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La DDA di Roma avvia i primi interrogatori nell'ambito dell'inchiesta sulla società 'Le 5 Forchette', gestore della 'Bisteccheria d'Italia'. Si ipotizzano riciclaggio e intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa.

Accertamenti sui capitali illeciti

Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma si concentrano sulla società 'Le 5 Forchette'. Questa società gestiva il noto ristorante ‘Bisteccheria d’Italia’ situato in via Tuscolana. L'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, era stato azionista della società. Ha successivamente ceduto le sue quote e si è dimesso la scorsa settimana. L'inchiesta ipotizza gravi reati. Si parla di riciclaggio e intestazione fittizia di beni. L'aggravante mafiosa è un elemento centrale. I primi interrogatori sono attesi a metà settimana. Si svolgeranno presso piazzale Clodio. I magistrati ascolteranno figure chiave dell'indagine. Tra questi, Mauro Caroccia. Quest'ultimo sta scontando una pena definitiva di quattro anni di carcere. Le accuse per lui riguardano reati di stampo mafioso. Sarà ascoltata anche sua figlia, Miriam Caroccia. Lei risulta essere azionista della Srl coinvolta.

Coinvolgimento del clan Senese

Le indagini sono affidate al nucleo valutario della Guardia di Finanza di Roma. I pubblici ministeri di Roma e Biella coordinano le attività. Nella Capitale, l'indagine è guidata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Collabora il pm Lorenzo Del Giudice. Si stanno conducendo ulteriori accertamenti patrimoniali. Gli investigatori stanno analizzando diversi aspetti finanziari. L'obiettivo è ricostruire con precisione l'origine dei capitali. Si cerca di capire anche la loro destinazione finale. I capi d'imputazione delineano un quadro preoccupante. Mauro Caroccia e sua figlia Miriam avrebbero gestito fondi illeciti. Questi proventi deriverebbero dalle attività del clan Senese. I soldi sarebbero stati investiti nella società 'Le 5 Forchette'. Questo sarebbe avvenuto anche nella fase iniziale del ristorante. Lo scopo era rafforzare la posizione del clan sul territorio. I Caroccia avrebbero reinvestito fondi accumulati negli anni dal clan. Avrebbero inoltre facilitato la sottrazione di beni. Questi beni erano illecitamente accumulati dall'associazione mafiosa. Tali beni erano sottoposti a sequestro dal 17 dicembre 2024. L'intera operazione sarebbe aggravata dall'aver agevolato un clan malavitoso.

La posizione di Miriam Caroccia

Tra le persone che potrebbero essere ascoltate dagli inquirenti vi è anche Miriam Caroccia. Al momento, non risulta formalmente indagata. Tuttavia, la sua posizione è delicata. Il suo legale, l'avvocato Fabio Gallo, ha dichiarato che la ragazza è molto provata dal clamore mediatico. Ha aggiunto che Miriam non conosce completamente i dettagli della vicenda. L'avvocato ha precisato che Miriam è pronta a chiarire ogni aspetto della sua posizione con gli inquirenti. La sua collaborazione potrebbe essere fondamentale per l'indagine. La sua testimonianza potrebbe fornire elementi utili a ricostruire i fatti. La sua estraneità ai fatti, se confermata, verrebbe chiarita. La sua partecipazione, invece, sarebbe inquadrata nel contesto delle indagini.

Un video promozionale sotto esame

Sul fronte delle indagini, gli investigatori hanno acquisito un elemento particolare. Si tratta di un video promozionale. Questo video circola online ed è tratto dal programma televisivo ‘Pub e Disco Tv’. Il programma è noto per la sua promozione di locali romani. Le immagini sono state registrate presso la ‘Bisteccheria d’Italia’ nel settembre 2025. Questo dettaglio è significativo. All'epoca della registrazione, Mauro Caroccia era già stato condannato in appello. Era in attesa della sentenza della Cassazione. La Corte di Cassazione ha poi reso definitiva la sua pena lo scorso febbraio. La società che deteneva le quote del locale all'epoca dei fatti era ‘Le 5 Forchette srl’. Questa società era stata fondata pochi mesi prima a Biella. Tra i soci figurava anche il deputato di Fratelli d'Italia, Andrea Delmastro. Le sue dimissioni la scorsa settimana hanno segnato un punto di svolta. L'acquisizione del video potrebbe fornire ulteriori indizi. Potrebbe aiutare a comprendere le dinamiche interne e i rapporti tra i soggetti coinvolti. Il video potrebbe documentare attività o presenze non ancora emerse.

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