Condividi

L'indagine su Sigfrido Ranucci e Luca Bertazzoni, giornalisti di Report, è stata archiviata dal tribunale di Roma. La vicenda riguardava un audio trasmesso dal programma.

Indagine archiviata su giornalisti Report

Il tribunale di Roma ha chiuso l'indagine nei confronti dei giornalisti Sigfrido Ranucci e Luca Bertazzoni. Erano indagati per presunte interferenze illecite. Il procedimento era scaturito da una denuncia.

La querela era stata presentata dall'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La moglie, Federica Corsini, giornalista del Tg2, si era unita alla denuncia. Al centro della questione vi era un audio. Questo conteneva un dialogo tra i coniugi.

L'audio era stato trasmesso dalla trasmissione di Rai Tre, Report. La trasmissione lo aveva mandato in onda nel contesto della vicenda legata all'imprenditrice Maria Rosaria Boccia. La denuncia chiedeva di accertare chi avesse fornito a Report le registrazioni. Si sottolineava che queste erano state captate e consegnate in modo illecito.

Motivazioni dell'archiviazione

Nell'ordinanza di archiviazione, il giudice per le indagini preliminari, Rosa Maria De Lellis, ha espresso la sua decisione. I pubblici ministeri avevano inizialmente ipotizzato il reato di interferenza illecita. Successivamente, hanno richiesto l'archiviazione.

Il gip ha aderito alla motivazione dei pm. Ha ritenuto assorbente l'assenza dell'elemento soggettivo del reato. In sostanza, non è stato provato l'intento criminale.

La decisione di archiviazione è stata accolta con favore dal tribunale. Si è ritenuto che non vi fossero gli estremi per proseguire l'azione penale. La correttezza dell'analisi dei fatti è stata confermata.

Opposizione dei denunciati e richieste

I giornalisti denunciati si erano opposti alla richiesta di archiviazione. Avevano sollecitato ulteriori indagini. L'obiettivo era dimostrare l'elemento psicologico del presunto reato.

Tra le richieste avanzate vi era l'ascolto del Direttore dell'area approfondimenti della Rai, Paolo Corsini. Si chiedeva anche l'acquisizione di copie forensi dei supporti informatici della signora Boccia. Inoltre, era stata richiesta la videoregistrazione di una seduta della Commissione di Vigilanza Rai in Parlamento.

Queste richieste miravano a fornire un quadro più completo della situazione. L'intento era quello di chiarire la posizione dei giornalisti.

Diritto di cronaca riconosciuto

Il gip ha ritenuto inammissibile l'opposizione presentata dai denuncianti. Di conseguenza, ha accolto pienamente l'archiviazione proposta dai pm. La decisione è stata condivisa in ogni sua parte.

Il magistrato ha sottolineato che non vi sono elementi per ritenere che i giornalisti di Report fossero consapevoli del luogo in cui avveniva la conversazione privata. Questa conversazione era avvenuta tra i coniugi Sangiuliano e Corsini. Una parte di essa era stata trasmessa nell'episodio dell'8 dicembre 2024.

Il tribunale di Roma ha riconosciuto la condotta dei giornalisti come espressione del diritto di cronaca. Si è ritenuto che rispettasse i canoni di veridicità della notizia. Anche la continenza espositiva e l'interesse pubblico sono stati considerati.