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La Corte dei Conti indaga su presunte irregolarità nell'acquisto di un terreno per il termovalorizzatore di Santa Palomba a Roma. Si ipotizza un prezzo gonfiato a danno delle casse pubbliche. Ama respinge le accuse.

Corte dei Conti indaga su acquisto terreno

La Corte dei Conti del Lazio ha avviato un'indagine sull'acquisto di un terreno a Santa Palomba. L'area è destinata alla realizzazione di un termovalorizzatore. L'inchiesta è scaturita da un esposto presentato dall'ex sindaca Virginia Raggi. Anche la consigliera municipale Carla Canale ha contribuito all'esposto. Il vice procuratore contabile Claudio Mori ha inviato un invito a dedurre. Questo documento è indirizzato a 14 persone. Tra queste figurano ex membri del Cda di Ama (anno 2022). L'operazione di acquisto è stata avviata durante la loro gestione. La notizia è stata diffusa da Repubblica e Corriere della Sera. Fonti qualificate della magistratura contabile hanno confermato i fatti a RomaToday.

Il sospetto principale riguarda il prezzo pagato per il terreno. Si parla di una cifra quasi doppia rispetto al suo valore reale. L'esborso totale ammonterebbe a circa 7,5 milioni di euro. La stima del valore del terreno non avrebbe dovuto superare i quattro milioni. Esiste il timore di un piano studiato appositamente. L'obiettivo sarebbe stato quello di aumentare i costi. Questo andrebbe a discapito delle finanze pubbliche. L'ombra di un "disegno orchestrato" aleggia sull'operazione.

I magistrati contabili nutrono seri dubbi sulla regolarità della transazione. L'acquisto del terreno sarebbe stato influenzato da "intenzionali condotte attive e omissive". Questo è quanto emerge dall'ipotesi della procura contabile. Il nodo cruciale della questione risiede in una complessa serie di passaggi tra soggetti privati. Le indagini puntano a due società private. Si ipotizza che queste si siano accordate per vendere il terreno ad Ama a un prezzo ritenuto "esorbitante".

Una prima società avrebbe corrisposto un indennizzo a un'altra. Questo pagamento serviva a sciogliere un vecchio preliminare di vendita. Tale accordo era ormai scaduto. La procura contabile considera questo pagamento "non dovuto e non previsto". La sua finalità sarebbe stata unicamente quella di giustificare l'aumento del prezzo richiesto ad Ama. I magistrati sottolineano come questo "disegno" fosse "facilmente conoscibile". Gli organi di Ama e di Roma Capitale ne sarebbero stati a conoscenza. Nonostante ciò, l'acquisto sarebbe avvenuto senza adeguate tutele.

Accuse di negligenza e gestione del denaro pubblico

La gestione dei fondi pubblici rappresenta un punto critico. Questo aspetto potrebbe avere serie ripercussioni per il Campidoglio e per Ama. Secondo i pubblici ministeri contabili, è stata ignorata la "legittimità dell’agire amministrativo". Viene contestata una "gravissima e ingiustificabile inosservanza" dei principi di economicità e trasparenza. In pratica, Ama avrebbe pagato 75 euro al metro quadro. Questo prezzo sarebbe stato accettato passivamente. Il valore del terreno era significativamente inferiore. Le condizioni di vendita sarebbero state dettate dai privati.

I magistrati hanno scritto che "le due società private si erano accordate per concludere la vendita ad Ama spa a un prezzo fuori mercato". Hanno inoltre aggiunto che "architettando un disegno volto a ottenere un ingente profitto in danno di Ama". Questa frase evidenzia la gravità delle accuse mosse. La procura contabile punta il dito contro una presunta malagestione. L'obiettivo sarebbe stato quello di favorire interessi privati a scapito dell'azienda municipalizzata.

La questione solleva interrogativi sulla vigilanza e sul controllo esercitato dagli enti preposti. La responsabilità potrebbe ricadere su chi ha approvato la transazione. La mancanza di un'adeguata due diligence è uno dei punti centrali dell'indagine. Il valore del terreno, secondo le stime, sarebbe stato molto più basso. L'ipotesi è che si sia creato un artificioso aumento del prezzo. Questo meccanismo avrebbe permesso alle società private di ottenere un guadagno illecito.

L'indagine mira a fare chiarezza su ogni singolo passaggio della procedura. Si vuole accertare se vi siano state responsabilità penali o amministrative. La Corte dei Conti ha il compito di verificare la corretta gestione del denaro pubblico. In questo caso, l'attenzione si concentra su un investimento di notevole entità. La trasparenza e l'economicità sono i pilastri su cui si basa l'azione amministrativa. La violazione di questi principi può portare a conseguenze significative.

La difesa di Ama: "Procedura avviata nel 2021"

Ama ha replicato alle accuse, dichiarando "piena fiducia nell’azione della magistratura contabile". L'azienda si dichiara "nella totale disponibilità ad una doverosa collaborazione". In riferimento alla procedura di acquisto del terreno di Santa Palomba, Ama ha fornito dettagli. L'azienda ha precisato che la procedura di evidenza pubblica è stata avviata nel giugno del 2021. Questo avvenne durante la precedente consiliatura. L'allora amministrazione di Ama agì in attuazione del piano industriale. Tale piano era stato approvato il 7 novembre 2020. Prevedeva la realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti.

Fin dalla proposta iniziale di vendita, presentata il 18 giugno 2021, il prezzo del terreno era di 75 euro al mq. Questo prezzo non ha mai subito variazioni da allora. Successivamente, la nuova amministrazione comunale ha deciso di dotare Roma di un termovalorizzatore. Nel 2022, il management di Ama ha scelto di proseguire con la procedura già avviata. La scelta è motivata da diversi fattori. Il terreno di Santa Palomba possiede le caratteristiche necessarie. Queste includono la compatibilità con la tipologia di impianto. L'area si trova all'interno di una zona industriale. Questo è in linea con il piano nazionale rifiuti. La posizione è strategica, vicina a un'importante infrastruttura ferroviaria.

Inoltre, l'utilizzo della procedura già esistente garantiva una maggiore rapidità nei tempi di realizzazione. La procedura è stata quindi completata. Questo è avvenuto sulla base del prezzo originario di vendita. È stata eseguita una verifica di congruità del prezzo. Tale verifica è stata effettuata dalla società Intellera. Quest'ultima è stata individuata tramite una regolare procedura Consip. Ama si dichiara "pienamente fiduciosa di poter dimostrare la bontà della scelta del sito". L'azienda è convinta di poter provare "la piena regolarità della procedura seguita".

La difesa di Ama si concentra sulla cronologia degli eventi. Sottolinea come la procedura fosse già in corso prima dell'attuale amministrazione. Evidenzia la congruità del prezzo e la scelta strategica del sito. La società intende dimostrare la correttezza del proprio operato. La collaborazione con la magistratura contabile è totale. L'obiettivo è chiarire ogni dubbio e fornire tutti gli elementi necessari per una corretta valutazione dei fatti.

Le dichiarazioni di Raggi e Canale

Virginia Raggi e Carla Canale hanno commentato la notizia. Hanno espresso soddisfazione per l'intervento della Procura della Corte dei Conti. Hanno definito "finalmente" la chiamata in causa dei 14 presunti responsabili. Hanno sottolineato che "tante cose non tornano". Tra queste, citano l'improvvisa modifica delle mappe catastali. Queste mappe riportavano vincoli sull'area. Hanno ricordato che, nella scorsa consiliatura, Ama aveva pubblicato un avviso. L'obiettivo era reperire terreni per un TMB (Trattamento Meccanico Biologico). Questo impianto avrebbe dovuto sostituire quello di Rocca Cencia. Tuttavia, l'unica proposta pervenuta, quella di Santa Palomba, non poté proseguire.

La nota di Raggi e Canale prosegue spiegando i motivi. Nel luglio 2021, la Città Metropolitana aveva dichiarato l'area "non idonea". Questo giudizio si basava sia sulle caratteristiche del bando che su fattori esterni. Tra questi, il PTPR (Piano Territoriale Paesaggistico Regionale) approvato e il Piano Rifiuti della Regione Lazio. Anche il Comune di Pomezia aveva espresso parere negativo. Non era favorevole a nuove installazioni di industrie insalubri. La ASL, con una nota di marzo 2021, aveva sollevato perplessità. Queste erano dovute alla presenza di numerosi impianti di trattamento rifiuti nei territori di Pomezia e Ardea.

Inoltre, dalle mappe catastali emergeva l'esistenza di "fattori escludenti di tutela integrale". Questi riguardavano sia aspetti paesaggistici che idrogeologici. Pertanto, le dichiarazioni di Ama sarebbero "contrarie al vero". L'affermazione che le procedure per l'acquisto del terreno per il termovalorizzatore siano state avviate dalla precedente consiliatura è contestata. Raggi e Canale ritengono che la Procura della Corte dei Conti approfondirà "per quale motivo una procedura che aveva dato sostanzialmente esito negativo, all'improvviso è stata riavviata".

Hanno aggiunto che "ne è stato cambiato l'oggetto e tutti i vincoli sono stati trasformati da 'escludenti' in meri avvertimenti". Le due esponenti politiche concludono affermando che "quello che emerge in modo sempre più chiaro è che questa procedura sta facendo acqua da tutte le parti". Esprimono l'auspicio che "presto, nonostante i poteri quasi illimitati conferiti al Sindaco/Commissario dei Rifiuti, qualcuno si ricordi che le norme di legge vanno rispettate sempre". Sottolineano l'importanza di rispettare le leggi "soprattutto se sono a tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente".

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