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Una truffa senza precedenti a Roma: un giovane ha registrato un contratto di locazione fraudolento, facendo apparire la legittima proprietaria come affittuaria della sua stessa abitazione. La vittima ha denunciato l'accaduto, ma la burocrazia rende la risoluzione complessa.

Truffa finta assegnazione casa popolare a Roma

Una situazione surreale ha colpito una residente di Roma sud. La donna si è vista trasformare nella locataria del proprio immobile. Tutto ciò è avvenuto tramite la registrazione di un contratto di affitto fittizio. Questo accordo è stato intestato all'ex marito della proprietaria. La truffa è stata perpetrata da un giovane di 24 anni. Egli ha agito approfittando di presunti bandi comunali inesistenti. La vicenda è emersa durante una trasmissione televisiva. La vittima ha poi raccontato la sua storia a diversi media.

L'episodio si è verificato nella zona di Acqua Acetosa Ostiense. La proprietaria, **Alessandra Ciavarrella**, possiede l'appartamento dal 1990. A gennaio scorso, mentre si trovava con l'ex coniuge, **Pietro Maglie**, ha notato attività sospette. Hanno sorpreso una persona con due fabbri. Stavano tentando di forzare l'ingresso di un'abitazione.

Il raggiro del finto bando comunale

L'individuo sorpreso ha compreso di aver sbagliato obiettivo. Aveva in mano dei documenti che indicavano un'altra proprietà. Ha ammesso di aver cercato di entrare per cambiare la serratura. Il suo scopo era occupare l'immobile. Affermava di aver vinto un bando comunale per l'assegnazione di una casa popolare. Questo bando, secondo lui, risaliva alla fine del 2025. La signora Ciavarrella ha subito chiarito di essere l'effettiva proprietaria.

Il giovane truffatore, identificato come **Fabio**, residente in via Modesta Valenti, si dichiarava ufficialmente senza fissa dimora. Nonostante la presunta vincita del bando, non aveva ricevuto le chiavi. Ha quindi deciso di agire in modo autonomo. Ha tentato di legittimare la sua posizione attraverso vie illegali. La sua azione ha creato un vero e proprio incubo per la proprietaria.

Registrazione telematica di un contratto fittizio

La truffa ha assunto contorni ancora più incredibili. Il giovane ha registrato un contratto di subaffitto presso l'Agenzia delle Entrate. Questo contratto era intestato a **Pietro Maglie**, ex marito della proprietaria. La registrazione è avvenuta telematicamente. Ciò ha permesso di evitare la verifica di documenti d'identità. La signora Ciavarrella ha spiegato che l'Agenzia delle Entrate, in caso di registrazioni online, non richiede la copia del contratto. La verifica documentale avviene solo di persona.

Questa procedura ha reso la truffa più facile da attuare. Il giovane ha potuto creare un documento ufficiale senza controlli approfonditi. La registrazione è avvenuta a fine 2025. Il contratto prevedeva una durata di quattro anni. Inizialmente, la cifra indicata era di 2.000 euro all'anno. Successivamente, il truffatore ha modificato la sua richiesta. Pretendeva ora 2.000 euro mensili. Una somma esorbitante per la zona.

Verità sulle case popolari e l'Agenzia delle Entrate

È importante sottolineare che non esistono attualmente bandi attivi per l'assegnazione di case popolari a Roma Capitale. L'unico bando in corso risale al 2012. La sua graduatoria è ancora in fase di aggiornamento. L'assegnazione di un alloggio popolare segue procedure precise. Il Comune convoca le famiglie interessate per la consegna delle chiavi. Non è possibile che un alloggio già di proprietà venga indicato in un bando.

La situazione all'Agenzia delle Entrate presenta ulteriori complicazioni. La signora Ciavarrella ha scoperto che è possibile annullare un contratto registrato telematicamente. Tuttavia, questo annullamento ha un costo. Inoltre, se la stessa persona effettua una nuova registrazione, il contratto viene nuovamente depositato. Questo rende la risoluzione del problema estremamente difficile. Il rischio è di pagare inutilmente le spese per la cancellazione.

Conseguenze legali e diffida di pagamento

Il contratto fittizio è stato depositato il 25 febbraio. **Pietro Maglie** si è ritrovato destinatario di una diffida di pagamento. Gli veniva intimato di saldare i primi 2.000 euro entro il 25 marzo. Questo ha aggiunto beffa al danno. L'ex marito della proprietaria è stato considerato moroso. Il giovane truffatore ha anche tentato di trasferire la sua residenza nell'appartamento. La richiesta è stata respinta dal Comune. La mancanza di documenti e una denuncia per tentata occupazione abusiva hanno bloccato la procedura.

La signora Ciavarrella ha sporto denuncia ai carabinieri. La vicenda sembra uscita da un copione comico. Tuttavia, la situazione è purtroppo reale. Le autorità stanno indagando per fare chiarezza sull'accaduto. La complessità della registrazione telematica dei contratti ha favorito la truffa. Si attendono sviluppi nelle indagini.

Domande frequenti sulle truffe immobiliari

Come si può verificare l'autenticità di un bando per l'assegnazione di case popolari?

Quali sono le procedure per contestare un contratto di locazione registrato telematicamente?