Condividi

Residenti di un palazzo a Casal Bruciato sono bloccati in casa da quasi due settimane a causa di un ascensore guasto. Anziani e persone con difficoltà motorie affrontano gravi disagi quotidiani, con richieste di intervento ancora inascoltate.

Ascensore fuori uso da quasi due settimane

Una situazione di profondo disagio attanaglia gli abitanti di via Silvio Negro 14, nel quartiere Casal Bruciato a Roma. La scala C di un edificio popolare, di proprietà Enasarco e gestito da Ater, è priva di ascensore funzionante da circa 14 giorni. L'impianto di sollevamento ha cessato di operare il 17 marzo, lasciando isolati numerosi residenti.

La manutenzione straordinaria dello stabile ricade sotto la responsabilità della fondazione proprietaria, Enasarco. Nonostante le molteplici segnalazioni, la problematica non ha ancora trovato una soluzione definitiva. Le richieste di intervento da parte degli inquilini sembrano essere cadute nel vuoto, esacerbando la frustrazione della comunità.

Disagi per anziani e persone con mobilità ridotta

L'assenza dell'ascensore si traduce in un vero e proprio calvario per gli occupanti del palazzo, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione. Persone anziane e individui con problemi di deambulazione si trovano in una condizione di quasi isolamento forzato. La difficoltà nel percorrere i sette piani dell'edificio rende ogni spostamento, anche il più basilare, un'impresa ardua.

Un esempio emblematico è quello di un residente, Paolo, che ha condiviso con la stampa locale la sua preoccupazione. Ha dovuto assistere il cognato, affetto da diabete e costretto a usare un tutore per una lesione al tendine d'Achille, nel discendere dal penultimo piano per raggiungere una visita medica. Un'altra anziana è stata vista fermarsi a riposare su ogni pianerottolo, aiutata da altri condomini per riuscire a rientrare nella propria abitazione.

Questi episodi evidenziano la gravità della situazione, dove la semplice necessità di muoversi diventa un ostacolo insormontabile. La solidarietà tra vicini si manifesta come unico palliativo, ma non risolve la causa primaria del problema.

Appelli inascoltati e responsabilità

Gli inquilini hanno documentato le loro lamentele attraverso numerose telefonate e email indirizzate all'Ater. Tuttavia, l'ente di edilizia residenziale pubblica ha chiarito che la responsabilità della manutenzione straordinaria spetta al proprietario dell'immobile, ovvero Enasarco. La fondazione è stata informata della situazione critica che affligge i residenti di Casal Bruciato.

La gestione degli edifici popolari spesso presenta complessità legate alla divisione delle competenze tra enti proprietari e gestori. In questo caso, la proprietà Enasarco e la gestione Ater creano un quadro in cui la risoluzione dei problemi di manutenzione straordinaria può subire rallentamenti.

La situazione a via Silvio Negro 14 solleva interrogativi sulla tempestività degli interventi e sulla tutela dei diritti dei residenti, specialmente quelli più fragili. La promessa di una soluzione, forse dopo lunedì, lascia ancora nell'incertezza le 30 famiglie coinvolte, che chiedono un ripristino rapido e definitivo dell'agibilità del loro condominio.

Contesto territoriale e normativo

Il quartiere Casal Bruciato, situato nella periferia est di Roma, ospita diverse aree di edilizia popolare. La gestione di questi complessi immobiliari, spesso di proprietà di enti previdenziali come Enasarco o gestiti da enti pubblici come l'Ater, è un tema ricorrente nelle cronache locali. La normativa italiana in materia di locazione e manutenzione degli immobili prevede obblighi precisi per i proprietari riguardo alla conservazione degli edifici in stato di agibilità e sicurezza.

L'articolo 1576 del Codice Civile, ad esempio, stabilisce che il locatore è tenuto a mantenere la cosa locata in stato da servire all'uso convenuto. Questo include la manutenzione degli impianti essenziali come l'ascensore. In caso di inadempimento, gli inquilini possono avere diritto a richiedere la riduzione del canone o la risoluzione del contratto, oltre al risarcimento dei danni.

La vicenda di via Silvio Negro evidenzia una possibile lacuna nell'applicazione di tali principi, con conseguenze dirette sulla qualità della vita dei cittadini. La lentezza nella risoluzione di problemi infrastrutturali di questa natura può avere ripercussioni significative sulla salute e sul benessere degli abitanti, specialmente in contesti dove la fragilità sociale è già presente.

La presenza di circa 338 case di proprietà Enasarco già acquistate da Roma Capitale in altre zone della città suggerisce un parco immobiliare significativo gestito da questo ente, rendendo la questione della manutenzione un tema di interesse pubblico più ampio. La speranza dei residenti è che la loro situazione possa fungere da catalizzatore per interventi più rapidi ed efficaci in futuro, garantendo a tutti il diritto a un'abitazione dignitosa e funzionale.