Le comunità straniere di Roma, in assenza di consiglieri aggiunti dal 2013, annunciano una vertenza legale contro il sindaco Gualtieri. L'obiettivo è ottenere l'elezione dei rappresentanti, come previsto dallo statuto.
Assenza di consiglieri stranieri a Roma
La figura del consigliere aggiunto, introdotta nel 2004, è rimasta vacante per oltre un decennio. Questi rappresentanti, senza diritto di voto, erano stati pensati per dare voce alle comunità extra-comunitarie. L'ultimo gruppo di consiglieri è decaduto nel dicembre 2013. Da allora, nonostante le promesse e le mozioni, la loro sostituzione non è mai avvenuta. Le associazioni e i gruppi di cittadini stranieri ora chiedono al sindaco Roberto Gualtieri di rispettare lo statuto comunale.
La loro richiesta è chiara: indire nuove elezioni per nominare i consiglieri stranieri. Se il primo cittadino non agirà in tal senso, è pronta una diffida formale. Le comunità non escludono di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per far valere i propri diritti. La situazione attuale rappresenta una palese violazione delle norme statutarie che prevedono tale figura di rappresentanza.
Il dibattito sulla necessità di una maggiore inclusione delle minoranze all'interno delle istituzioni locali è sempre più acceso. Molti ritengono che l'assenza di questi consiglieri privi di voce le comunità straniere di un canale ufficiale di dialogo con l'amministrazione capitolina. Questo vuoto istituzionale rischia di creare un senso di esclusione e marginalizzazione.
Storia della figura del consigliere aggiunto
La figura del consigliere aggiunto per le comunità extra-comunitarie fu istituita per la prima volta nel 2004, durante la sindacatura di Walter Veltroni. Inizialmente, quattro consiglieri furono nominati per rappresentare gli interessi delle diverse comunità presenti nella capitale. La loro carica durò fino al 2007, quando nuove consultazioni portarono alla nomina di altri quattro rappresentanti.
Anche con il cambio di amministrazione, che vide l'elezione di Gianni Alemanno nel 2008, la figura del consigliere aggiunto venne mantenuta. Questi rappresentanti rimasero in carica fino alla fine del 2013. L'allora sindaco Ignazio Marino, il cui mandato fu interrotto dopo soli due anni, non ebbe il tempo di avviare le procedure per nuove nomine. Successivamente, con l'amministrazione guidata da Virginia Raggi (Movimento Cinque Stelle), la questione dei consiglieri stranieri cadde nel dimenticatoio.
La mancanza di un processo elettorale trasparente e tempestivo ha creato un precedente negativo. Le comunità si sentono ignorate e prive di un riconoscimento formale. La storia di questa figura istituzionale è segnata da interruzioni e promesse non mantenute, alimentando la frustrazione dei cittadini stranieri residenti a Roma.
Le promesse non mantenute e l'iniziativa attuale
Nel 2022, sembrava che la situazione potesse sbloccarsi. Il consigliere capitolino Paolo Ciani (Demos) presentò una mozione, poi approvata in aula, che sollecitava la giunta Gualtieri a rispettare lo Statuto. Tuttavia, da quella mozione non sono seguiti sviluppi concreti. A febbraio dello stesso anno, durante un incontro tra la presidente dell'assemblea capitolina, Svetlana Celli, e il consigliere comunale di Prato, Wong Marco, era stata annunciata l'imminenza di nuove elezioni. Anche in quel caso, le promesse sono rimaste lettera morta.
Di fronte a questo stallo, le comunità straniere, insieme ad associazioni come “MuRo 2027” (Musulmani per Roma), hanno deciso di passare all'azione. Hanno organizzato una conferenza che si terrà il 28 marzo presso l'anfiteatro della parrocchia San Leone I, nel quartiere Pigneto. L'evento mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di ripristinare la figura del consigliere aggiunto.
Tra i partecipanti all'incontro ci saranno rappresentanti di associazioni come lo Sportello Migranti 49 di Ponte Lungo, Italiani Senza Cittadinanza e il Cred (centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia). Sarà presente anche Romulo Sabio Salvador, uno degli ultimi consiglieri stranieri eletti durante la giunta Veltroni. L'avvocato Giuseppe Libutti interverrà per fornire consulenza legale sulle possibili azioni da intraprendere.
La vertenza legale contro il Campidoglio
Francesco Tieri, portavoce di “MuRo 2027”, sottolinea l'importanza di questo momento per le comunità straniere di Roma. «Quello del consigliere aggiunto è per noi un tema centrale», afferma Tieri. «Chiediamo al sindaco Gualtieri di rispettare il regolamento, indice subito le elezioni». La piattaforma associativa, lanciata sin dalla fondazione dell'organizzazione, pone questo tema come prioritario. L'iniziativa al Pigneto è vista come un punto di partenza per avviare una vera e propria vertenza legale contro il Campidoglio.
Tieri evidenzia come questo sia il momento opportuno per affrontare la questione, soprattutto in un contesto politico in cui si discute di temi legati alla migrazione e all'integrazione. «La sinistra ha un'occasione per rispondere concretamente», aggiunge. Durante l'evento del 28 marzo, verranno raccolte le adesioni di associazioni, enti e privati cittadini per inviare una diffida ufficiale al Comune di Roma. Questa diffida sarà il primo passo formale per richiedere l'attivazione delle procedure elettorali.
Se non ci saranno riscontri positivi da parte dell'amministrazione comunale, le comunità straniere sono pronte a portare il caso davanti al TAR. «Decideremo i modi e i tempi migliori per ricorrere al TAR», conclude Tieri, mostrando la determinazione delle comunità nel voler ottenere un proprio rappresentante all'interno delle istituzioni romane. La battaglia per la rappresentanza è appena iniziata.