accoglienza a Roma risulta insufficiente rispetto alla domanda. Attualmente, ci sono 1.591 posti letto a fronte di 2.621 persone senza dimora censite. Questo crea un rapporto tra capienza e numero di senza dimora del 60,7%. In altre parole, solo poco più del 60% delle persone censite potrebbe teoricamente trovare un posto letto. Questo dato è inferiore rispetto a quello di Milano, dove i 1.348 posti disponibili coprono l'82,1% delle persone senza dimora. Anche Torino presenta un tasso di copertura migliore, con 770 posti per 1.036 persone. La gestione dell'emergenza abitativa a Roma, sotto la guida dell'amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, si scontra quindi con una carenza strutturale di risorse. La Capitale fatica a offrire soluzioni abitative adeguate a una popolazione così vasta e vulnerabile.
La difficoltà nel fornire un alloggio protetto a un numero maggiore di persone è un problema complesso. Le ragioni sono molteplici e legate alla disponibilità di strutture, ai costi di gestione e alla complessità burocratica. L'amministrazione capitolina si trova ad affrontare una sfida enorme. La necessità di aumentare la capacità ricettiva è evidente. Allo stesso tempo, è fondamentale migliorare l'efficacia dei servizi di supporto. Questi servizi dovrebbero mirare non solo all'accoglienza temporanea, ma anche al reinserimento sociale e lavorativo. La situazione richiede interventi strutturali e a lungo termine. La sola emergenza non può essere la risposta a un problema così radicato nella società.
Fondi Pnrr per migliorare l'accoglienza
La situazione a Roma ha visto alcuni miglioramenti nel corso del 2025 e all'inizio del 2026. Questi progressi sono stati resi possibili grazie all'impiego di fondi provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Diversi progetti sono stati avviati per ampliare l'offerta di accoglienza. Tra questi figurano iniziative come “stazioni di posta”, “a casa con cura” e “housing first”. Questi programmi mirano a offrire soluzioni abitative più stabili e personalizzate. Roma Capitale è riuscita, grazie a questi finanziamenti, ad aggiungere 220 posti letto alle strutture esistenti. Recentemente sono stati inaugurati nuovi spazi dedicati all'accoglienza. Tra questi, le strutture situate in via Gentiloni, nel quartiere Nuovo Salario, all'interno del III municipio. Altri nuovi spazi sono stati aperti in via Comisso, nella zona Eur-Ferratella. Questi interventi rappresentano un passo avanti, ma la strada per coprire completamente il fabbisogno è ancora lunga.
L'assessora alle Politiche Sociali, Barbara Funari, ha commentato i dati Istat. Ha sottolineato l'importanza di avere una fotografia aggiornata del fenomeno. «I nuovi dati presentati dall'Istat... ci offrono finalmente una fotografia aggiornata del fenomeno, utile a programmare interventi sempre più mirati e strutturati», ha dichiarato. Ha inoltre fornito dettagli sulla composizione della popolazione ospitata nelle strutture capitoline. Al 26 gennaio 2026, le donne ospitate erano 338, pari al 25,6% del totale. La percentuale di ospiti stranieri raggiungeva il 69,5%. L'assessora ha evidenziato la nuova metodologia utilizzata dall'Istat. Ha definito la rilevazione «significativa» e ha ringraziato l'Istituto per la qualità del lavoro e per l'introduzione di un approccio innovativo. «Dati preziosi che consentono alle istituzioni di orientare al meglio il lavoro sull'accoglienza», ha concluso Funari, sottolineando il valore strategico delle informazioni raccolte per la pianificazione degli interventi futuri.