Un'esposizione collettiva a Roma riunisce 160 artisti per esplorare il concetto di Antropocene attraverso diverse forme d'arte. L'evento si terrà presso La Vaccheria dal 2 aprile al 2 maggio.
Antropocene: Arte e Scienza alla Vaccheria di Roma
La Vaccheria, spazio culturale nel cuore dell'Eur a Roma, ospita un'importante mostra collettiva intitolata «Antropocene – immagini dalle biennali». L'esposizione, curata da Lorenzo Ciccarelli e Vittorio Pavoncello, nasce dall'unione delle esperienze della I Biennale dell’Antropocene (Roma, 2022) e della II Biennale dell’Antropocene (Roma, 2025). L'obiettivo è creare una costellazione curatoriale unica.
L'evento si configura come un archivio vivo, in costante espansione. Raccoglie opere, performance, poesie e installazioni. Provengono da oltre 160 artisti. Tra questi figurano giovani talenti, artisti emergenti e figure già affermate nel panorama artistico contemporaneo. La mostra intende trasformare la percezione dell'Antropocene.
Il termine «Antropocene», divulgato dal premio Nobel Paul J. Crutzen, indica l'epoca geologica attuale. È caratterizzata da un forte condizionamento dell'ambiente terrestre da parte dell'azione umana. La mostra vuole rendere visibile questa trama invisibile. Utilizza il linguaggio dell'arte per connettere territori, corpi, infrastrutture e memorie.
Un Viaggio Artistico nell'Era Antropocenica
Il progetto «Antropocene – immagini dalle biennali» si articola in tre capitoli distinti. Il primo, «Paesaggi alterati», presenta opere che documentano la trasformazione dei territori. Vengono esplorate l'impronta umana, le ferite inflitte all'ambiente e le potenziali vie di rigenerazione. Fotografie, incisioni, installazioni e mappe emotive e geologiche compongono questa sezione.
Il secondo capitolo, «Corpi in mutazione», affronta l'Antropocene come un processo di metamorfosi. Si indagano le ibridazioni, le nuove ecologie del corpo e le complesse relazioni tra umano, animale, vegetale e artificiale. Performance, poesia, voce e gesto sono gli strumenti espressivi utilizzati.
Il terzo capitolo, «Archivi del futuro», considera le biennali come luoghi di raccolta di immagini. Queste immagini diventano «fossili del presente», testimonianze di un'epoca. L'archivio è concepito come un organismo che cresce e si stratifica tra istituzioni, fondazioni e centri di ricerca.
La Vaccheria, con i suoi oltre 1.900 metri quadrati di spazi espositivi, offre un contesto ideale. Questo edificio storico, trasformato in polo culturale, fonde passato, presente e futuro. La sua posizione strategica nell'Eur, vicino alla Nuvola di Fuksas, lo rende un punto nevralgico del nascente Distretto creativo dell'Eur.
Le Biennali dell'Antropocene: Un Percorso di Sensibilizzazione
L'idea di una Biennale dedicata all'Antropocene è nata da Vittorio Pavoncello. Si è sviluppata come un dispositivo culturale che unisce diverse discipline. Le arti visive, la poesia, la performance, la scienza, la divulgazione, le istituzioni e le associazioni lavorano insieme. Si coinvolgono anche generazioni diverse, creando un dialogo intergenerazionale.
La I Biennale (Art GAP, 2022), curata da Federica Fabrizi e Vittorio Pavoncello, ha dato il via a un percorso corale. Ha coinvolto oltre 60 artisti, una sezione giovanile, incontri, letture e musica. Importanti le collaborazioni con enti come ANTA, Sapereambiente e Gariwo, oltre al I Municipio di Roma. Un mese di attività che ha trasformato la mostra in un laboratorio di sensibilizzazione e immaginazione ecologica.
La II Biennale (Fondazione Marco Besso, 2025), curata da Giusy Emiliano con la collaborazione di Anna Di Fusco e Rita De Duro, ha ampliato ulteriormente il raggio d'azione. Si sono tenuti tre appuntamenti espositivi presso la Fondazione Marco Besso. Hanno partecipato 100 artisti, alternati in sequenze. Sono state organizzate tavole rotonde e dialoghi con l'INGV e il mondo della ricerca scientifica. Questo percorso ha consolidato la sinergia tra arte e scienza.
Un esempio di questa sinergia è la Galleria dell’Antropocene all’INGV. Qui installazioni sospese dialogano direttamente con i fenomeni geofisici, creando un ponte tangibile tra la creatività umana e i processi naturali.
Una Comunità in Movimento per il Futuro
Il progetto «Antropocene – immagini dalle biennali» riunisce una comunità eterogenea. Artisti visivi, poeti, performer, scienziati, ricercatori, istituzioni culturali, associazioni ambientali e studenti delle accademie e delle scuole d'arte collaborano attivamente. Questa comunità non si limita a esporre le proprie opere, ma agisce, discute e immagina collettivamente.
Le voci, le immagini e l'ambiente si intrecciano in un dialogo continuo. Dalle performance poetiche della prima biennale alle tavole rotonde della seconda, dalle installazioni all'INGV ai video musicali, dalle conferenze alle incisioni dei giovani artisti, la mostra crea un paesaggio di segni. Questo paesaggio attraversa la città, le istituzioni, la memoria, la scienza e la percezione collettiva del tempo.
Ogni opera esposta è considerata un frammento della nuova era geologica. L'immagine diventa un fossile, una traccia indelebile del presente. Ogni gesto artistico rappresenta un tentativo di comprensione. Si cerca di capire cosa stiamo diventando in questo periodo di profondi cambiamenti.
Ogni biennale è vista come una stratificazione, un deposito, un sedimento di idee e creazioni. «ANTROPOCENE – immagini dalle Biennali» è il luogo dove queste stratificazioni si incontrano. Si trasformano in una visione condivisa nello spazio dedicato all'arte contemporanea de La Vaccheria, a Roma.
L'allestimento è stato reso possibile grazie agli sponsor tecnici Informatici senza frontiere e Apice srl. L'allestimento è stato curato da Lorenzo Ciccarelli. L'ingresso alla mostra è libero.
«ANTROPOCENE – immagini dalle Biennali» è visitabile presso La Vaccheria, situata in Via Giovanni l’Eltore, 35, nel quartiere Eur di Roma. Gli orari di apertura sono: dal martedì al giovedì dalle 9:00 alle 13:00, e il venerdì, sabato e domenica dalle 9:00 alle 19:00. La mostra rimarrà aperta dal 2 aprile al 2 maggio.