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Il Comune di Roma affronta una situazione complessa riguardo al bando per nuove licenze taxi. Problemi legali con il TAR, ristori non erogati ai tassisti attuali e l'ipotesi di ulteriori licenze creano incertezza.

Caos giudiziario sul bando taxi

La gestione delle nuove licenze taxi a Roma appare in una fase di stallo. Un nuovo ricorso al TAR del Lazio potrebbe complicare ulteriormente la situazione. Nel frattempo, i tassisti già operativi attendono i compensi promessi dall'amministrazione capitolina. Si ipotizza l'assegnazione di ulteriori 41 licenze, una prospettiva che preoccupa i sindacati.

La vicenda affonda le radici nel dicembre 2025. Il TAR del Lazio accolse un ricorso presentato da 70 aspiranti tassisti. La loro azione legale contestava decisioni del Comune di Roma relative al concorso per mille nuove licenze. Una delibera fondamentale, che approvava le graduatorie definitive, fu dichiarata parzialmente nulla.

Il nodo centrale della controversia riguardava la cosiddetta “opzione 3”. Questa scelta era stata prevista per coloro che desideravano concorrere sia per licenze ordinarie sia per quelle destinate al trasporto di persone con disabilità. Dopo la pubblicazione delle graduatorie, i candidati che avevano selezionato questa opzione si ritrovarono in fondo alla lista. La loro posizione era indipendente dal punteggio ottenuto durante le prove d'esame. Successivamente, vennero inseriti come riserve nelle graduatorie per il trasporto disabili.

Il Comune di Roma aveva sostenuto che i candidati con la terza opzione avrebbero dovuto coprire solo eventuali posti rimasti vacanti. Tuttavia, i ricorrenti al TAR hanno contestato questa interpretazione. Essi ritenevano di avere pari opportunità rispetto agli altri partecipanti al concorso. Il TAR ha dato loro ragione, stabilendo che le graduatorie dovevano basarsi esclusivamente sui punteggi. Non erano ammesse penalizzazioni per chi aveva scelto entrambe le opzioni di licenza.

Licenze in bilico e ricorsi al TAR

La sentenza del TAR ha messo il Comune di Roma in una posizione difficile. La decisione è arrivata in un momento in cui quasi tutte le mille licenze previste erano già state assegnate. I ricorrenti, forti del pronunciamento del tribunale amministrativo, ritengono che ora spetti ai vincitori del concorso scegliere il tipo di licenza. Non all'amministrazione comunale decidere autonomamente.

Il Comune, invece, sostiene di avere la facoltà di assegnare arbitrariamente le licenze per disabili ai ricorrenti. In caso di rifiuto, minaccia l'esclusione dalle graduatorie. Questa posizione crea ulteriore incertezza per chi sperava di ottenere una licenza.

Per cercare di risolvere la situazione senza revocare licenze già assegnate, il Comune ha proposto un aumento del contingente. Si parla di circa 40-50 licenze aggiuntive. Questa ipotesi è stata contestata dai sindacati dei tassisti. Esiste il concreto rischio che il TAR imponga la revoca delle licenze a coloro che avevano ottenuto un punteggio inferiore rispetto ai ricorrenti della terza opzione. Si tratta di un vero e proprio pasticcio amministrativo e legale.

La situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente. I ricorrenti stanno valutando la richiesta di un giudizio di ottemperanza al TAR. Questo potrebbe portare alla nomina di un commissario esterno. Il suo compito sarebbe garantire l'esecuzione della decisione giudiziaria a loro favore. Tale eventualità potrebbe comportare l'esclusione dalla graduatoria di tassisti che già operano. Questo scenario aprirebbe la porta a nuovi contenziosi legali.

Sindacati contro nuove licenze

Durante l'ultima seduta della commissione consultiva taxi, il Comune di Roma ha manifestato l'intenzione di rilasciare 41 nuove licenze. Queste sarebbero destinate specificamente al trasporto di persone con disabilità. L'ipotesi è stata respinta unanimemente da tutti i sindacati presenti all'incontro. I rappresentanti dei lavoratori temono un aumento della concorrenza.

Secondo i sindacati, la domanda di servizi taxi è in calo. Il lavoro per i tassisti già in attività è diminuito. L'introduzione di nuove licenze, sostengono, causerebbe solo danni economici ai lavoratori. Le organizzazioni sindacali hanno quindi invitato chiaramente il Comune a non procedere con lo scorrimento delle graduatorie esistenti.

La preoccupazione dei sindacati è legata anche all'impatto sul mercato del lavoro. Un numero eccessivo di licenze potrebbe portare a una riduzione dei guadagni per ogni singolo tassista. Questo scenario è particolarmente temuto in un periodo di incertezza economica generale. La richiesta è quella di una maggiore stabilità per la categoria.

Ristori attesi e mancati

Un altro aspetto che sta generando forte malcontento tra i tassisti riguarda i ristori promessi. Questi compensi erano destinati alle auto bianche già in servizio prima dell'indizione del bando. Il bando, che si trascina dall'agosto 2024, prevede che l'80% degli incassi derivanti dal pagamento delle nuove licenze venga ripartito tra i tassisti operativi. L'obiettivo è compensare l'aumento della concorrenza.

Le cifre in gioco sono significative. Per le licenze ordinarie, il costo è di 75.500 euro, mentre per quelle per il trasporto disabili si parla di 58.500 euro. I tassisti speravano di ricevere questi fondi entro Natale 2025, ma sono ancora in attesa. Il Campidoglio ha legato l'erogazione dei ristori alla chiusura definitiva della questione relativa alla terza opzione del bando.

Finché la controversia legale non sarà risolta, il Comune non procederà con i bonifici. Si stima che ogni tassista dovrebbe ricevere circa 7.000 euro. Questo ritardo sta creando notevoli difficoltà finanziarie per molti operatori del settore. La mancanza di chiarezza sulla situazione generale del bando taxi rende impossibile per l'amministrazione procedere con questi pagamenti.

La situazione attuale a Roma evidenzia le difficoltà nel gestire un settore complesso come quello dei taxi. Le decisioni amministrative si scontrano con le normative vigenti e le sentenze dei tribunali. La mancanza di una strategia chiara e condivisa rischia di prolungare il caos e danneggiare sia i nuovi aspiranti tassisti sia quelli già in attività.

Il futuro del bando taxi a Roma rimane incerto. Le prossime decisioni del TAR e le mosse del Comune determineranno se si riuscirà a uscire da questa impasse. Nel frattempo, i tassisti attendono risposte concrete e i ristori promessi. La speranza è che si possa trovare una soluzione equa per tutte le parti coinvolte, garantendo un servizio efficiente per la città.