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Il Comune di Roma promuove il cohousing come soluzione innovativa per contrastare la solitudine tra gli anziani. Il sindaco Gualtieri sottolinea la necessità di un cambio di paradigma e di un investimento strategico per migliorare la qualità della vita.

Festival del cohousing a Roma: un nuovo modello abitativo

Si è svolto all'Auditorium Parco della Musica il primo festival dedicato al cohousing. L'evento ha riunito professionisti, politici e rappresentanti del terzo settore. L'obiettivo era discutere nuove forme di abitare. Questo appuntamento segna l'inizio di un percorso itinerante. Le iniziative toccheranno tutti i municipi fino al 13 giugno. Il progetto gode del sostegno dei fondi Pnrr e del ministero del Lavoro. L'assessora Barbara Funari ha promosso l'evento. La sua organizzazione è stata curata da Doc Servizi. Hanno collaborato Auser Lazio, Cooperativa Risvolti e Cooperativa Prassi e Ricerca.

Gualtieri: "Un cambio di paradigma per la città"

Il sindaco Roberto Gualtieri ha aperto i lavori. Ha definito il cohousing una «straordinaria e bellissima opportunità». Ha sottolineato la necessità di un «cambio di paradigma». Non basta fare «un po' di più di quello che si faceva prima». Serve un modello diverso di concepire la città. Il primo cittadino ha evidenziato il problema degli anziani soli. A Roma vivono circa 250mila persone anziane in questa condizione. Il numero di progetti di cohousing, pur in crescita, è ancora insufficiente. Gualtieri ha affermato: «Arrivare a 100, 200, 300 progetti di co-housing è ancora una goccia nel mare». È necessario «fare un salto di qualità».

L'investimento nel cohousing ha anche una valenza economica. Gualtieri ha spiegato che questa scelta fa «risparmiare lo Stato». Riduce infatti l'esigenza di cure più dispendiose. Il modello è visto come un'opportunità per migliorare la qualità della vita. Beneficeranno non solo i partecipanti. Migliorerà la vita dell'intera città. Un esempio concreto di cohousing è nato a Tor Sapienza. Il progetto è frutto di un patto tra Finalmente Casa, Del Vecchio e Sant'Egidio.

Assessora Funari: "Dare voce a una necessità profonda"

L'assessora alle Politiche sociali e della salute, Barbara Funari, ha preso la parola. Ha sottolineato l'importanza di dare voce a una «necessità profonda». Bisogna ripensare l'abitare con l'allungamento della vita. In Italia, quasi 10 milioni di persone vivono da sole. Il fenomeno della solitudine colpisce anche la fascia d'età tra i 45 e i 64 anni. Un dato allarmante riguarda gli anziani over 75. Quasi 2 milioni si sentono soli. Uno su cinque non ha nessuno con cui confidarsi. L'assessora ha ricordato le iniziative del Campidoglio. Sono stati avviati nuovi cohousing e case-alloggio. Qui le persone vivono in un «contesto familiare, condiviso e protetto».

Il cohousing non è solo un tetto. È una scelta di innovazione sociale e culturale. Funari ha concluso: «Ogni innovazione per crescere necessita di un cambiamento». Questo cambiamento deve coinvolgere cittadini e istituzioni. Fondamentale è la collaborazione con il Terzo Settore. Anche le associazioni di volontariato e i comitati di quartiere sono attori chiave. La cittadinanza attiva territoriale è essenziale per il successo di questi progetti.

Il cohousing come risposta alla solitudine e all'invecchiamento

Il tema della solitudine tra gli anziani è una criticità crescente nelle grandi città. Roma, con i suoi 250mila anziani soli, affronta una sfida significativa. Il cohousing si propone come una soluzione abitativa innovativa. Offre un modello di vita comunitaria. Permette agli anziani di mantenere la propria autonomia. Allo stesso tempo, garantisce supporto e socializzazione. Questo contrasta l'isolamento e migliora il benessere psicofisico. L'iniziativa del Campidoglio, finanziata con fondi Pnrr, mira a strutturare una rete di cohousing. L'obiettivo è creare comunità più resilienti e inclusive.

L'assessora Funari ha evidenziato come il cohousing sia una risposta concreta. Risponde all'allungamento della vita e alla crescente percentuale di single. Il dato di quasi 10 milioni di italiani che vivono da soli è significativo. La percezione della solitudine, specialmente tra gli anziani, è un campanello d'allarme. La creazione di spazi abitativi condivisi e protetti è cruciale. Questi spazi favoriscono l'interazione sociale. Riducono il senso di abbandono. L'esperienza di un cohousing per anziani è già stata inaugurata a Roma. È stato realizzato all'interno di un immobile confiscato alla criminalità. Questo dimostra la versatilità e l'impatto sociale del modello.

Il sindaco Gualtieri ha ribadito la visione strategica del cohousing. Non è solo un intervento sociale. È anche un investimento economico. La prevenzione dell'isolamento e il supporto alla comunità possono ridurre i costi sanitari. La necessità di assistenza a lungo termine diminuisce. Il cohousing promuove uno stile di vita attivo. Stimola la partecipazione sociale. Contribuisce a mantenere gli anziani più sani e autonomi più a lungo. Questo si traduce in un risparmio per il sistema sanitario nazionale. La collaborazione tra pubblico e privato sociale è fondamentale. Il successo di questi progetti dipende dalla capacità di creare sinergie. Coinvolgere attivamente i cittadini è la chiave. Le istituzioni devono supportare e facilitare queste iniziative. Il festival è un passo importante. Promuove la conoscenza e la diffusione di questo modello abitativo. Mira a costruire una città più attenta alle esigenze di tutti i suoi cittadini.