Cronaca

Roma, focus sulla manutenzione antincendio: il Decreto Controlli

9 marzo 2026, 11:46 4 min di lettura Fonte: Vigili del Fuoco
Roma, focus sulla manutenzione antincendio: il Decreto Controlli Immagine generata con AI Roma
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La sicurezza antincendio passa dalla qualità dei controlli

Un importante convegno si è tenuto il 10 marzo 2020 presso l'Istituto Superiore Antincendi (ISA) dei Vigili del Fuoco a Roma, focalizzato sul Decreto Ministeriale 1° settembre 2021, meglio conosciuto come “Decreto Controlli”. L'evento, promosso dalla Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica, antincendio ed energetica del Corpo nazionale, ha riunito istituzioni, ordini professionali e operatori del settore per discutere il ruolo cruciale della qualificazione dei tecnici manutentori e l'importanza della qualità dei controlli nella prevenzione antincendio.

L'incontro romano ha rappresentato un momento di confronto strategico, anticipando e poi analizzando le implicazioni di un provvedimento che avrebbe rivoluzionato gli standard di sicurezza. Sebbene il decreto sia stato pubblicato nel settembre 2021 e sia entrato in vigore per alcune sue parti nel settembre 2022, il convegno del 2020 ha posto le basi per la comprensione e l'applicazione dei principi che lo avrebbero informato, evidenziando l'urgenza di un aggiornamento normativo in materia.

Tra gli illustri partecipanti figuravano il Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Attilio Visconti e il Capo del Corpo nazionale Eros Mannino. Le loro presenze hanno sottolineato l'impegno istituzionale verso una maggiore sicurezza e la volontà di coinvolgere tutti gli attori della filiera nella definizione di standard più elevati.

Il Decreto Ministeriale 1° settembre 2021, noto come “Decreto Controlli”, è uno dei tre decreti attuativi che hanno abrogato e sostituito il precedente DM 10 marzo 1998, un pilastro della normativa antincendio italiana per oltre vent'anni. Questo nuovo provvedimento stabilisce i criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio, definendo anche i requisiti per la qualificazione dei tecnici manutentori.

L'obiettivo primario del decreto è garantire che i sistemi antincendio siano sempre efficienti e pronti all'uso in caso di emergenza. Ciò si traduce in un'attenzione meticolosa alla manutenzione periodica e all'affidabilità delle verifiche, affidate esclusivamente a personale con competenze certificate. La normativa impone, infatti, che i controlli siano eseguiti da tecnici qualificati secondo i criteri stabiliti nell'Allegato II del decreto stesso, che delinea i requisiti di conoscenza, abilità e competenza.

La qualificazione dei tecnici manutentori è un pilastro fondamentale del nuovo approccio alla prevenzione. Non basta installare sistemi all'avanguardia; è indispensabile che la loro manutenzione sia eseguita da professionisti che possiedano le conoscenze tecniche e le abilità pratiche necessarie. Questo evita malfunzionamenti che potrebbero avere conseguenze devastanti in situazioni di pericolo, come dimostrato da numerosi incidenti in cui la scarsa manutenzione ha compromesso l'efficacia dei sistemi di sicurezza.

Durante il convegno è stata richiamata l'esperienza dell'Istituto “Romolo Zerboni” di Torino, un esempio virtuoso di collaborazione tra il sistema formativo e il settore della sicurezza. Presso l'istituto è stato avviato un percorso formativo accreditato dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il conseguimento della qualifica di tecnico manutentore antincendio. Questa iniziativa dimostra come la sinergia tra enti pubblici e scuole professionali possa creare figure altamente specializzate, rispondendo alle esigenze del mercato e garantendo standard di sicurezza elevati.

L'introduzione dell'obbligo di qualificazione ha generato un'onda di rinnovamento nel settore. Molti professionisti hanno dovuto aggiornare le proprie competenze, partecipando a corsi specifici e superando esami per ottenere la certificazione richiesta. Questo processo, sebbene impegnativo, è visto come un investimento nella sicurezza collettiva e nella professionalità degli operatori. Le norme tecniche di riferimento, come la UNI 9994-1 per gli estintori o la UNI 11224 per gli impianti di rivelazione e allarme incendio, sono diventate il punto di riferimento per la formazione e l'operato dei tecnici.

L'evento di Roma ha anche offerto spazio ai rappresentanti del mondo produttivo, ai manutentori e agli utilizzatori dei sistemi antincendio. Le loro testimonianze hanno fornito un quadro realistico delle sfide e delle opportunità legate all'applicazione della nuova normativa. Le imprese hanno evidenziato la necessità di adeguare le proprie strutture e i propri processi, mentre i manutentori hanno espresso l'importanza di un quadro normativo chiaro e di percorsi formativi accessibili.

Dalla sua entrata in vigore, il Decreto Controlli ha iniziato a mostrare i suoi effetti, promuovendo una maggiore consapevolezza sull'importanza della manutenzione qualificata. Sebbene l'implementazione completa richieda tempo e risorse, l'impatto sulla sicurezza antincendio è tangibile. La prevenzione, infatti, non si limita all'installazione di dispositivi, ma si estende alla loro costante verifica e manutenzione, un aspetto che il decreto ha elevato a priorità assoluta.

Il ruolo dei Vigili del Fuoco, in questo contesto, va ben oltre l'intervento in caso di emergenza. Il Corpo nazionale è un attore chiave nella definizione delle politiche di prevenzione, nella formazione e nella vigilanza. L'organizzazione di convegni come quello di Roma testimonia l'impegno costante nel promuovere una cultura della sicurezza che sia proattiva e basata su standard di eccellenza, essenziale per proteggere vite umane e beni materiali.

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