Il centrodestra romano ha presentato una mozione per ottenere una proroga dei termini per la presentazione delle domande relative ai dehors. La scadenza è già passata, con oltre 2.700 istanze ricevute dal Comune.
Nuovo regolamento dehors a Roma
Il Comune di Roma ha introdotto un nuovo regolamento per disciplinare l'occupazione del suolo pubblico. Questa normativa mira a superare le disposizioni emergenziali legate al Covid-19. L'obiettivo è riordinare la presenza di tavoli e sedie negli spazi pubblici, specialmente nel centro storico. Una novità importante riguarda il calcolo dell'occupazione di suolo pubblico (OSP). Non si basa più sulla larghezza della facciata del locale. Ora si considera la superficie interna totale dell'esercizio commerciale. Questo include anche gli spazi dedicati a cucine e servizi igienici. La città è stata suddivisa in tre macro-aree principali. Queste sono ulteriormente articolate in sottocategorie specifiche. L'area più protetta è quella del sito UNESCO. Comprende il tessuto del CAM, i Fori Romani e i Colli. Si estende fino al Tevere, al Circo Massimo e alle Terme di Caracalla. A queste si aggiungono le zone urbane T1 (centro storico medievale), T2 (espansione rinascimentale) e T3 (aree sviluppate tra Ottocento e Novecento entro le Mura Aureliane). In tutte queste zone, la superficie consentita per i dehors dipende dagli spazi interni dei locali.
Centrodestra chiede più tempo per i dehors
Gli esercenti romani avevano inizialmente tempo fino al 31 dicembre 2025 per conformarsi alle nuove regole. Il Campidoglio aveva successivamente concesso una proroga di tre mesi. Il centrodestra ritiene questo lasso di tempo insufficiente. Per questo motivo, è stata presentata una mozione. Questa sarà discussa nell'assemblea Capitolina. La mozione chiede un'ulteriore proroga di 15 giorni. Richiede anche la sospensione delle sanzioni per gli esercenti che non rispettano i limiti. La richiesta nasce da presunti problemi di accesso al portale telematico per presentare le domande. Si vuole anche sostenere le aziende in difficoltà economica. «A fronte dell'importanza di tale atto, confidiamo di poter procedere alla sua illustrazione nella seduta di giovedì, a tutela di tutti quegli operatori economici che rischiano di essere esclusi a causa di responsabilità non proprie», hanno dichiarato i rappresentanti di Forza Italia. «Sulla vicenda del nuovo regolamento per le occupazioni di suolo pubblico e per la scadenza di presentazione delle domande non possiamo che condividere e rilanciare l’allarme lanciato dalle categorie», ha affermato il consigliere di FdI Mariacristina Masi. «Procedure poco chiare, comunicazioni inefficaci da parte dei municipi, sistemi informatici non funzionanti e indicazioni contraddittorie hanno messo in enorme difficoltà gli esercenti», ha aggiunto Masi.
Scadenza e numero domande presentate
Il Comune di Roma ha deciso di procedere senza ulteriori slittamenti. La mezzanotte del 31 marzo ha segnato la chiusura definitiva dei termini per la presentazione delle domande. Secondo le informazioni fornite dall'assessorato alle Attività Produttive, sono state complessivamente presentate 2.747 istanze. Di queste, 457 sono arrivate solo il 31 marzo, rappresentando il 17% del totale. Il Municipio I ha registrato il maggior numero di richieste, con 1.263 domande. In base alle norme transitorie, la situazione ora è chiara. Gli esercenti che hanno inoltrato la domanda possono continuare a occupare il suolo pubblico in attesa dell'esito dell'istruttoria. Per coloro che non hanno presentato istanza, il titolo di occupazione è decaduto. L'assessora Monica Lucarelli ha annunciato una riunione con i presidenti e i direttori dei municipi. L'incontro, previsto dopo Pasqua, servirà a definire modalità di istruttoria e procedure di controllo coordinate. «Voglio ringraziare le associazioni di categoria per il confronto costante, così come gli uffici del dipartimento, i municipi e la polizia locale per il lavoro svolto in questi mesi», ha dichiarato Lucarelli. «Stiamo inoltre verificando le modalità per inviare un avviso formale a chi non ha presentato domanda, invitandolo a regolarizzare la propria posizione nel più breve tempo possibile», ha concluso l'assessora.
La replica dell'assessore Alemanni
Andrea Alemanni, presidente della commissione Attività Produttive, ha replicato con fermezza. «Dobbiamo essere seri, era un impegno reciproco che ci siamo presi al tavolo con le associazioni di categoria a novembre 2025», ha spiegato a RomaToday. «La scadenza per adeguare le OSP era il 31 dicembre 2025 e le associazioni ci chiesero una proroga a pochi giorni dalla scadenza. In quella sede decidemmo congiuntamente di concederla e di arrivare fino al 31 marzo 2026, peraltro con un atto di assemblea capitolina, ma che non ci sarebbero state ulteriori proroghe. I patti si fanno in due, e si rispettano», ha sottolineato Alemanni. La sua dichiarazione evidenzia un accordo pregresso con le associazioni di categoria. Questo accordo prevedeva la scadenza del 31 marzo senza ulteriori slittamenti. La posizione dell'amministrazione comunale è quindi quella di rispettare gli impegni presi.