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Roma Capitale destina 80 milioni di euro a un piano quadriennale per la riqualificazione delle case popolari. Gli interventi mirano a migliorare la qualità abitativa in diverse aree della città, affrontando criticità strutturali e impiantistiche.

Nuovo piano per l'edilizia residenziale pubblica

L'assessorato al Patrimonio di Roma Capitale ha avviato un ambizioso programma di interventi. L'obiettivo è la ristrutturazione completa degli alloggi di proprietà comunale. Questo piano, della durata di quattro anni, prevede un investimento complessivo di 80 milioni di euro. L'accordo quadro stipulato mira a migliorare significativamente le condizioni abitative in molte zone della capitale. Particolare attenzione sarà rivolta ai quartieri con una maggiore concentrazione di edilizia residenziale pubblica.

La strategia del Campidoglio per la manutenzione dell'edilizia residenziale pubblica (Erp) ha subito un'accelerazione nel corso del 2023. L'istituzione di una direzione dedicata all'interno del dipartimento Patrimonio è stata fondamentale. Questo ha permesso un incremento dei fondi stanziati per le manutenzioni. L'obiettivo è intervenire in modo mirato nelle aree dove il degrado si era consolidato. Ciò ha reso meno confortevoli gli immobili destinati agli assegnatari.

Oltre 4.500 cantieri aperti in tre anni

L'amministrazione guidata dal sindaco Gualtieri ha dimostrato un impegno finanziario notevole. Nel triennio 2023-2025, sono stati investiti fondi per un aumento del 1.600% rispetto ai periodi precedenti. Solo per il 2024, sono stati stanziati oltre 8 milioni di euro. Questo stanziamento ha permesso l'apertura di più di 4.500 cantieri tra il 2023 e il 2025. L'assessorato ha specificato che circa 1.900 di questi cantieri sono stati attivi nel solo corso del 2025. Parallelamente, è stato potenziato il personale addetto alle manutenzioni. Le squadre sul campo sono passate da 2 a 7 per ogni lotto. Ogni team è composto da un massimo di cinque operai specializzati.

Un esempio concreto di questo impegno si è visto nel piano da 50 milioni di euro destinato alla trasformazione del quartiere Bastogi. Questo progetto prevede la demolizione e ricostruzione di alcune palazzine, la creazione di un nuovo parco e l'integrazione con la rete della Metro A. Questi interventi dimostrano una visione a lungo termine per la riqualificazione urbana.

Un nuovo quadro finanziario per la qualità abitativa

L'attuale piano quadriennale da 80 milioni di euro rappresenta un passo avanti significativo. La gara europea, che ha visto la presentazione di circa 200 offerte, è stata aggiudicata per garantire interventi su larga scala. L'investimento annuale si attesta sui 20 milioni di euro, distribuiti su quattro anni. L'obiettivo primario è assicurare una migliore qualità abitativa per decine di migliaia di famiglie. Particolare attenzione è rivolta alle zone storicamente considerate più fragili, come Quarticciolo, Bastogi e Ostia.

L'assessore Tobia Zevi ha sottolineato il cambio di metodologia adottato da Roma Capitale. «Roma ha scelto di cambiare metodo», ha dichiarato. «Per decenni il patrimonio pubblico è stato gestito rattoppo dopo rattoppo, inseguendo i guasti invece di prevenirli». Questo nuovo approccio mira a superare la gestione emergenziale per adottare una pianificazione più strategica e preventiva.

Dettagli degli interventi nei cantieri

I lavori previsti dai cantieri coprono una vasta gamma di interventi. Saranno effettuati il rifacimento completo degli impianti idrici ed elettrici. Verranno sostituite integralmente le colonne di scarico. Un piano specifico è dedicato alla sostituzione dei tetti, con un'area di intervento di 100mila metri quadri per i lastrici solari. Sarà inoltre affrontato il risanamento strutturale degli edifici. L'assessore Zevi ha evidenziato: «Si interviene sull'infrastruttura, non più sulla singola perdita».

Questo cambio di modello, secondo Zevi, riguarda decine di migliaia di famiglie. Esse hanno diritto a una casa non solo riparata, ma pienamente funzionante. La nuova gara d'appalto apre la possibilità concreta di trasformare la manutenzione in un fattore di dignità per chi abita questi immobili. La cura degli spazi comuni e la funzionalità degli impianti sono prioritarie.

Focus su piazza Balsamo Crivelli e via dell'Archeologia

Alcuni cantieri sono già in fase avanzata o completati. A piazza Balsamo Crivelli, nel IV municipio, i lavori sono quasi terminati. Gli interventi hanno riguardato la sostituzione delle colonne di scarico, necessarie a causa di diffuse infiltrazioni e condizioni igienico-sanitarie precarie. I problemi riscontrati includevano bagni e androni danneggiati, muffe, umidità, distacco delle finiture e impianti obsoleti in ferro. I lavori, iniziati a gennaio, hanno visto il completamento e il collaudo di una colonna di scarico.

Un altro cantiere significativo è in corso a via dell'Archeologia 231, nel quartiere Tor Bella Monaca. Questo intervento, distinto da quelli finanziati dal PNRR sulla torre R5, include manutenzione straordinaria e adeguamenti funzionali. Sono state affrontate criticità come autoclavi rotte, infiltrazioni diffuse, colonne di scarico compromesse, allagamenti nelle cantine e negli atri, alloggi danneggiati e barriere architettoniche. Al termine dei lavori, via dell'Archeologia 231 disporrà di nuove colonne di scarico, cisterne, autoclavi e impianti idrici ed elettrici rinnovati. Saranno inoltre ristrutturati gli alloggi, con particolare attenzione ai bagni e agli infissi, e saranno eliminate le barriere architettoniche per gli inquilini con mobilità ridotta.

La mappa degli interventi del maxi-appalto

L'assessorato ha fornito una mappa dettagliata delle zone interessate dal maxi-appalto da 80 milioni di euro. I municipi coinvolti sono il III (con interventi in via Passo del Turchino, Vigne Nuove), il IV (in via Giovanni Palombini, via Casal de' Pazzi), il V (in via Gioia del Colle, via Palmiro Togliatti, via del Berio, via Aldo Balma, tra Quarticciolo e Tor Tre Teste). Saranno interessati anche il VII municipio (in via Carlo Cipolla, Appio Latino), il X (in via Cagni, via del Sommergibile, viale Vasco de Gama a Lido di Ostia), il XII (in via della Consolata a Bravetta) e il XIII (in via Arnaldo Canepa, Bastogi). Molti di questi lotti popolari non ricevevano interventi di manutenzione da almeno 12 anni.

Un caso emblematico, sebbene non direttamente collegato a questo appalto ma che evidenzia le problematiche del settore, è stato quello relativo a un incendio e a un cantiere definito «infinito» in un palazzo del Comune, dove gli anziani si sono sentiti «sequestrati in casa». Questo episodio, seppur isolato, sottolinea l'urgenza di interventi tempestivi e risolutivi.

Il mega intervento a Ostia

Uno dei cantieri più rilevanti finanziati dal nuovo piano si trova a Ostia, in viale Vasco de Gama. Il progetto, con un costo di quasi 13 milioni di euro, riguarda gli edifici ai numeri 140 e 142. Il Comune interverrà con lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica su tre plessi. Questi interventi interesseranno un totale di oltre 250 alloggi.

Il complesso edilizio, risalente alla metà degli anni '70, presenta oggi diffuse condizioni di degrado. Le criticità riguardano sia la struttura che gli impianti, con componenti obsolete non più conformi agli standard di sicurezza e comfort abitativo. Si registrano infiltrazioni e degrado nelle autorimesse, sulle coperture e nelle facciate. Gli impianti sono vetusti e le condizioni igienico-sanitarie in alcune parti comuni sono critiche, oltre a una generale inefficienza energetica. L'obiettivo di questa operazione è eliminare le criticità esistenti, ripristinare la piena funzionalità e il decoro degli edifici. Si punta ad adeguarli agli standard contemporanei di accessibilità, sicurezza ed efficienza energetica.

Zevi: «Un lavoro imponente, ma necessario»

L'assessore Tobia Zevi ha concluso con una nota di realismo, sottolineando la mole di lavoro da affrontare. «Il lavoro che resta da fare lo vediamo tutti: nessuno si illuda che sia poco e che sia facile», ha affermato. Ha inoltre aggiunto che le segnalazioni continuano ad arrivare quotidianamente, specialmente quando le condizioni meteorologiche avverse aggravano la situazione di palazzine datate e non manutenute negli anni precedenti. «Si tratta di un piano complessivo su tutta Roma che forse andava avviato vent’anni fa», ha commentato Zevi, «e se fosse partito allora, oggi parleremmo di un patrimonio in condizioni molto diverse». Questo piano rappresenta un tentativo di recuperare decenni di ritardi nella cura e nella manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico romano.

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