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Il minisindaco Pd di Roma, Francesco Laddaga, è al centro di una controversia legata alla vendita di un suo appartamento ex Enasarco. Cittadini e opposizione politica sollevano dubbi sulla tempistica della transazione, avvenuta poco prima dell'acquisizione di numerosi immobili da parte del Comune. Laddaga respinge le accuse, parlando di "macchina del fango".

Accuse sulla vendita di un appartamento ex Enasarco

Un'assemblea pubblica a Don Bosco, quartiere di Roma, ha visto emergere nuove contestazioni contro Francesco Laddaga, presidente del VII municipio. Il politico del Partito Democratico è accusato di aver venduto un appartamento di sua proprietà, precedentemente appartenente a Enasarco, in via San Giovanni Bosco. La transazione sarebbe avvenuta nel settembre 2025. Questa data è considerata sospetta da un gruppo di residenti.

I critici sostengono che la vendita sia avvenuta poco prima dell'approvazione di una delibera comunale. Tale delibera autorizza l'acquisto di oltre mille immobili ex Enasarco. L'obiettivo è affrontare l'emergenza abitativa nella capitale. Il "Movimento spontaneo 19 dicembre 25 residenti Enasarco" è in prima linea in questa protesta. Da tre mesi chiedono al Campidoglio di fermare le acquisizioni.

Le loro azioni includono sit-in, manifestazioni e ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Il movimento paventa l'arrivo di "condomini misti" nelle aree interessate. Sostengono che Laddaga avesse conoscenza di questa operazione. La sua vendita, secondo loro, sarebbe avvenuta con cognizione di causa.

Il piano del Comune per l'emergenza abitativa

Per comprendere il contesto, è utile fare un passo indietro. La giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri ha inserito un piano strategico per l'abitare. Questo piano, approvato a luglio 2023, mira all'acquisizione di 1.500-2.000 case. Queste abitazioni saranno destinate alle famiglie in graduatoria per l'edilizia residenziale pubblica (ERP) del 2012.

L'assessorato alla Casa, guidato da Tobia Zevi, ha promosso diverse iniziative. Tra queste, l'acquisto di alloggi da INPS. Ha anche sollecitato i privati a mettere a disposizione i propri immobili. Enasarco, una fondazione con un vasto patrimonio immobiliare a Roma, ha risposto positivamente.

Questa collaborazione ha però generato malcontento. Molti acquirenti di immobili ex Enasarco, acquistati anche a prezzo di mercato, si sono uniti in un comitato spontaneo. Le loro preoccupazioni principali riguardano la contabilità condominiale, la potenziale svalutazione degli immobili e i problemi di integrazione sociale.

Le accuse specifiche a Francesco Laddaga

Il clima attorno all'operazione immobiliare si è fatto più teso. Le contestazioni a Francesco Laddaga si sono concentrate sulla visura catastale del suo ex appartamento. I detrattori affermano che la vendita nel settembre 2025 dimostra la sua consapevolezza dell'imminente operazione comunale. Quest'ultima avrebbe interessato anche il suo quartiere.

Durante un confronto diretto, a Laddaga sarebbe stata attribuita la frase: "Sono un padre intelligente". Questa citazione è circolata ampiamente sui social media, venendo ripresa anche da esponenti politici di destra. Tuttavia, lo stesso Laddaga ha fermamente negato di aver pronunciato tali parole.

Le accuse mosse nei suoi confronti includono l'aver approfittato di informazioni riservate. La sua vendita sarebbe stata strategica, anticipando l'acquisizione di immobili da parte di Roma Capitale.

La difesa del minisindaco e la sua versione dei fatti

Francesco Laddaga ha ricevuto il sostegno di diverse figure politiche e associazioni. Tra questi, il segretario del PD Roma Enzo Foschi, esponenti del centrosinistra romano e l'ANPI del VII municipio. Di fronte alle accuse, Laddaga ha contrattaccato con forza.

In un post su Facebook, ha denunciato quella che definisce "la macchina del fango della destra romana". Ha accusato i suoi avversari di utilizzare "diffamazione, mistificazione, strumentalizzazione". Ha definito "false e parziali" le ricostruzioni riguardanti la sua vita privata e la sua attività politica. Ha respinto l'idea di aver tratto vantaggio da informazioni riservate.

Laddaga ha fornito la sua versione dei fatti riguardo all'appartamento in questione. Ha spiegato di aver abitato in un complesso Enasarco per 16 anni. Ha iniziato la ricerca di una nuova casa per esigenze familiari nell'estate del 2020. Questo periodo precede la sua nomina a presidente del municipio di oltre un anno. Inoltre, risale a circa quattro anni prima dell'operazione immobiliare comunale.

Ha precisato che i contatti tra il Campidoglio ed Enasarco sono iniziati concretamente tra il 2022 e il 2023. Una commissione capitolina, nell'agosto 2023, vide la fondazione presentare un lotto di immobili. Il processo si è concretizzato in un bando pubblicato a marzo 2025, con esiti resi noti a giugno dello stesso anno.

Laddaga ha presentato prove a sostegno della sua estraneità alle accuse. Ha menzionato le ricevute di una cooperativa. A questa avrebbe versato un acconto all'inizio del 2021 per l'acquisto di una casa in costruzione. La consegna era prevista per il 2023.

La vendita a marzo 2025 e le tempistiche

Il cantiere della nuova abitazione di Laddaga non era ancora partito un anno fa. Per questo motivo, ha cercato una soluzione alternativa. Ha messo in vendita il suo appartamento a marzo 2025. Contemporaneamente, ha acquistato una nuova casa nel quartiere della sua infanzia. È importante notare che a marzo 2025 era prevedibile una risposta di Enasarco all'avviso pubblico. Tuttavia, era impossibile conoscere in anticipo la lista precisa degli immobili selezionati per la vendita.

Laddaga ha espresso il suo rammarico per la situazione. Ha ribadito che ogni collegamento tra la sua vendita e l'acquisizione comunale è "falso e strumentale". Ha anche smentito categoricamente di aver risposto a una cittadina con la frase "sono un padre intelligente" riguardo alla sua decisione di non voler vivere in un condominio misto.

Ha concluso affermando che le menzogne utilizzate per attaccarlo dimostrano la mancanza di argomenti concreti nel suo lavoro quotidiano. Questo, secondo lui, lo conforta nonostante l'amarezza.

Le reazioni politiche: Fratelli d'Italia e Lega

La vicenda ha rapidamente raggiunto il Campidoglio. Fratelli d'Italia ha manifestato una ferma opposizione. Il coordinatore romano e deputato Marco Perissa ha criticato duramente il PD e il minisindaco del VII municipio. Le sue dichiarazioni sono state riportate dal quotidiano "Il Tempo".

I consiglieri capitolini di Fratelli d'Italia hanno sollevato dubbi sulla trasparenza dell'operazione. Hanno sottolineato che, al di là della liceità formale, ci sono questioni di opportunità politica. Hanno chiesto conto all'amministrazione Gualtieri, accusandola di ignorare la crescente preoccupazione dei cittadini e le "zone d'ombra" sull'intera operazione.

Anche la Lega ha espresso la propria posizione. I consiglieri Fabrizio Santori e Maurizio Politi hanno evidenziato una "contraddizione clamorosa". Hanno chiesto a Laddaga chiarimenti immediati. Le domande riguardano la tempistica della vendita rispetto alla delibera e la sua eventuale conoscenza delle decisioni del sindaco Gualtieri. Hanno anche chiesto perché abbia ritenuto conveniente una scelta personale in contrasto con quella imposta ai cittadini.

La Lega ha esteso le proprie richieste all'assessore Zevi e al presidente della commissione Trombetti. Hanno chiesto loro di assumersi le responsabilità e di fermare le operazioni sugli immobili Enasarco e INPS. La posizione è netta: serve un passo indietro rispetto a delibere considerate "sbagliate, calate dall’alto e respinte dai territori". Hanno definito l'operazione un "esperimento sociale" imposto ai cittadini.

Uno scontro sempre più acceso

Lo scontro tra le parti si fa sempre più intenso. Il Comune di Roma prosegue con le procedure di acquisizione delle prime 338 case. Per questi immobili ha già investito oltre 50 milioni di euro. L'obiettivo è procedere con l'acquisto di ulteriori 700 immobili.

Nel frattempo, il comitato spontaneo dei residenti contrari all'operazione continua a organizzare proteste. Presentano anche ricorsi ai giudici amministrativi. Uno di questi ricorsi, apparentemente un'iniziativa isolata di un singolo condominio, è stato temporaneamente respinto. Attende una discussione più approfondita nel merito.

Non si esclude che la questione relativa a Francesco Laddaga possa finire anch'essa davanti a un giudice. Il minisindaco ha concluso ribadendo il suo impegno per il territorio. Ha affermato che nessuno potrà togliergli la serenità e la serietà del suo lavoro. Ha definito i tentativi di infangare la sua figura come un tentativo di farlo "strisciare". Ha dichiarato che non risponderà mai allo stesso modo, poiché non rientra nel suo modo di agire.