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Il 2025 si profila come un anno eccezionale per le finanze comunali di Roma, con la tassa di soggiorno che raggiunge cifre senza precedenti. L'afflusso turistico, potenziato da eventi di portata mondiale, genera entrate significative per la capitale.

Aumento delle presenze turistiche a Roma

La capitale italiana ha registrato un notevole incremento nel numero di visitatori durante il 2025. Si parla di 52,92 milioni di presenze, un dato in crescita del 2,87% rispetto all'anno precedente. Questo afflusso è attribuito in parte al Giubileo e ad altri importanti eventi internazionali.

Questi numeri positivi si riflettono direttamente nelle casse del Comune. Ogni turista che ha soggiornato nelle strutture ricettive della città ha contribuito attraverso il pagamento della tassa di soggiorno. L'amministrazione capitolina beneficia così di risorse aggiuntive per finanziare servizi e miglioramenti urbani.

Incassi record per la tassa di soggiorno

Le entrate derivanti dalla tassa di soggiorno nel 2025 hanno superato ogni aspettativa. Le stime preliminari indicano una raccolta superiore ai 300 milioni di euro. Alcune proiezioni suggeriscono addirittura un superamento dei 350 milioni. Questo dato rappresenta un incremento sostanziale rispetto agli anni passati.

Per avere un quadro comparativo, nel 2022, in piena ripresa post-pandemica, Roma aveva incassato circa 132,5 milioni di euro. L'anno successivo, il 2023, ha visto un aumento a 181 milioni di euro. Il 2024 ha segnato un nuovo primato con 292 milioni di euro, un incremento del 61% rispetto al 2023.

Come funziona la tassa di soggiorno a Roma

La tassa di soggiorno è un tributo locale che i visitatori versano al Comune di Roma. È obbligatoria per chi soggiorna nelle strutture ricettive, come hotel, alberghi e bed & breakfast, per un massimo di 10 giorni consecutivi. L'importo varia in base alla tipologia della struttura ricettiva, oscillando tra i 3 e i 10 euro per notte.

La riscossione avviene direttamente da parte dei gestori delle strutture. Essi raccolgono l'importo dovuto dai clienti e lo versano all'amministrazione comunale con cadenza trimestrale. Questo meccanismo garantisce il flusso di fondi destinati al miglioramento dell'offerta turistica e della qualità urbana.

Richieste degli albergatori e gestione dei fondi

I gestori delle strutture ricettive sottolineano l'importanza di una gestione trasparente dei fondi raccolti. Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, ha espresso la necessità di un sistema di pagamento dedicato, come un POS specifico per la tassa di soggiorno. Questo faciliterebbe la gestione e ridurrebbe il rischio di errori o omissioni.

«Per questo, da anni, abbiamo proposto al Comune di Roma di prevedere l’utilizzo di un POS dedicato esclusivamente a questo», ha dichiarato Roscioli a RomaToday. «Non possiamo fare gli esattori dell’amministrazione, versando ogni tre mesi la tassa. Per noi è solo un onere visto che, poi, non vediamo i risultati di tutti questi milioni di euro che andrebbero reinvestiti per migliorare la città ed il settore».

La mancata riscossione o versamento della tassa costituisce un illecito amministrativo. I gestori inadempienti rischiano sanzioni pecuniarie pari al 30% dell'importo non versato, oltre al recupero delle somme dovute. L'obiettivo è garantire che i fondi raccolti vengano effettivamente reinvestiti a beneficio della città e dei suoi visitatori.