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Un collettivo artistico ha presentato a Roma un monumento in memoria delle vittime del conflitto in Palestina. L'opera, intitolata "Potenziali bersagli 2026", è stata svelata durante una manifestazione.

Nuova opera dedicata alle vittime palestinesi

Un'installazione artistica è stata presentata questa mattina. L'evento si è svolto durante il corteo antifascista a Roma Est. Il collettivo artistico «Arte Come Sopravvivenza» ha svelato il suo nuovo monumento. L'opera è dedicata alle vittime del genocidio palestinese. È stata denominata «Potenziali bersagli 2026».

L'installazione raffigura due figure umane. Una donna e un bambino sono rappresentati sul punto di essere giustiziati. Nonostante la drammatica situazione, non si arrendono. Le loro mani incrociate dietro la schiena formano un segno di vittoria. Questo gesto è un inno alla libertà. Le sagome sono descritte come indomite e resistenti. Indossano ognuna una kefiah. Questo è un simbolo della dignità del popolo palestinese.

Un legame con il passato e uno sguardo al futuro

Alessandro Buccolieri, noto come «Mefisto», ha spiegato il significato dell'opera. Era presente al corteo per la Liberazione a Roma Est. Il corteo è partito da piazza delle Camelie. Le due figure rappresentano la sesta e la settima sagoma di un precedente monumento. Quest'ultimo si trova a Porta San Paolo, vicino alla Piramide. Fu inaugurato il 25 aprile 1995.

Il monumento originale, intitolato «Potenziali bersagli», è stato realizzato trent'anni fa. Esso comprende cinque statue. Queste sono dedicate alle vittime dell'Olocausto. Le figure rappresentano un omosessuale, un immigrato, una donna ebrea, un antifascista e una donna rom. Mentre il monumento del 1995 aveva un intento commemorativo, il nuovo «Potenziali bersagli 2026» mira a un obiettivo diverso.

L'opera intende intervenire sull'esistente. Si propone di fermare il genocidio in Palestina. L'installazione presentata oggi a piazza delle Camelie è una versione provvisoria. È in attesa del completamento di una campagna di crowdfunding. Questo permetterà di finalizzare l'opera.

Raccolta fondi e richieste alle istituzioni

Il collettivo ha annunciato che sarà possibile contribuire alla raccolta fondi. L'occasione sarà la Festa della Liberazione al Quarticciolo. Il monumento sarà spostato lì per l'evento. Il collettivo «Arte Come Sopravvivenza» ha espresso un auspicio. Sperano che il sindaco Gualtieri dimostri la dovuta sensibilità. Vorrebbero che riconoscesse l'importanza di quest'opera. Si sottolinea il suo indubbio valore storico, artistico e culturale. Il collettivo ha richiesto più volte un incontro. L'obiettivo è definire gli aspetti tecnici per l'installazione definitiva dell'opera.

Indipendentemente da ciò, il collettivo situazionista. Guidato da Alessandro Buccolieri «Mefisto» e Costantino Pucci, ha preso una decisione. Installeranno il monumento nella sua versione definitiva. Sceglieranno un luogo simbolico della città di Roma. L'intento è dare risonanza al messaggio dell'opera.