Il Roma Jazz Festival compie 50 anni e celebra l'anniversario con 18 concerti dedicati a Miles Davis e alla ricerca musicale. L'evento si svolgerà dal 1 al 24 novembre con artisti italiani e internazionali.
Mezzo secolo di jazz a Roma
Il Roma Festival celebra mezzo secolo di storia musicale. L'evento ha ospitato innumerevoli artisti di fama mondiale. Tra questi spiccano nomi leggendari come Miles Davis e Sonny Rollins. Anche Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan e Wayne Shorter hanno calcato i palchi della manifestazione. La lista include inoltre McCoy Tyner, Pat Metheny e Ray Charles. Più recentemente, la scena è stata arricchita da Esperanza Spalding e Kamasi Washington.
Il traguardo dei 50 anni offre l'occasione per riflettere sull'impatto culturale del festival. Si analizza anche l'evoluzione della musica jazz nel tempo. Il tema scelto per questa edizione è «Rileggere Miles, ripensare il jazz». Il direttore artistico Mario Ciampà ha curato la selezione di 18 concerti. Questi si terranno dall'1 al 24 novembre.
Omaggio a Miles Davis e ricerca musicale
I concerti si svolgeranno in diverse sedi prestigiose. Tra queste l'Auditorium Parco della Musica e la Casa del Jazz. Anche l'Alcazar ospiterà alcuni eventi. Alcuni appuntamenti sono previsti anche fuori città, definendoli «fughe» dal centro.
Mario Ciampà ha sottolineato la presenza di Miles Davis in diverse edizioni del festival. «L'ultimo concerto, 23 luglio 1991 allo Stadio Olimpico, ventimila persone, rimane tra gli eventi più memorabili di questa storia comune», ha ricordato Ciampà. Il festival si apre con «Kind of Lives» di Paolo Fresu. Fresu è definito «la voce della tromba europea che più di ogni altra ha saputo portare l'eredità di Davis verso altri orizzonti».
Il festival non è una commemorazione, ma una rilettura dell'opera di Miles Davis. L'evento celebra il centenario della sua nascita. Artisti che hanno condiviso la sua visione musicale sono protagonisti. Tra questi Jason Miles, produttore di album chiave come «Tutu». Jason Miles chiuderà la rassegna il 24 novembre.
Artisti internazionali e talenti italiani
Molti artisti di rilievo internazionale parteciperanno. Gregory Hutchinson si esibirà il 18 novembre. Jeremy Pelt suonerà il 21 novembre. Erik Truffaz è atteso il 17 novembre. Kurt Elling si presenterà con gli Yellowjackets il 4 novembre. Steve Coleman con i suoi Five Elements suonerà il 5 novembre.
Di particolare interesse il duo composto dal mandolinista Hamilton de Holanda e dal pianista Gonzalo Rubalcaba, in programma il 6 novembre. Il quintetto polacco Omasta si esibirà il 20 novembre. La scena italiana è ampiamente rappresentata. Tra gli artisti italiani presenti: Rosa Brunello (23 novembre), Enzo Favata e Atlantico (16 novembre), Chiara Civello e Clap! Clap! (23 novembre).
Si segnalano inoltre l'Eiden Inverted Collective guidato da Zoe Pia (7 novembre). Le formazioni in trio di Eleonora Strino (13 novembre) e di Domenico Rizzuto (8 novembre). I giovani Nexus Quartet di Napoli suoneranno il 14 novembre. La Casa del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini, con Javier Girotto come special guest, renderà omaggio a Sonny Rollins all'Auditorium il 19 novembre.
Eventi speciali e storia del festival
Due date «esterne» saranno dedicate al centenario di John Coltrane. La Priverno Jazz Orchestra si esibirà all'Abbazia di Fossanova il 22 novembre. La Rieti Jazz Orchestra suonerà nella Chiesa di San Domenico il 15 novembre.
Il Roma Jazz Festival ha proposto complessivamente oltre mille concerti nel corso della sua storia. La manifestazione è prodotta da Imf Foundation con Fondazione Musica per Roma. Beneficia del contributo del ministero della Cultura e del sostegno della Regione Lazio.
Mario Ciampà ha ricordato gli esordi del festival nel 1976 sul Gianicolo, alla Quercia del Tasso. «Oggi è uno degli appuntamenti più longevi del panorama europeo. La storia del festival è, in parte, la storia del jazz stesso», ha affermato. Ciampà ha anche notato la mancata partecipazione del Comune di Roma quest'anno.
Prospettive future e apprezzamenti
La presentazione del cartellone si è svolta in un'atmosfera da jazz club. Brevi esibizioni live di Enzo Favata al sax soprano e del trombettista Domenico Rizzuto hanno animato l'evento. L'idea di ricreare uno spazio simile all'Auditorium o alla Casa del Jazz è stata accolta positivamente da Raffaele Ranucci, amministratore delegato di Musica per Roma.
«Il festival festeggia i 50 anni e i 25 qui all'Auditorium», ha aggiunto Ranucci. «Il jazz è sempre più amato, è una nicchia che si allarga e noi cercheremo di promuoverlo prossimamente anche con il night club». La presentazione ha visto anche interventi di giornalisti come Luigi Onori, Marco Molendini, Paolo Biamonte e Claudia Fayenz, che hanno condiviso aneddoti sulla storia del festival.