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La Tomba Francois, capolavoro etrusco, è ora visitabile al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. L'esposizione include affreschi e il corredo originale disperso.

La Tomba Francois al centro di una nuova esposizione

Un'importante testimonianza della civiltà etrusca è ora accessibile. La Tomba Francois, acquisita dallo Stato, apre le sue porte al pubblico. Dal primo luglio, gli affreschi che raffigurano personaggi dell'aristocrazia di Vulci e figure del mito greco saranno i protagonisti. La mostra, intitolata "Il ritorno degli eroi", si terrà al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. L'esposizione proseguirà fino alla fine di dicembre.

La direttrice del Museo, Luana Toniolo, ha spiegato l'iniziativa. Per celebrare questo evento, è stata organizzata una mostra che ricrea un contesto unico. Si tratta del corredo originale della tomba. Questo fu disperso tra i principali musei europei pochi anni dopo lo scavo.

La mostra include preziosi gioielli provenienti dal British Museum. Sono presenti anche vasi a forma di leone e cavallo, sempre dal museo britannico. Altri gioielli provengono dal Louvre. Si aggiungono oggetti rinvenuti nella tomba, provenienti da Bruxelles e Losanna. Una ricca sezione documentale completa l'allestimento.

Un viaggio immersivo nella storia etrusca

L'esposizione inizia con i dipinti della tomba. Questi sono preceduti da un video immersivo. Il filmato inquadra storicamente la tomba e i suoi affreschi. Li restituisce al visitatore nella loro forma originale. La Tomba Francois, originariamente a Villa Albani, era di proprietà degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani.

La tomba troverà la sua collocazione permanente nel Museo. È considerata un'opera fondamentale del mondo etrusco. La sua importanza risiede nella tecnica pittorica. Racconta storie di dei, guerrieri ed eroi. Un aspetto distintivo è la reinterpretazione del mito greco in chiave etrusca.

La tomba offre uno sguardo sulle origini. Un pannello raffigura una scena di lotta tra abitanti di Vulci. Tra questi figura Macstarna. Questo personaggio è meglio conosciuto come Servio Tullio. Egli fu il sesto re di Roma. L'affresco rappresenta l'unica immagine nota di un re della Roma arcaica.

Un'acquisizione statale attesa da decenni

Il direttore generale Musei, Massimo Osanna, ha sottolineato l'importanza dell'acquisizione. Lo Stato cercava di acquistare la Tomba Francois dal 1921. L'operazione è stata definita difficile. Il successo è frutto di un impegno corale. Un ruolo chiave è stato svolto dal Ministero della Cultura. Il ministro Giuli ha fortemente sostenuto l'operazione.

L'iter di acquisizione è stato complesso. Tuttavia, ne è valsa la pena. Lo Stato ha acquisito un capolavoro dell'arte etrusca. I cittadini hanno accesso a un'opera di straordinario valore artistico e storico. La tomba è un documento eccezionale.

Gli affreschi narrano le vicende delle aristocrazie di Vulci nel IV secolo a.C.. Questo fu un periodo di intensi dialoghi con Roma. L'esposizione presenta continui rimandi. Macstarna, ovvero Servio Tullio, è il condottiero etrusco divenuto re di Roma. La sua storia è citata dall'imperatore Claudio. Egli la riportò nella tavola di Lione. Questo documento bronzeo giustificava l'intento dell'imperatore di ammettere stranieri nel Senato romano.

La scoperta e il significato della Tomba Francois

La tomba fu scoperta nel 1857. L'archeologo Alessandro Francois la rinvenne nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci. La sua realizzazione risale al periodo tra il 340 e il 320 a.C.. Le iscrizioni dipinte accanto ai personaggi permettono di identificare protagonisti ed episodi.

Gli affreschi intrecciano mito e storia delle grandi famiglie etrusche. Essi riflettono una civiltà che, come quella greca e romana, utilizzava un linguaggio internazionale. La base di questo linguaggio era il mito greco, in particolare l'Iliade.

L'accesso pubblico alla Tomba Francois non era scontato. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito l'evento una bellissima impresa. Durante l'inaugurazione della mostra, ha annunciato un'altra importante novità. Il MIC si prepara a richiedere ufficialmente l'adesione alla Fondazione Vulci. Questo luogo rappresenta un punto di confluenza e identità. È un simbolo della civiltà etrusca.