Nuove speranze per i familiari di Paolo Ungari, docente trovato morto nel 1999. Richiesta di riapertura indagini a Roma con riesame di DNA e reperti.
Nuove certezze sulla morte di Paolo Ungari
Gli elementi raccolti nelle ultime settimane rafforzano la convinzione dei familiari. Ritengono che la morte del professore Paolo Ungari non sia stata causata da un incidente. Una nuova istanza verrà presentata alla Procura di Roma. L'obiettivo è ottenere la riapertura delle indagini.
Lo annuncia Fabia Bettini, figlia della vedova del docente. Il professore fu ritrovato senza vita nel settembre del 1999. Il ritrovamento avvenne nel vano ascensore di un palazzo in piazza d'Ara Coeli. L'edificio ospitava la sede della Lega internazionale per i diritti umani.
Il professore era presidente onorario dell'organizzazione. Già da alcuni mesi è in corso un fascicolo in piazzale Clodio. I familiari chiedono di riavviare le indagini sulla sua scomparsa.
Reperti da riesaminare e esami tossicologici
Secondo quanto appreso da fonti esterne, reperti dell'epoca sarebbero ancora disponibili per analisi. È stata individuata una macchia di sangue al piano terra del palazzo. Questa potrà ora essere sottoposta all'esame del DNA.
Inoltre, si potrà effettuare un esame tossicologico sugli organi del professore. Questi si trovano ancora presso gli istituti di medicina legale della Sapienza e di Tor Vergata. Tali esami non furono eseguiti all'epoca dei fatti.
Purtroppo, gli indumenti indossati da Paolo Ungari quel giorno non sono stati ritrovati. Il medico legale dell'epoca li fece distruggere. Questo avvenne senza ottenere l'autorizzazione dai parenti o dal pubblico ministero.
Nuovi elementi sull'orario e testimonianze
L'integrazione all'istanza legale presenterà nuovi elementi sull'orario della morte. Il team legale dei familiari, con il supporto dell'avvocato Franco Coppi, porrà l'attenzione degli inquirenti su questo aspetto.
La ricostruzione iniziale dei fatti viene ritenuta errata. Una rilettura dei documenti suggerisce che l'orario della morte debba essere posticipato. Si parla di almeno un'ora e mezza in avanti. Questo dettaglio modifica radicalmente lo scenario.
Non è mai stata ascoltata una testimonianza cruciale. Un testimone avrebbe assistito a un litigio tra Ungari e Bandiera. La disputa riguardava presunti ammanchi nei fondi della lega. Lo afferma la signora Bettini.
Viaggi in Colombia e possibili legami con i servizi segreti
Sono state richieste informazioni alla Luiss. Il professore era stato Preside di facoltà presso l'ateneo. L'obiettivo è ricostruire l'agenda di un viaggio in Colombia. Ungari si recò nel paese sudamericano per conto dell'università.
Durante quel viaggio, acquisì documenti che non sono mai più stati ritrovati. La sua borsa fu rinvenuta quasi vuota. I familiari attendono inoltre la risposta a un'interrogazione parlamentare. L'ha presentata Roberto Morassut del Pd.
L'interrogazione chiede chiarimenti sul ruolo di Ungari. In particolare, si indaga sulla possibilità che lavorasse come analista per i servizi segreti. Si valuta anche se fosse impegnato in qualche dossier riservato.