La Casina delle Civette di Roma ospita dal 27 marzo al 27 settembre 2026 la mostra 'Sotto una buona stella'. L'esposizione ripercorre la storia e il significato dell'emblema della Repubblica Italiana, opera di Paolo Paschetto, celebrando l'80° anniversario dell'Assemblea Costituente.
La nascita dell'emblema repubblicano
La Casina delle Civette, situata nel complesso dei Musei di Villa Torlonia a Roma, apre le sue porte a un'importante esposizione. L'evento, intitolato «Sotto una buona stella. L'emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto», si svolgerà dal 27 marzo al 27 settembre 2026. Questa iniziativa celebra l'80° anniversario dell'elezione dell'Assemblea Costituente, avvenuta nel 1946. La mostra è dedicata alla figura di Paolo Paschetto (1946-2026), artista poliedrico originario di Torre Pellice, le cui opere arricchiscono il patrimonio culturale della Casina delle Civette.
L'esposizione è promossa da Roma Capitale, attraverso l'Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L'ideazione è curata dall'Ufficio Archivio Storico e Beni culturali della Tavola valdese, con la supervisione di Sara Rivoira, Federica Tammarazio e Gaia Dammacco. La realizzazione vede la collaborazione del Museo della Casina delle Civette, con l'organizzazione e i servizi museali gestiti da Zètema Progetto Cultura.
Il percorso espositivo mira a illustrare il complesso iter che ha condotto alla scelta dell'emblema nazionale. Tutto ebbe inizio il 19 giugno 1946. In quella data, un decreto legislativo del Presidente del Consiglio dei Ministri invitò l'Assemblea Costituente a selezionare un simbolo distintivo per la neonata Repubblica Italiana. Fu istituita una commissione apposita, presieduta dall'Onorevole Ivanoe Bonomi. Questa commissione lanciò un concorso pubblico, rivolto ad artisti e tecnici. I partecipanti dovettero rispettare specifici criteri: semplicità, intelligibilità e l'inclusione della «stella d'Italia» tra gli elementi simbolici.
L'appello riscosse un notevole successo, con ben 341 artisti che presentarono le proprie proposte. Tra queste, fu inizialmente selezionato un bozzetto di Paolo Paschetto. Tuttavia, questa prima versione non ottenne il consenso unanime. Di conseguenza, fu indetto un secondo concorso. Anche in questa occasione, l'artista piemontese emerse come vincitore, confermando il suo talento e la sua visione.
Il 5 maggio 1948 segnò l'adozione ufficiale del simbolo che ancora oggi identifica l'Italia. Da allora, gli elementi costitutivi dell'emblema sono rimasti invariati: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia. La mostra alla Casina delle Civette offre un'immersione profonda nelle fasi di questo processo storico e artistico.
Documenti e opere: il percorso di Paschetto
La partecipazione di Paolo Paschetto al concorso pubblico e le diverse fasi che scandirono l'iter di selezione sono ricostruite attraverso una ricca documentazione. Saranno esposti documenti originali provenienti dall'Archivio Paschetto, custodito presso la Tavola valdese. Accanto a questi, saranno visibili documenti in copia anastatica conservati presso l'Archivio di Stato di Torino. Completano la sezione dedicata ai documenti ritagli stampa dell'epoca, che testimoniano la risonanza mediatica dell'evento, e materiale illustrativo più recente. Non mancheranno approfondimenti multimediali che arricchiranno l'esperienza del visitatore.
Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni tematiche, ognuna delle quali offre una prospettiva diversa sulla creazione dell'emblema. La prima sezione, intitolata «Gli Italiani al voto», presenta alcuni bozzetti di cartoline pensate per le votazioni. Queste opere offrono uno spaccato visivo del clima politico e sociale dell'epoca.
La seconda sezione si concentra sulle fasi dei concorsi per l'Emblema. Qui, i visitatori potranno ammirare i disegni presentati da Paschetto alla Commissione, accanto alle proposte degli altri finalisti. Tra questi artisti figurano nomi come Lalia, Luperini, Morbiducci e Retrosi. Il disegno vincitore sarà accompagnato da una rassegna stampa dell'epoca, che ne illustra la ricezione e i commenti.
La terza sezione è dedicata alla realizzazione di francobolli celebrativi. Saranno esposti numerosi bozzetti per francobolli legati all'Italia Democratica e alla rivista «Italia Filatelica». Questa sezione mette in luce la versatilità di Paschetto come artista grafico. Inoltre, saranno visibili numerosi strumenti di lavoro dell'artista: colori, compasso, squadrette e materiali utilizzati per le incisioni. Questi oggetti permettono di comprendere meglio il processo creativo e le tecniche impiegate da Paschetto.
La quarta e ultima sezione offre una prospettiva più ampia sul legame tra Paschetto e la città di Roma. Una mappa della capitale indicherà i luoghi dove è possibile ammirare altre opere realizzate dall'artista. Questo elemento invita il pubblico a esplorare la città alla ricerca delle tracce artistiche di Paschetto.
A completare l'offerta espositiva, sarà proiettato un video che include un'intervista allo storico Daniele Jalla. Il video sarà fruibile anche online, estendendo la portata della mostra oltre i confini fisici del museo. Questa scelta mira a rendere accessibile il contenuto a un pubblico più vasto.
Il significato profondo dell'emblema
L'emblema della Repubblica Italiana, frutto del lavoro di Paolo Paschetto, è un simbolo ricco di significati, composto da tre elementi fondamentali. La stella, uno dei simboli più antichi del patrimonio iconografico italiano, è da sempre associata alla personificazione dell'Italia. La sua posizione, splendente sul capo della nazione, ne sottolinea la grandezza e la centralità.
La ruota dentata rappresenta l'attività lavorativa. Questo elemento traduce in modo efficace il primo articolo della Carta costituzionale italiana: «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro». Simboleggia l'importanza del lavoro come pilastro della società e della democrazia.
Infine, i rami di ulivo e di quercia completano la composizione. Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione. Questa pace si intende sia in termini di concordia interna, tra i cittadini, sia di fratellanza internazionale, nei rapporti con le altre nazioni. Il ramo di quercia, invece, incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi gli alberi sono espressione delle specie più tipiche del patrimonio arboreo italiano, legando il simbolo alla natura e al territorio del paese.
La mostra alla Casina delle Civette non è solo un omaggio a Paolo Paschetto, ma anche un'occasione per riflettere sul significato profondo dei simboli che rappresentano la nostra identità nazionale. Un viaggio nella storia, nell'arte e nei valori fondanti della Repubblica Italiana, a Roma.