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Un evento a Roma esplora il ritrovamento della Basilica di Vitruvio e le sue implicazioni per il patrimonio culturale digitale. L'intelligenza artificiale si rivela uno strumento chiave per la ricerca e la divulgazione.

La basilica di Vitruvio rivive grazie alla tecnologia

Come possiamo preservare la memoria storica attraverso l'innovazione digitale? Come è stato possibile rintracciare un tesoro architettonico perduto da secoli? Il percorso che ha portato alla scoperta dei resti della Basilica di Vitruvio a Fano sarà al centro di un evento speciale. L'appuntamento si terrà mercoledì 29 aprile presso la sede del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) a Roma.

L'incontro, intitolato "Dalla basilica di Vitruvio alle sfide del digitale", si svolgerà in Via XX Settembre. L'evento è ospitato da Open Space 2026, uno spazio di comunicazione del CNI. Questo hub mira a connettere la scienza ingegneristica con temi attuali di cultura e innovazione.

Vitruvio e la sua basilica: un mistero millenario

Nel suo trattato "De Architectura", Marco Vitruvio Pollione descrive la sua Basilica. Questo edificio era l'unico da lui progettato e costruito personalmente. Vitruvio stesso la definì un'opera di "grande dignità e bellezza". Nonostante secoli di studi e tentativi di ricostruzione grafica, i resti di questa struttura sono rimasti introvabili.

La Basilica, risalente al I secolo a.C. durante l'epoca augustea, era destinata all'amministrazione della giustizia. La sua esatta ubicazione nel sottosuolo di Fano ha rappresentato un enigma per archeologi e storici per lungo tempo.

La scoperta grazie a studi decennali e IA

Il recupero di quest'opera fondamentale è avvenuto grazie all'intervento della Soprintendenza. Questo successo è stato possibile anche grazie a trent'anni di ricerche dedicate. Gli studi sono stati condotti da Paolo Clini, docente presso l'Università Politecnica delle Marche. Il professore è anche co-fondatore del Centro Studi Vitruviani.

Clini ha guidato ricerche instancabili, rifiutandosi di considerare l'ipotesi di ritrovare i resti come fantasiosa. Ha contribuito significativamente alla fondazione del primo laboratorio italiano di IA per i Beni Culturali. Questo centro si occupa di patrimonio storico-artistico, archeologico e architettonico.

L'intreccio tra archeologia e intelligenza artificiale

Per la prima volta, una delle più importanti scoperte archeologiche recenti verrà presentata da una prospettiva innovativa. L'evento permetterà di esplorare l'integrazione tra algoritmi avanzati e la narrazione del passato. La guida sarà uno dei massimi esperti internazionali di Digital Cultural Heritage. Il professor Clini sarà protagonista della serata, affiancato da Alberto Romagnoli, delegato alla Comunicazione del CNI.

Questa sinergia promette di offrire una nuova chiave di lettura per la comprensione del patrimonio culturale. L'approccio unisce rigore scientifico e capacità divulgativa.

L'IA come strumento di democratizzazione culturale

Il professor Clini sottolinea il ruolo cruciale dell'intelligenza artificiale nella ricerca moderna. "L'intelligenza artificiale ci aiuta ad analizzare grandi quantità di dati", spiega. Permette di riconoscere relazioni complesse e di creare strumenti di mediazione culturale più efficaci. L'IA può sviluppare avatar e chatbot.

Può anche creare ambienti intelligenti che guidano diversi tipi di pubblico nella conoscenza del patrimonio. In questo senso, l'IA può diventare uno strumento di democratizzazione. Rende il patrimonio più accessibile, comprensibile e vicino alla vita delle persone. L'evento di Roma mira a dimostrare concretamente queste potenzialità.

Domande frequenti sulla Basilica di Vitruvio e il digitale

Cosa rende la Basilica di Vitruvio così importante per l'archeologia?
La Basilica di Vitruvio è considerata un tesoro perduto dell'architettura romana antica. La sua descrizione nel trattato di Vitruvio la rende un unicum. La sua scoperta, dopo secoli di ricerche, rappresenta un traguardo significativo per la comprensione dell'architettura e dell'urbanistica dell'epoca.

In che modo l'intelligenza artificiale può aiutare la scoperta e la valorizzazione dei beni culturali?
L'intelligenza artificiale può analizzare enormi quantità di dati archeologici e storici. Aiuta a identificare pattern, a ricostruire virtualmente siti o manufatti danneggiati e a creare esperienze immersive per il pubblico. Inoltre, può rendere il patrimonio più accessibile attraverso strumenti digitali interattivi.