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L'artista Marina Abramovic presenta 'Confession', un'installazione con un asinello d'oro all'Arco di Giano a Roma. L'opera invita alla confessione pubblica di segreti e desideri, unendo arte contemporanea e archeologia.

L'asinello d'oro all'Arco di Giano

Dal 19 novembre fino al 19 maggio 2027, l'Arco di Giano a Roma ospiterà una scultura dorata raffigurante un asinello. Di fronte all'opera, una panchina sarà a disposizione del pubblico ogni giorno dalle 17 alle 21. I visitatori potranno sedersi e, nella luce del tramonto romano, condividere a voce alta o in silenzio i propri segreti, desideri o tormenti interiori con l'animale.

L'installazione, intitolata «Confession», nasce dalla collaborazione tra Marina Abramovich e Alda Fendi. Questo evento segna l'apertura della nuova stagione della Fondazione Esperimenti Alda Fendi. L'iniziativa trasforma un sito storico della capitale in un palcoscenico per un dialogo inedito tra arte moderna, resti archeologici e la memoria collettiva.

Un simbolo politico e spirituale

«L'asinello rappresenta sia un aspetto politico che spirituale», ha dichiarato Marina Abramovic. «L'esigenza di una confessione privata si trasforma qui in un atto pubblico. Questo avviene in un momento storico particolarmente complesso, segnato da guerre, inquinamento e corruzione governativa».

L'artista immagina scenari affascinanti: «Sarebbe straordinario vedere un politico sedersi davanti all'asinello per confessare le proprie colpe e condividere la sua visione per il futuro. Oppure un insegnante che riflette sui suoi doveri verso le nuove generazioni, o un agricoltore che parla del suo legame con la terra». La confessione all'asinello, secondo Abramovich, abbraccia tutte queste sfaccettature dell'esperienza umana.

Riapertura dell'Arco di Giano e legame con Apuleio

L'installazione coincide con un nuovo capitolo nella storia dell'Arco di Giano. Dopo l'attentato mafioso del 1993, che colpì la vicina chiesa di San Giorgio al Velabro, il monumento fu chiuso per un esteso restauro, completato nel 2017. Un ulteriore intervento, finanziato dal PNRR nell'ambito del progetto Caput Mundi, ha permesso all'Arco di tornare a essere un fulcro della vita culturale romana.

L'opera si collega idealmente alla mostra «Rose per Lucilio», ispirata a «L'Asino d'oro o Le metamorfosi» di Apuleio. Questa esposizione, curata dal direttore artistico della Fondazione, Raffaele Curi, si tiene nel palazzo Rhinoceros, di fronte all'Arco, e immerge i visitatori in un'atmosfera suggestiva di rose.

Omaggio a Marina Abramovic a Roma

L'evento si svolge in prossimità del compleanno dell'artista, che compirà 80 anni il 30 novembre. Roma celebrerà Marina Abramovic con diverse iniziative. Nei giorni del suo compleanno, sarà protagonista anche della mostra «Historical Works and Transforming Energy» alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea.

«Ho un legame profondo e duraturo con Roma», ha affermato l'artista, che parla fluentemente italiano. «La mia prima visita risale al 1971, durante il periodo dell'Arte Povera. Ho incontrato molti artisti significativi, come Mario e Marisa Merz, Fabbro, Clemente e Ontani. La mostra curata da Achille Bonito Oliva nel 1973 a Villa Borghese fu un momento cruciale per il mio percorso artistico».

«Confession, 2026»: l'opera e la performance

«Confession, 2026» è la prima scultura in bronzo realizzata da Marina Abramović, commissionata dalla Fondazione Alda Fendi - Esperimenti e prodotta da Factum Arte. Quest'opera chiude il cerchio iniziato con la performance «Confession» del 2010, durante la quale l'artista si confessò davanti a un asinello reale.

Il nuovo progetto verrà inaugurato il 19 novembre con un'azione performativa della stessa Abramović. L'artista si siederà davanti all'asinello dorato, invitando poi alcune persone a prendere il suo posto. Sarà inoltre presentata in anteprima assoluta l'opera video «The Road to Confession, 2026». Girato all'alba del 30 giugno scorso, il film, diretto da Nabil Elderkin e realizzato con Factum Arte, mostra Marina mentre cammina tenendo un asinello al guinzaglio attraverso le strade ancora deserte della città.

La sintonia tra Abramovic e Fendi

«Ci sono incontri che sembrano accadere nel momento perfetto, come un allineamento astrale», ha commentato Alda Fendi. «La mia connessione con Marina Abramović è uno di questi. Entrambe abbiamo vissuto ottant'anni di vita seguendo percorsi molto diversi, ma con la stessa tenacia nel cercare, sperimentare, rischiare e non arrenderci mai», ha aggiunto Fendi.