Due militanti anarchici sono deceduti a seguito di un'esplosione in un casale alla periferia di Roma. Le autorità hanno conferito l'incarico per le autopsie e stanno attivamente ricercando eventuali complici.
Indagini sull'esplosione al Casale del Sellaretto
Le indagini proseguono intensamente dopo la tragica morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. I due militanti anarchici hanno perso la vita nel crollo di un casale. L'evento è stato causato da un'esplosione avvenuta nel Casale del Sellaretto. Questa struttura si trova nel parco degli Acquedotti, in un'area che ricade lungo via di Capannelle. La zona è situata nella periferia della Capitale.
Le prime risposte concrete potrebbero arrivare dagli esami autoptici. La Procura di Roma ha infatti conferito l'incarico a un medico legale. L'obiettivo è eseguire gli esami autoptici sui corpi delle vittime. L'inchiesta è stata affidata al pool antiterrorismo. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo. Al momento, non risultano indagati formalmente iscritti nel registro. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con la massima precisione la dinamica dell'accaduto.
L'ordigno rudimentale e le ipotesi investigative
Secondo l'ipotesi investigativa principale, i due anarchici stavano assemblando un ordigno esplosivo. L'esito degli esami autoptici sarà cruciale. Permetterà di chiarire in parte cosa sia realmente successo all'interno del casale. Sarà possibile determinare se altre persone fossero presenti al momento dell'esplosione. Si cercherà anche di stabilire l'effettiva potenza e la natura del mix esplosivo utilizzato. Si ipotizza che nel composto possano essere stati impiegati anche dei fertilizzanti.
Parallelamente, gli inquirenti hanno disposto un'analisi approfondita dei telefoni cellulari e dei computer delle vittime. Questi accertamenti sono stati affidati alla Digos. Le perquisizioni sono state condotte nelle due abitazioni. Le residenze in uso alle vittime si trovano nel quartiere Alessandrino a Roma e a Ponte Mammolo. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati documenti. Questi sono stati definiti 'interessanti' dagli investigatori. Tuttavia, sulla loro natura viene mantenuto il più stretto riserbo.
Caccia ai complici e possibili obiettivi
La polizia sta analizzando i contatti telefonici dei due anarchici. Si stanno esaminando le comunicazioni dei giorni precedenti all'esplosione. L'obiettivo è identificare eventuali militanti che potrebbero aver partecipato alla preparazione dell'ordigno. Non è stato ancora individuato il luogo a cui la bomba sarebbe stata destinata. L'instabilità e il peso dell'ordigno fanno ipotizzare che l'obiettivo potesse trovarsi poco distante dal luogo dell'esplosione.
Nel raggio di pochi chilometri dal casale si trovano diverse infrastrutture sensibili. Tra queste figurano una linea ferroviaria, una caserma dei Carabinieri e il polo anticrimine di via Tuscolana. Quest'ultimo ospita uffici centrali e investigativi della Direzione centrale anticrimine. Questa direzione gestisce le attività investigative del Servizio centrale operativo. La vicinanza a questi obiettivi strategici potrebbe fornire indizi sulla destinazione dell'ordigno.
La galassia anarchica sotto osservazione
Nel frattempo, ambienti anarchici rivendicano il legame con le due vittime. Gli investigatori stanno estendendo le verifiche anche sul web. Si stanno monitorando i circuiti informativi utilizzati dall'area anarchica legata al FAI (Federazione Anarchica Informale) pro Alfredo Cospito. Blog, forum e profili social vengono passati al setaccio. L'obiettivo è trovare contatti e collegamenti utili all'indagine. L'inchiesta si sta allargando rapidamente. Tuttavia, al momento, resta avvolta dal massimo riserbo.
La galassia anarchica continua a manifestare il proprio legame con i due militanti. Sono comparse scritte sui muri in diverse città italiane. Dopo quelle apparse vicino alla metro Marconi a Roma, altre sono state notate a Viterbo. Su un muro di un parcheggio condominiale è apparsa una scritta in vernice nera: «Sara e Sandro vivono nelle nostre lotte». Accanto è presente il simbolo della 'A' cerchiata. Altre frasi sono state trovate anche a Perugia.
Ricordo di Sara Ardizzone a Perugia
A Perugia, dove Sara Ardizzone era vissuta per molti anni, sono comparse ulteriori scritte. Su un muro alle porte della città si legge: «Nella gioia, nella rabbia, nel distruggere la gabbia. Ciao Sara. Ribelle come noi». Sotto è presente il simbolo dell'anarchia. Sara Ardizzone era molto conosciuta negli ambienti anarchici umbri. Aveva studiato al liceo classico Annibale Mariotti. Aveva fatto parte della consulta degli studenti. Attualmente risultava residente a Castel San Felice, una frazione di Sant'Anatolia di Narco. Lì conduceva una vita molto ritirata, immersa tra le montagne della Valnerina.
Un post su Instagram, condiviso da perugia_football_elite, ricorda Sara con commozione. Il testo recita: «Abbiamo aspettato, perché non sapevamo se scrivere e cosa scrivere. Sara la ragazza morta nella tragica esplosione di Roma era la figlia di Peppe, uno di noi, compagno di mille bevute, di innumerevoli partite vissute spalla a spalla nel Parterre, di tante trasferte affrontate insieme in pullman, treno, auto».
Il post continua: «Sara era nata a Roma (la città della madre) ma ha vissuto l'adolescenza e la prima giovinezza a Perugia ed era una perugina. La ricordiamo giovane ribelle, birretta in mano e sciarpa biancorossa al collo, in Curva Nord, che seppur per poco è stata anche la sua curva. La sua tragica storia ci ricorda che qualsiasi lotta, giusta o sbagliata, costa, non è un gioco e che le battaglie si affrontano sul serio, in prima linea e senza compromessi».
La tragica vicenda sottolinea la pericolosità delle attività legate alla preparazione di ordigni. Le indagini mirano a fare piena luce sull'accaduto e a identificare tutti i soggetti coinvolti. La comunità anarchica locale e nazionale sta esprimendo il proprio cordoglio e la propria vicinanza ai familiari delle vittime. Le autorità mantengono il massimo riserbo per non compromettere l'esito delle indagini in corso.