Una banda di cinque malviventi ha messo a segno un ingente furto in una gioielleria di via Sistina a Roma. I ladri, dopo aver forzato la saracinesca, sono fuggiti a bordo di un'Audi con preziosi e argenteria. Le forze dell'ordine stanno indagando per identificare i responsabili.
Colpo nella notte in via Sistina
Un audace furto ha scosso il centro di Roma nelle prime ore del 30 marzo. Cinque malviventi hanno preso di mira la nota gioielleria Peroso, situata in via Sistina. L'azione è avvenuta intorno alle 2:40 del mattino.
I criminali hanno utilizzato attrezzi da scasso, tra cui picconi e frullini, per superare la saracinesca dell'esercizio commerciale. Una volta all'interno, hanno asportato gioielli e oggetti in argenteria esposti nelle vetrine. La cassaforte principale, tuttavia, non è stata manomessa.
Dopo aver completato il loro operato, i banditi sono fuggiti rapidamente a bordo di un'automobile di marca Audi. Le forze dell'ordine sono state allertate e hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili di questo ingente furto.
Tentativo fallito in via Emanuele Filiberto
Nelle stesse ore, poco dopo il colpo in via Sistina, un altro tentativo di furto è stato segnalato in via Emanuele Filiberto. Ignoti hanno preso di mira un'altra gioielleria nella zona.
Tuttavia, secondo le informazioni raccolte, questo secondo piano non è andato a buon fine. I malviventi non sono riusciti a penetrare nell'esercizio commerciale, forse a causa di sistemi di sicurezza più efficaci o per l'intervento tempestivo delle forze dell'ordine.
Gli investigatori stanno valutando la possibilità che la stessa banda possa essere responsabile di entrambi gli episodi. Il modus operandi sembra presentare delle similitudini, ma sono in corso accertamenti per confermare questa ipotesi.
Le preoccupazioni dei commercianti
Il titolare della gioielleria Peroso ha espresso profonda preoccupazione per l'accaduto. «Ancora il valore del bottino non è stato quantificato», ha dichiarato ai giornalisti, aggiungendo: «Noi non ci sentiamo tutelati. Siamo fragili davanti a episodi del genere. Siamo persone che lavorano onestamente. E poi dobbiamo fare i conti con queste vicende, che per noi rappresentano un danno».
Queste parole riflettono la crescente insicurezza percepita da molti commercianti, soprattutto nel settore dei preziosi. La paura di subire furti e rapine è un peso costante per chi investe e lavora onestamente.
Si è appreso che il titolare della gioielleria Peroso ha un cugino che gestisce un'altra attività nella zona di Porta Pia. Quest'ultimo ha subito ben due furti in soli due mesi. Il primo è avvenuto il 17 marzo, con una dinamica simile: saracinesca scardinata e porta blindata forzata con mazze. In quell'occasione, i ladri fuggirono a bordo di due auto.
A gennaio, invece, un furto con modalità quasi identiche aveva colpito la stessa gioielleria. Il titolare, Alfredo Paolo Peroso, aveva commentato: «Per me ogni singolo episodio è un fardello, in un momento particolarmente difficile per il lavoro. Noi andiamo avanti per il rapporto che negli anni si è creato con la clientela fidelizzata. Adesso siamo qui a fare la conta dei danni e dei costi».
Indagini in corso
Le forze dell'ordine stanno lavorando intensamente per raccogliere elementi utili alle indagini. Si analizzano le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e si cercano testimonianze che possano fornire indizi sulla banda dell'Audi. L'obiettivo è assicurare i responsabili alla giustizia e prevenire futuri colpi.
Si ipotizza che i ladri possano aver utilizzato attrezzature rubate per compiere i loro raid, come suggerito da recenti episodi che hanno visto nel mirino dei malviventi anche caserme dei vigili del fuoco, da cui sarebbero state sottratte attrezzature.